Camillo - Il blog di Christian Rocca

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L’Iowa licenzia Trump

DES MOINES. Ci sono due risultati da guardare, a proposito dei caucus di ieri notte. La classifica ufficiale, dopo che sono stati contati i voti nelle 99 contee dell’Iowa, decreta la vittoria di Ted Cruz tra i repubblicani e il pareggio tra i due candidati democratici Hillary Clinton e Bernie Sanders (il terzo, Martin O’Malley, si è ritirato dopo aver ottenuto lo zero per cento). L’altra, in vista del New Hampshire dove si voterà martedì 9, racconta chi ha perso ma anche chi può dichiararsi vincitore di fatto nella prima tappa della corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Nessun dubbio su chi ha perso: Donald Trump e Hillary Clinton, il picconatore antisistema e la politica navigata, entrambi beniamini del circo mediatico. I vincitori sono stati Ted Cruz e Bernie Sanders. Ma politicamente l’uomo del giorno è Marco Rubio, nonostante sia arrivato terzo. Il ridimensionamento di Trump è stato rumoroso: è arrivato secondo con il 24 per cento dei voti, distante di 3 punti e mezzo dal super conservatore Cruz, e quasi raggiunto Rubio con il 23. I sostenitori dell’imprenditore newyorchese, convocati allo Sheraton di West Des Moines per festeggiare una vittoria annunciata, non riuscivano a capacitarsi del risultato deludente né pensavano di assistere allo spettacolo di un Trump umiliato dal dovere di interpretare il ruolo di bravo candidato sconfitto. Hillary Clinton è stata l’altra anima in pena dei caucus. Fino a poche settimane fa aveva un vantaggio enorme su Bernie Sanders e sebbene recentemente il divario si fosse assottigliato nessuno poteva immaginare che la famigerata macchina politica dei Clinton rimanesse ancora una volta in panne in Iowa, specie dovendo affrontare un avversario con un’organizzazione inesistente e fondi limitati come quelli a disposizione di Bernie Sanders. Il senatore socialista del Vermont ha ottenuto lo stesso numero di voti della sua più potente rivale, e quel che più conta la metà dei delegati alla convention di Philadelphia che nominerà formalmente il candidato presidente. Ted Cruz ha vinto la gara tra i repubblicani, con una affermazione politica solida e un’alternativa organizzata all’oligarchia Trump, anche se avvenuta in uno Stato politicamente congeniale a un candidato-predicatore come il senatore del Texas. Nelle prossime settimane lo scontro con Trump si intensificherà, ma la brutta notizia per Cruz è che in Iowa è emerso Marco Rubio, il terzo candidato, l’unico dei primi tre in grado di riconciliare le varie anime del movimento conservatore. Grazie al 23 per cento dei voti in Iowa, e al quasi superamento di Trump, Rubio è diventato il candidato favorito del campo conservatore, il meno implausibile dei candidati repubblicani. Nel breve dovrà confermarsi in New Hampshire e convincere gli altri repubblicani moderati – da Jeb Bush a John Kasich e Chris Christie – a ritirare la candidatura. Ieri ha lasciato la corsa Mike Huckabee, vincitore dei caucus otto anni fa, ma per Rubio non sarà così facile convincere qualcun altro di significativo, qualcuno come Bush o Christie, a ritirarsi prima del New Hampshire. Dopo il New Hampshire, sarà un’altra storia. Christian Rocca

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