Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Un metodo da Prima Repubblica, oh yeah

Si leggono molte analisi corrucciate sul modo in cui Matteo Renzi potrebbe arrivare a Palazzo Chigi, non attraverso l’investitura popolare ma grazie a una manovra politica. Ah. I giornali, anche anglosassoni, scrivono che questo di Renzi sarebbe il terzo governo consecutivo «non eletto». Oh, yeah.

Faccio notare che i governi in Italia non si eleggono, thanks to the costituzionepiùbelladelmondo. C’è stata per 20 anni una parvenza di Seconda Repubblica, per effetto dell’introduzione (via referendum) del principio maggioritario nella legge elettorale, ma che non è stato esteso al sistema istituzionale né alle regole parlamentari.
Ma anche quei governi legittimati di fatto dal voto popolare in realtà erano parlamentari, «non eletti» direttamente, come dimostra la storia sia del grande ribaltone del 94-95 con la Lega uscita dall’alleanza e il governo Dini sostenuto da chi invece aveva perso le elezioni, sia quella del piccolo ribaltone del 98 quando la maggioranza di sinistra sostituì un partito comunista uscito dalla coalizione con un pezzo di minoranza entrata in Parlamento con la destra.
Ma, perlomeno, allora c’era una parvenza di Seconda repubblica: vigeva un principio maggioritario e di fatto si votava tra coalizioni e leader contrapposti. Oggi non c’è più, e forse i giornali anglossassoni – abituati da secoli a votare con i collegi winner takes all e il principio del first past the post – pensano di commentare una crisi inglese o americano.

Breve storia: il governo Monti, che secondo l’accusa sarebbe il primo dei tre governi non eletti, in realtà nasce dall’uscita di oltre 100 parlamentari dalla coalizione di governo, dal disastro politico dell’esecutivo stesso, dai guai giudiziari e privati del presidente del Consiglio e dalla straordinaria crisi finanziaria che si era abbattuta in particolare sull’Italia. Certo, si sarebbe potuto votare, invece che affidarsi a Monti, ma alla fine grazie a quel breve governo non siamo falliti e quindi non mi starei a preoccupare. Anche perché quell’esecutuvo fu sostenuto dal voto dell’80 per cento del Parlamento e, secondo la costituzionepiùbellademondo, i governi si fanno in Parlamento, ricordate?

Il governo Letta nasce invece dall’impasse creato dal voto diviso in tre degli italiani, dal sistema diverso di assegnazione dei seggi tra Camera e Senato, dai grotteschi errori di chi aveva comunque il pallino in mano (Bersani) e dalla necessità di non andare a votare con la stessa legge elettorale che ancora una volta non avrebbe garantito una maggioranza chiara.

Il governo Renzi non c’entra nulla né con il primo né con il secondo governo.
Nascerà anche dalla sfrenata ambizione renziana (avete notato che la citazione è da Ambition for Britain di Gordon Brown?) e da tutto quello che volete voi.
Ma il vero motivo per cui Renzi andrà a Palazzo Chigi senza passare dalle urne è la sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il Porcellum (una legge discutible, ma comunque maggioritaria) e ha reintrodotto un sistema proporzionale puro che ha spazzato via anche la parvenza maggioritaria della Seconda Repubblica e quindi ha riportato le lancette della politica italiana ai tempi della Prima Repubblica.

Andare al voto con questa legge uscita dalla Consulta significa esattamente tornare alle manovre post elettorali per formare un governo. Un governo, secondo la definizione in voga oggi, «non eletto dal popolo». Da qui l’esigenza di fare subito la nuova legge, anche con Berlusconi. Ma evidentemente l’iter di approvazione ad alta velocità si è fermato. E questo è un fallimento di Renzi, visto che fino a qualche settimana fa era certo del successo dell’operazione.

Le regole determinano la politica, come si è visto. Anche se questo Parlamento è stato eletto col sistema precedente, siamo già nel nuovo scenario politico che non è, rullo di tamburi, da Terza Repubblica e nemmeno da Seconda: è, appunto, da Prima Repubblica. Con il nuovo scenario i governi non sono eletti dal popolo, nemmeno di fatto come fino a poco tempo fa, ma sono decisi dai partiti e dai loro gruppi parlamentari che riescono a formare una maggioranza. Non è partitocrazia, è la costituzionepiùbelladelmondo a prevederlo.
Renzi è il leader del primo partito e, in assenza di una legge che consenta governi «eletti dal popolo», non ha altra strada che questa per esercitare la sua leadership, dopo peraltro aver tentato invano di dare una scossa al governo «sdraiato», per dirla alla Michele Serra, di Enrico Letta. Accusare Renzi di usare metodi da Prima repubblica, o da caricatura della Prima Repubblica come ha scritto il Corriere oggi in prima pagina, è grottesco. Vi do una notizia: siamo tornati alla Prima Repubblica, grazie alla Corte Costituzionale.

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