Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Pillole di Gommalacca/3

Confesso che ci ho provato. Ma non ci sono riuscito. Ho letto, mi sono informato, ma ogni volta che ho ascoltato non ho capito. Non capisco Jay-Z. A dire il vero non capisco il rap, né l’hip-hop. Un mio limite, eh. Ma non lo capisco. Non sopporto, poi, tutti quegli «ah, ah», versione nigga degli «ahò» della curva della Roma. Poi però ho ascoltato Magna Charta… Holy Grail. Il primo brano, Holy Grail, è strepitoso. Lo ascolto da giorni, a palla. Ma siamo di nuovo lì. Di Holy Grail mi piacciono l’intro e il ritornello, by Justin Timberlake. Meno, diciamo, il flow di Jay-Z. Non lo capisco. Epperò a ogni ascolto di Timberlake:

And baby, it’s amazing I’m in this maze with you
I just can’t crack your code
One day you screaming you love me loud
The next day you’re so cold
One day you here, one day you there, one day you care

apprezzo sempre un po’ di più la parte rap di Jay-Z, e non solo quando cita Smells like a teen spirit dei Nirvana.
Commento definitivo di Francesco Pacifico: «Jay-Z lo sa che tu non capisci il rap».

Ho chiesto anche a Lorenzo, uno che di rap ci capisce un sacco, di spiegarmi Jay-Z. Mi ha detto che Jay-Z è una specie di Frank Sinatra del rap, un grande rapper con una vocalità molto cross over che piace sia ai bianchi sia ai neri. Piace anche ai più grandicelli, gli unici che comprano i dischi. È una specie di leader aspirazionale, molto intelligente, attento a curare l’immagine da imprenditore, oculato. Una specie di Django del rap, insomma.
Ecco il video di Holy Grail, ma è bella anche Oceans, con Frank Ocean

 

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