Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Berlusconi ha torto, tortissimo, marcissimo (ma anche un po’ di ragione)

Berlusconi ha torto, tortissimo, marcissimo. Ma ha anche un po’ di ragione. Sappiamo bene che il motivo della crisi è la questione della decadenza, e non quella dell’IVA (peraltro introdotta dal suo governo). La carnevalata sulle dimissioni dei parlamentari, ridicola e impraticabile prima ancora che eversiva, se possibile ha reso ulteriormente impresentabile il centrodestra. Anzi l’ha condotto oltre il confine dell’impresentabilità, già superato due elezioni fa. Senza parlare della pretesa assurda di voler cancellare in qualche modo l’esecutività della sentenza della Cassazione.

Ma è altrettanto vero che Berlusconi un poco di ragione ce l’ha. Non parlo delle ragioni ventennali di una magistratura ad personam: lasciamole stare per un momento. Parlo della gestione politica e parlamentare della questione decadenza. Il PD è alleato di Berlusconi, da quasi tre anni: se teneva al governo (ma sappiamo che in molti ci tenevamo meno di quanto ci tenessero quelli del Pdl) avrebbe potuto tranquillamente accogliere la legittima richiesta del senatore-condannato di far decidere alla Corte Costituzionale se le norme della legge Severino sulla decadenza dei condannati (approvate anche da Berlusconi, mentre molti del PD dicevano che era un colpo di spugna) si potessero applicare retroattivamente (a me pareva di sì). Un rimando alla Consulta che peraltro avrebbe tolto il PD dall’imbarazzo di far decadere il leader alleato. Ma la pressione del Movimento Cinque Rep è stata troppo forte, e quindi super velocità in giunta, no a consultare la Corte Costituzionale, subito la decadenza.

Era una manovra per allungare i tempi, quella di Berlusconi? Ovvio. Ma era anche una richiesta comprensibile, legittima, altrettanto ovvia che avebbe tolto un ulteriore alibi a Berlusconi e avrebbe garantito ancora per qualche tempo la stabilità di governo. Ma così come non è vero che Berlusconi ha fatto cadere il governo per l’IVA, non è nemmeno vero che l’area PD (tranne Letta) sia dispiaciuta per la caduta del governo. Alla fine non c’è stato nessun atto eversivo, ma solo una normale crisi di governo, causata dalla rottura del rapporto di fiducia tra i due alleati e dalla banale volontà di uno dei due di non farsi cancellare senza lottare. Ora è solo propaganda politica, accuse e contraccuse. Seguiranno scemenze varie su spiragli di un governo senza pdl e con i grillini. Sul punto centrale di questa crisi, poi, va ricordato che alle prossime e ormai più vicine elezioni Berlusconi non sarà candidabile.

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