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Chi ha vinto e chi ha perso in New Hampshire

Rispettate le previsioni dei sondaggi della vigilia: Bernie Sanders ha vinto le primarie democratiche del New Hampshire e Donald Trump quelle repubblicane. Oltre le aspettative, invece, il margine di voti con cui entrambi hanno staccato gli avversari. Quasi il 60 per cento per Sanders, contro il 38 e mezzo di Hillary; oltre il 34 per cento per Trump, che ha doppiato il secondo arrivato tra i repubblicani: il governatore dell’Ohio, ex deputato ed ex conduttore di talk show su Fox News John Kasich.

I grandi sconfitti del New Hampshire sono stati Hillary Clinton, per la seconda volta dopo la vittoria risicata in Iowa, e Marco Rubio, il senatore della Florida che sembrava pronto a diventare il beniamino dell’ala moderata del partito ma che è scivolato al quinto posto dopo una performance disastrosa al dibattito di sabato sera.

Il secondo posto di Kasich è la grande sorpresa annunciata delle primarie in New Hampshire, anche questa al di là delle aspettative. Solidamente davanti al terzetto Ted Cruz, Jeb Bush e Marco Rubio, Kasich ha raggiunto un risultato straordinario ma non è detto che possa diventare un contendente per la vittoria finale. Nel 2012, in New Hampshire, ottenne più o meno lo stesso numero di voti il candidato moderato Jon Huntsman, poi persosi nel prosieguo della campagna e infine nominato ambasciatore in Cina da Barack Obama. Difficile che Kasich possa diventare l’anti Trump, ma è in corsa per la candidatura a vicepresidente perché è il più moderato di tutti i contendenti e perché governa l’Ohio, uno Stato senza il quale nessun repubblicano è mai stato eletto presidente.

Tra i repubblicani la corsa si complica. Trump è il front runner, ormai. È lui il favorito, anche perché non è ancora emerso un suo vero avversario. Uno è certamente Ted Cruz: dopo aver vinto in Iowa, il senatore del Texas ieri sera ha confermato lo status di candidato più conservatore del gruppo con un ottimo piazzamento in un posto come il New Hampshire non favorevole al suo messaggio politico. Jeb Bush era all’ultima spiaggia e, sebbene sia stato surclassato da Kasich, è riuscito a non scomparire e, soprattutto, a battere Rubio. Chris Christie, invece, dopo aver demolito Rubio in diretta tv nell’ultimo dibattito, è arrivato sesto e la sua corsa è finita qui. I repubblicani si sposteranno in South Carolina il 20 febbraio (i democratici voteranno sette giorni dopo, il 20 avranno il caucus in Nevada), dove si continuerà a combattere la stessa battaglia: da una parte la rivolta anti sistema di Trump, dall’altra la destra evangelica di Cruz e in mezzo i candidati tradizionali e più o meno moderati Bush, Rubio e Kasich. Finché i tre moderati non diventeranno uno solo, sarà impossibile fermare Trump e Cruz. Come da tradizione, Bush-McCain nel 2000 e Obama-Hillary nel 2008, le primarie della South Carolina saranno durissime, con colpi sotto la cintura e decine di milioni di dollari in pubblicità negativa.

I prossimi undici giorni saranno complicatissimi per Hillary Clinton. Il movimento pro Sanders crescerà dopo la vittoria del New Hampshire e torneranno gli incubi di otto anni fa, quando fu sconfitta da Obama nonostante tutti avessero previsto l’inevitabilità della sua candidatura. Sanders però non è Obama. Non ha lo stesso appeal dell’allora senatore dell’Illinois, non ha la stessa storia da raccontare e difficilmente riuscirà a mobilitare l’elettorato moderato e centrista come riuscì ad Obama. Il messaggio socialista e rivoluzionario di Sanders piace nelle città universitarie e sulla costa est, ma non sembra poter avere un grande impatto al sud e nel west, tra gli afroamericani e i latinos. Hillary però non si aspettava un inizio così complicato, anche se per il risultato finale va comunque segnalato che a oggi, nonostante i grandi risultati di Sanders in Iowa e in New Hampshire, il numero dei delegati conquistati dai due candidati è pressoché identico.

Lo scenario Trump contro Sanders, giudicato impossibile fino a qualche mese fa, ora è certamente possibile. Resta improbabile, ma è possibile. Hillary da una parte e un ticket Rubio/Bush e Kasich come vice, o viceversa, sarebbero per entrambi i partiti dei candidati con maggiori possibilità di conquistare la Casa Bianca a novembre, ma da questa notte Trump e Sanders non sono più comparse. Dovessero prevalere loro due, sarebbe molto probabile l’arrivo di Mike Bloomberg come candidato indipendente.

Christian Rocca

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