Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Le ultime, per evitare l’intervento o no

Obama parlerà alle 21 americane, alle 3 del mattino italiano di mercoledì. Francia e Gran Bretagna, col sostegno americano hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza molto molto dura. Sostanzialmente il testo denuncia la strage col gas, sostiene che chi l’ha organizzata deve essere processato nella Corte Penale internazionale, impone la restituzione di tutto l’arsenale chimico siriano e autorizza “conseguenze estremamente gravi”, cioè l’uso della forza, in caso il regime di Assad non eseguisse i termini dell’accordo. Il tutto ex articolo 7 del trattato Onu (dopo ci sono solo le armi). Insomma si prova a capire se la Russia e la Siria facciano sul serio, o bluffano. La Russia ha già detto di no, non vuole alcuna risoluzione vincolante, chiede soltanto una poco impegnativa dichiarazione e continua a chiedere che gli americani escludano l’intervento armato. I siriani stanno sul vago, sostengono l’iniziativa russa ma non si sono impegnati in alcun modo a cedere tutto l’arsenale chimico.

Al Senato americano un gruppo bipartisan di senatori, guidato da John McCain, sta pensando a un voto che passi la palla alla risoluzione ONU e autorizzi l’uso della forza nel caso i siriani non rispettassero la decisione delle Nazioni Unite. Per Obama sarebbe più facile ottenere un via libera condizionato all’Onu rispetto a quanto aveva chiesto fino a ieri. Anche se ci saranno molti conservatori contrari a sottomettere le decisioni di sicurezza nazionale, così gli obamiani hanno definito il dossier siriano, alle Nazioni Unite. Ora si aspetta Obama. Ma qui nessuno ha una strategia, improvvisano tutti.

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