Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Lolita, Nabokov e Dorothy Parker

Non sapevo nulla di questa meravigliosa storia raccontata oggi dal New York magazine intorno al grande romanzo di Nabokov e a Dorothy Parker. Pochi giorni prima della prima pubblicazione di Lolita in Francia, il New Yotker ha pubblicato un racconto di Dorothy Parker su una giovane ragazza e un anziano signore intitolata, be’, Lolita. Nabokov se la prese molto, anche perché aveva mandato al New Yorker e ad altri pilastri dell’editoria newyorchese il manoscritto di Lolita e non credette alla coincidenza. Parker era fondatrice e collaboratrice del settimanale e amica dei pilastri dell’editoria di cui sopra, quindi il sospetto di plagio era fondato. Nabokov scrisse al New Yorker una lettera di protesta che non fu pubblicata. Qualche tempo dopo, in occasione dell’uscita americana di Lolita il mensile Esquire chiese alla sua nuova critica letteraria, Dorothy Parker, di recensire il romanzo di Nabokov. La recensione fu entusiasta, e chissà se la Parker dovette rileggere Lolita per la seconda volta. Qualche anno dopo, Esquire decise di cambiare critico letterario e offrì il posto a Nabokov, il quale ringraziò il mensile per avergli offerto “il posto di Dorothy Parker” e forse proprio per questo graziosamente rifiutò.

(E non dico nulla sui collaboratori dei mensili “maschili” degli anni 50/60)

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