Camillo - Il blog di Christian Rocca

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I tre dischi jazz della settimana

1 I long to see you di Charles Lloyd & The Marvels (Blue Note) Charles Lloyd è un grande vecchio del jazz. Suona il sassofono, e anche il flauto, ed è un immenso talent scout. Scoprì Keith Jarrett, Michel Petrucciani e Jack DeJohnette, per dire. Negli anni Sessanta riempiva gli stadi e condivideva i palchi con i Grateful Dead, i Cream, i Beach Boys e Jimi Hendrix. Qui, nel suo nuovo disco, ha chiamato il chitarrista Bill Frisell e sembra più un disco di Frisell che suo. Insieme hanno suonato canzoni della tradizione americana, come Shenandoah, ma anche classici di Bob Dylan come Masters of war, brani antichi di Lloyd e una sola traccia originale. In You Are So Beautiful, resa famosa da Joe Cocker, canta Norah Jones. L’inno pacifista Last Night I Had the Strangest Dream è cantato da Willie Nelson. Un bel disco melodico, e americano. 2 When You Wish Upon A Star di Bill Frisell (Okeh) Questo, invece, è proprio un disco di Bill Frisell, chitarrista di radici jazz diventato cantore dell’avant-country (definizione mia), ovvero un genere capace di amalgamare la musica del sud e del west degli Stati Uniti con l’avanguardia e l’improvvisazione jazz. Sembra impossibile, ma questo minimalismo western funziona ormai da decenni. Il nuovo disco è, come sempre, un inno nostalgico all’America della Frontiera e non aggiunge né toglie nulla all’ormai sterminata produzione dell’allievo di Jim Hall, ma è una perfetta introduzione per chi non conoscesse Frisell. Assieme alla sua band (chitarra, viola, batteria, basso e la voce di Petra Haden), Frisell suona i temi delle grandi colonne sonore del cinema e della tv del passato, dal Padrino a C’era una volta il West, da Psycho a Si vive solo due volte e cosi via. 3 Evolution, di Dr. Lonnie Smith (Blue Note) Mezzo secolo fa, Dr. Lonnie Smith si fece un nome con l’etichetta Blue Note fino a diventare il maestro indiscusso dell’organo Hammond e del funk jazz. Quarantacinque anni dopo, è tornato a registrare un disco con la Blue Note rinfrescando quello spirito. Nel gruppo anche i formidabili Robert Glasper al pianoforte e Joe Lovano al sassofono. Un disco vintage, hipster. di CHRISTIAN ROCCA

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