Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Perché non mi piace il primo mezzo governo Renzi

No, non mi è piaciuta questa squadra di governo. E non per quello che dicono tutti: perché c’è gente troppo giovane, inesperta, senza carisma. No, quella è la parte che mi piace di più: quasi un governo di staff, di donne e uomini preparati e competenti impegnati come un sol uomo ad aiutare il governo del Presidente del consiglio. Quella parte lì mi piace.

Il governo non mi piace per altri due motivi. Il primo è quello dei ministeri chiave sull’economia, sul lavoro, sullo sviluppo economico. Nessuno dei tre ministri, per storia, curriculum e posizioni politiche, rappresenta le cose che Renzi ha detto in questi anni: il patrimonialista dalemiano Padoan, il capo delle coop rosse (anche se Oscar Giannino assicura che è un riformista), l’esponente di Confindustria. Mah. Come può aver messo nei ministeri chiave gente non del suo giro e che la pensa in modo sostanzialmente diverso da sé? Tabellini e Ichino sarebbero stati perfetti e da soli avrebbero cambiato verso al governo. Sul punto dei ministri cosiddetti minori: la civatiana militante anticamorra, persona certamente da ammirare, vi prego, no: serve per convincere i civatiani, cosa di per sé imbarazzante, oppure a occupare la casella Saviano, e nel qual caso perché non puntare direttamente sul numero 1 del settore? Franceschini, poi. Sono d’accordo con quanto ha scritto Luca Sofri su Franceschini, così come sullo scampato pericolo del magistrato alla Giustizia (a questo proposito sono contento per Orlando alla Giustizia, in passato concretamente garantista). Sono molto meno d’accordo con Luca su Emma Bonino. Emma non è stata abbandonata perché non aveva padrini. È stata sostituita perché lei, senza alcuna ipocrisia, ha sempre detto che Renzi non le piaceva ("se questo è il nuovo – disse dopo una polemica Renzi-D’Alema – preferisco l’antico"). Quanto al fatto, sottolineato da Luca Sofri, che Renzi ha preferito mantenere i tre di Alfano, anziché la Bonino, be’, mi pare naturale e ovvio: Alfano è il socio parlamentare di questa avventura di governo, Bonino no (e certo non è stata aiutata a restare alla Farnesina dagli improperi pannelliani contro Renzi, ammesso che Renzi se ne sia accorto). Quindi la quarantenne Mogherini mi pare una buona cosa, anche se probabilmente non sono d’accordo con lei su niente. La politica estera è di Renzi, è evidente. Secondo me alla Farnesina sono contenti.

Alla fine questo "primo mezzo governo Renzi" senza colpi di genio, e nella metà che conta addirittura anti renziano, mi fa venire in mente un dubbio: alla prova seria e difficile, e con Napolitano molto presente, Renzi ha abbassato lo sguardo e col passo incerto del neofita è stato costretto a cedere sui ministri importanti oppure ha ceduto quasi volontariamente perché in realtà punta a fare le riforme, il semestre europeo e poi andare al voto a ottobre con le nuove regole?

Ora aspettiamo i sottosegretari, il programma e i primi provvedimenti.

Al momento l’unica vera scelta renziana, nel senso più ampio possibile, è Filippo Sensi all’ufficio stampa PD.

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