Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Mentre gli obamiani dibattevano

Alla fine del 2011 i morti della guerra civile siriana erano 4mila, ora siamo a 70mila. In questo periodo, racconta uno splendido articolo del Wall Street Journal, l’Amministrazione Obama si è profondamente divisa sulle scelte da compiere per fermare la carneficina. Hillary Clinton e David Petraeus, ma anche Leon Panetta e il generale Dempsey, sono stati quelli che hanno perso il dibattito interno. Avrebbero voluto intervenire nel conflitto, perlomeno armando i ribelli anti regime non islamisti. Obama e il suo attuale chief of staff Denis McDonough si sono opposti e a poco a poco gli interventisti hanno lasciato il gruppo. Le scelte disposizione di Obama non erano facili, ovviamente. Non voleva coinvolgere una guerra, da solo. Non è pacifismo o buonismo, quello di Obama. È l’opposto del buonismo. Da vero presidente realista, tradizionalmente la scuola di politica estera della destra americana, Obama non si fa commuovere dalle vittime e dalla carneficina, ma decide di intervenire soltanto se è quando c’è un diretto e visibile e tangibile interesse nazionale americano in gioco. In quel caso non fa prigionieri, letteralmente (con i droni). Le questioni più specificamente umanitarie sono roba da vecchia sinistra liberal, da Clinton e da Geroge W. Bush.

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