Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Monica Lewinsky

Molto bello l’articolo di Monica Lewinsky su Vanity Fair. Al contrario di quanto si è letto nelle anticipazioni dei giornali e delle agenzie e dei siti italiani, Lewinski non ha mai scritto «se Hillary corre la rovino» (come hanno riportato, inventando, agenzie, siti e giornali italiani). Ho letto anche la versione opposta: l’articolo di Monica è pro Hillary. No, non è pro Hillary. Dicono sulla Rai che è «sorellanza Hillary-Monica». No, non l’hanno letto. Per niente. Anzi. Pensa molto male di Hillary, del dare la colpa dell’affaire a quella matta in cerca di visibilità e anche a se stessa e mai a Bill. Altro che sorellanza. Sottolinea il cinismo con cui Hillary ha confidato alla sua amica Blair, custode dell’archivio di Hillary, il suo vero pensiero sull’amante del marito con l’obiettivo di rivelarne il contenuto quando sarebbe stato più utile politicamente. E, no, anche se per Monica vedere una donna alla Casa Bianca sarebbe una gran cosa, per lei quella donna fa parte della famiglia che ha abusato di lei, a scandalo scoppiato, liquindandola come una sessuomane, scema e in cerca di visibilità.
Per il resto è l’articolo di una giovane donna che sedici anni dopo il rapporto con il presidente Clinton vuole finalmente essere lasciata in pace. Sarà difficile.
Ci sono molti episodi sulla vita dopo lo scandalo (i colloqui per cercare un lavoro, la gente che la guarda per strada, i fidanzati, gli istinti suicidi, l’analisi, il dolore per e dei genitori) e qualche messa a punto su che tipo di rapporto fu quello con Clinton: fu consensuale, scrive Lewinsky. L’abuso è avvenuto a scandalo scoppiato, con la campagna diffamatoria proveniente dalla Casa Bianca.
A sedici anni di distanza, la cosa più sconvolgente resta uno dei più infami articoli mai pubblicati nella storia dell’editoria di un paese civile, un cui brano Monica riporta verbatim.
Questo articolo del New York Observer, che aveva messo intorno a un tavolo il gotha del femminismo radical della città. Leggetelo.

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