Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

#Lorenzoneglistadi2015 #SanSiro #DayOne

Alla fine, dopo oltre due ore, mi sono reso conto che il nuovo spettacolo di Jovanotti negli stadi deve essere visto tre o quattro volte per apprezzarlo in tutta la sua enormità. La prima per la musica, la seconda per le immagini, la terza per l’integrazione tra parole e video, la quarta per la consapevolezza della visione globale. 

Che io sappia non esistono altri show così altamente congegnati e prodotti, se non a Broadway, e per questo è corretto parlare di uno show e non solo di un concerto. 

Anche tecnicamente questo show è un portento. Una cosa su tutte: il megaschermo (una volta si chiamava così) dietro la Band ha una definizione mai vista, mentre l’uso delle luci, della grafica e delle illustrazioni farà giurisprudenza, come la fece lo Zooropa tour degli U2 molti anni fa. 

Alla prima a San Siro, io ho seguito la musica. Il suono, gli arrangiamenti, l’impatto dal vivo delle nuove canzoni. Il clima è decisamente più rock del solito, grazie anche alla seconda chitarra di Danny Bronzini. Riccardo Onori si smazza ancora gran parte del lavoro, ma è anche più libero nelle parti soliste (stupendo il finale di A Te, che a me nel disco invece non piaceva). 

A metà concerto c’è un prolungato momento epic rock che mi ha ricordato gli U2 pre Joshua Tree (non mi sono segnato su quale canzone, sorry). Certo, c’è anche la dance che piace tanto a Lorenzo, culminata in Non mi annoio, Falla Girare e Tanto Tanto Tanto suonate e cantate sul tempo di Non mi annoio. 

Day One ha preso il volo con Il più grande spettacolo ma la canzone che, a mio parere, ha reso di più è L’Estate addosso, compresa la citazione di Abbrozantissima e di Enola Gay: il pubblico cantava e ballava come se non ci fosse stato un domani e magicamente trasformava un’irresistibile melodia radiofonica in un rituale estivo da prendere maledettamente sul serio. 

Lo show, ancora da affinare in alcuni passaggi e cambi di scena, mi è sembrato al suo meglio nel momento “disco San Siro”, e questo era capitato anche due anni fa, quando la Band suona Tutto l’amore che ho, La notte dei desideri e Tensione evolutiva. E, prima ancora, con Ora, Sabato e, malfunzionamento di microfono permettendo, Tutto Acceso. 

Sorprendente Serenata rap, anzi funk, in stile Prince. Tra le canzoni del nuovo disco, oltre a quelle già citate, anche L’Alba, Musica, una fantastica Il mondo è tuo e una potentissima Gli immortali con Lorenzo che canta a squarciagola, fino a strapparsi le corde vocali, in mezzo al pubblico. Ma ci sono anche Una scintilla e L’astronauta che a me sembrano su 30 canzoni le più deboli del disco, ma che invece sono tra le preferite di due dei tre amici con cui ho visto il concerto. In ogni caso è discutibile aver lasciato fuori Ragazza Magica, Libera, Si alza il vento, Le storie vere, Insieme, Con uno sguardo e altri brani del nuovo disco. E anche Baciami ancora. E vogliamo parlare del reato di non aver suonato Mi fido di te, attenuato solo dall’aver rispolverato Fango (assente nel precedente tour negli stadi)? Non ha cantato nemmeno Gente della Notte, che è un momento importante del suo repertorio. Ma vabbè, ciascuno ha le sue preferite. 

Il finale con Ti porto via con me è una di quelle esperienze che solo i grandi concerti sanno regalare: musica spenta e pubblico instancabile che intona un interminabile oh, ohoo, ohooo che risuona nelle orecchie anche fuori dallo stadio e anche adesso che sto scrivendo. Al modo di Biko di Peter Gabriel, per intenderci. 

Poi c’è Lorenzo. Più instancabile del suo pubblico e con uno sguardo metà orgoglioso e metà grato, forse anche stupito, che i pixel del megaschermo non riescono a nascondere. 

Alla fine era esausto. E felice. Pure io. 

PS

Tutta la mia stima al marketing di Topolino che durante Ragazzo fortunato ha fatto lanciare l’ultimo numero, quello con Paperotti, sul palco. Lorenzo lo ha preso, lo ha mostrato e se l’è messo in testa. Sembrava un momento scritto dello show, e anche perfetto. Invece no: è stata un’improvvisazione di un fan. Stasera mi sa che faccio lanciare IL. 

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web