Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Le parole sono importanti

Dovrei essere il lettore perfetto. Un target ben profilato. Un caso di scuola sull’inutilità delle strategie di marketing editoriale finalizzate a vendere più copie. Eccomi, sono qui: vado pazzo per il calcio e per i giornali. Non perdo mai le partite della mia squadra e nel tempo libero non faccio molto altro che leggere i giornali (nel tempo occupato, invece, ne dirigo uno).
La mattina dovrei alzarmi e correre all’edicola più vicina con l’ansia di non trovare il quotidiano sportivo. Invece no. Non ne compro nemmeno uno e non leggo quasi mai le cronache calcistiche sui giornali generalisti. L’ultima volta che mi è capitato di farlo, be’, ho letto un titolo che spiegava il successo della Juventus di Allegri con queste parole: «Novità del tecnico: la squadra de-juventinizzata». Oh, yeah.
Parlano a un tifoso di un altro secolo senza conoscenze tecniche, senza tv, senza connessione internet. Senza cervello, a volte.
Mettiamola così: un tifoso attento è in grado di spiegare l’andamento di una partita o le qualità di un calciatore meglio di un giornalista sportivo medio (ok, d’accordo, questo non è il caso dei tifosi dell’Inter). Chi segue il calcio sa che il terzino tizio non può essere schierato in una determinata posizione e rabbrividisce nel vederlo collocato nel posto sbagliato su una tabella di un giornale. Capita tutti i giorni.
L’appassionato sa le cose. Conosce la materia. È un esperto, al contrario dell’autore dell’articolo. Non è un difetto soltanto del giornalismo sportivo, ovviamente, succede anche in altri campi: ma la quantità di esperti di politica monetaria cinese indignati per l’analisi sulla supervalutazione del Renminbi è statisticamente irrilevante se paragonata ai 50 milioni di commissari tecnici che ci circondano. Il tifoso, insomma, pretende informazioni tecniche e spiegazioni tattiche da qualcuno che ne sappia più di lui.
Il calcio è una cosa seria, un’arte e una scienza allo stesso tempo, ma i giornali lo trattano come se fosse un passatempo per dementi interessati soltanto a gridare «arbitro cornuto» e capaci di sfogare la propria frustrazione contro il sistema anche solo se il risultato resta bloccato sullo 0-0.
Ecco le cose che rendono grottesche le cronache sportive sui giornali:
Le polemiche – I giornali amano le polemiche, spesso le ingigantiscono e volte se le inventano (Antonio Conte non ha mai detto, sprezzante nei confronti di Allegri, che la sua Juventus avrebbe 20 punti di vantaggio sugli avversari). Una volta che la polemica è servita, la partita è persa: ha vinto la polemica ed è impossibile ragionare, spiegare, argomentare. Ma anche se un presidente dice davvero una cosa urticante, se un allenatore esprime sinceramente il desiderio di cambiare squadra e se un calciatore è sul serio sovrappeso,  be’, ascoltate bene: a un vero tifoso di calcio di queste cose non frega niente. Zero. Se c’è la notizia, va bene esserne informato. Ma – ecco un grande scoop – il tifoso di calcio pretende che i giornali scrivano di calcio.
La moviola – La moviola è il male del calcio italiano, sta al calcio come il Bar dello Sport ai simposi di filosofia teoretica (o, se volete, come il Movimento 5 stelle a una cosa seria). Altro che moviola in campo, andrebbe abolita quella fuori dal campo. Senza la moviola sparirebbero pagine e pagine dedicate al nulla, liberando real estate prezioso. Per non parlare dei benefici per le trasmissioni televisive, che potrebbero finalmente concentrarsi su gesti tecnici, colpi balistici, strategia tattica.
Il mercato – Seguire il mercato dei calciatori è come sfogliare Novella 2000 sotto l’ombrellone. È un passatempo anche simpatico, ma al terzo giorno consecutivo di chiacchiere sulle cifre per chiudere l’affare, sulle clausole contrattuali e sui movimenti degli agenti viene da buttarsi a mare. Senza essere riusciti a sapere l’unica cosa interessante: Dybala, quel giocatore di cui i giornali ti hanno fornito i nomi dei figli del suo agente ma non le caratteristiche tecniche, come si integra negli schemi della Juventus, come pensa di farlo giocare Allegri, può reggere il tridente con Tevez e Morata? Niente. Forse si è già de-juventinizzato.

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