Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

D’Alema, lo Zingales dei Giovani Turchi

Non so se sia vero quanto scrivono i giornali, cioè che Massimo D’Alema fin da ieri si è detto giustamente e saggiamente contrario all’improbabile alleanza con Beppe Grillo, tentata maldestramente dal nuovo gruppo dirigente del PD. Sembra verosimile. D’Alema è un mago della tattica, non uno stratega, ma un errore di questo tipo non l’avrebbe mai fatto. Sa fare politica. Ha capito che cosa è successo.
La cosa che mi ha colpito però è che i suoi – anche se lui negherà che "i suoi" esistano – siano partiti in carovana a cantare le lodi dei grillini. I giovani turchi, ovvero i giovani allevati alla scuola dalemiana, addestrati al tatticismo esasperato del loro leader, sono stati i più convinti sostenitori del governo con Grillo.
D’Alema invece no. Ha tenuto a differenziarsi, e per tempo: prima ancora che l’offerta a Grillo partisse. Non so se li ha avvertiti della presa di distanza, magari dopo averli pregati in ginocchio di non farlo (difficile), ma di certo li ha abbandonati a se stessi. Un modo alla Zingales per fermare il declino del suo partito.

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