Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

O dell’inutilità dei giornali (fatti così)

Prendete le neve. La neve a New York. Oggi i quotidiani italiani, col solito piglio catastrofico, sfondavano le prime pagine con gran foto di neve a New York sotto gli allarmi emergenza, caos, voli cancellati. Una notizia di due giorni prima. Già ieri era tutto a posto, un sole che spaccava il freddo, e figuriamoci oggi. C’è tutta la crisi dei giornali in questa cosa della neve, che ovviamente non riguarda solo la neve ma anche tutto il resto del notiziario. Ora, che si possa pensare di vendere i giornali con le notizie peraltro banali di due giorni prima, e quando va bene del giorno precedente, è una follia senza paragoni. I giornali devono dire le cose che stanno per succedere, devono essere uno strumento per capire, devono anticipare o far riflettere. A che cosa serve un giornale di carta che dà (tardi) le notizie che si conoscono già. Non siamo più nell’Ottocento. L’era dei dispacci è finita da più di un secolo. L’Economist di questa settimana apre con le elezioni europee di maggio prossimo, non con una cosa successa due giorni fa. Da noi invece si continuano a fare giornali di carta come se vivessimo ancora in un’altra epoca. Finché c’è la neve in prima pagina non c’è speranza.

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