Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Lorenzo al Forum di Milano, in questi giorni impazziti

Un altro concerto di Jovanotti. Un nuovo concerto di Jovanotti. Un diverso concerto di Jovanotti. Sono passati meno di sei mesi dal tour estivo negli stadi italiani, dal formidabile spettacolo di Lorenzoneglistadi2015. Che poteva fare di più, stavolta, Lorenzo? Niente, effettivamente. Quello show era talmente immenso, in tutte le sue parti, da renderlo impossibile da replicare. Nel chiuso di un palazzo dello sport, poi. 

Allora Jovanotti ha semplicemente fatto un altro, un nuovo, un diverso show rispetto a quello. Molto più concerto classico, e a tratti rock. Intanto la scaletta è molto diversa e ogni volta che ne ha cantata una che quest’estate non ha fatto, ti rendevi conto che ne ha almeno una cinquantina di super hit da far cantare in coro ai fan.

 

Ieri sera è partito con un sound black, acido, naturalmente dance, tra i più entusiasmanti che abbia sentito dalla sua band. Parentesi sulla band: ormai è a livelli di perfezione assoluta e lo si apprezza soprattutto in un finale che passa vertiginosamente dal rock alla dance a James Brown.

 

Sono almeno quattro concerti in uno.

La prima parte è più dance, con escursioni in area Michael Jackson e Bee Gees e in generale anni 80 e si conclude con il brano più emozionante della serata: Libera. Mi era sembrato da subito uno dei più belli dell’ultimo album, ma ieri sera al Forum l’ho sentito cresciuto a dismisura, forse per l’introduzione del papà e per l’augurio alla figlia, forse per il detto e non detto della serata, dell’intero tour, sintetizzato da Lorenzo con parole caute e giuste sulla libertà che siamo disposti a mettere in gioco, ma non a perdere, «in questi giorni impazziti».

 

Il secondo concerto è stato quello dei lentoni, nella parte centrale, con Lorenzo che ha cantato in solitaria Gente della Notte e poi le sue classiche canzoni d’amore e anche Ragazza magica.

 

Poi il terzo concerto, e da qui in poi è arrivato il meglio in termini di maturità sonora e di coinvolgimento del pubblico. Lorenzo si è messo a suonare una consolle da dj e ha cantato Tanto tanto tanto, Falla girare e, prima di correre verso il mixer, una bellissima versione di Musica. 

 

Infine il gran finale, lungo come un quarto concerto che parte dance, diventa rock e finisce funky. Con i classiconi. Stavolta c’è Mi fido di te e non Fango, per questa cocciuta idea di Lorenzo che nei concerti o fa l’una o fa l’altra. Mi fido di te cantata mentre cammina su un filo da equilibrista proiettato sulla passerella. Molto bello. Faceva molto Bono Vox. E poi L’estate addosso ormai consolidata come uno dei suoi più grandi successi e diventata un rituale rock. E Il più grande spettacolo, Tutto acceso, Penso Positivo, Ragazzo fortunato. Ha cantato anche una strofa di Terra Promessa, per dire, in onore di Ramazzotti presente in tribuna.

 

Il concerto si è chiuso con Ti porto via con me, con il coro finale che rimbomba nelle orecchie fino alla mattina dopo. Sui titoli di coda, anche una delle mie preferite. Si alza il vento. Si alza il vento e Lorenzo è sempre il numero 1.

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