Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Monda, Antonio Monda

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Non è la prima volta che Il New York Times celebra Antonio Monda, l’italiano più importante di New York. Io ne ricordo almeno tre. Ma questa volta, domenica, è una celebrazione straordinaria: prima pagina del Sunday Style, più altre due pagine a seguire. L’autore dell’articolo è Sam Tanenhaus, fine intellettuale, già direttore della Book Review e biografo eccezionale di giganti come Whitaker Chambers e William Buckley (ancora in corso). Il passaggio più bello è quando Tanenhaus scrive che Monda è rimasto l’unico difensore della grandezza di New York.

Questa estate, su IL, avevamo dedicato un’altrettanto monumentale Intervista Larga (27mila battute) a Monda, curata da Francesco Pacifico. Alla Farnesina, intanto, si ostinano a nominare altre persone al ruolo di direttore dell’Istituto italiano di cultura.

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