Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Che cosa c’è su #IL61

La copertina l’avete vista. È un disegno di Giacomo Gambineri, uno dei più bravi “illustratori” italiani, ormai da quasi due anni colonna di IL e da allora anche collaboratore del New York Times, oltre che di Wired. Nella storia di copertina raccontiamo l’Animal House of Cards renziana, una via di mezzo tra il cameratismo collegiale alla John Belushi e il cinismo al governo e la fantasia al potere di Kevin Spacey nella serie tv prodotta da Netflix. C’è un lungo racconto di Claudio Cerasa, “lo specialista della sinistra”, del backstage Chigi e del dietro le quinte delle attività di governo del primo premier che si diverte davvero a governare. Ci sono anche gli interventi di Stefano Folli, di Sofia Ventura. È un numerone, questo. Con tanta roba da leggere, tante storie da guardare e grande ritorno della copertina soft touch da toccare. C’è un Tabloid speciale dedicato al tennis. Ci sono la storia e le immagini del più grande e fluviale scrittore che non avete mai letto. C’è Masneri geolocalizzato. C’è la Soncini sulla privacy ai tempi dei social (e di cos’altro?). C’è Ester Viola. C’è il gran ritorno dell’Intervista Larga su come funziona il mondo dell’arte. C’è il debutto di Andrea Minuz. C’è un elogio di Blackstone di Giuliano da Empoli (che se lo sa Grillo per la rabbia va in un Comune americano e si fa stampare in 3D una Sirena e due maghe Circe). Ci sono le fantastiche pagine culturali con Vitiello, Terranova, Durastanti, Pistolini, Panella, Colombati, Rossari, Minto, Giossi, Mazza Galanti, De Majo, Berman e il grande Sgobba. C’è un reportage di viaggio di Annibali/Benna. C’è molta moda, curata come sempre da Elisa Furlan, con Alessandro Cardini e i layout di Madda Paternoster. E naturalmente anche su #IL61 si parla di Piketty (in due pezzi). In edicola GIOVEDÌ 22 maggio.

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