Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Uomo morde cane ovvero l’Atlantic assume 100 persone

Quest’anno, l’Atlantic monthly assumerà 100 persone, aumentando lo staff redazionale del 30 per cento. Un magazine che assume 100 persone – metà delle quali giornalisti, le altre addetti a video, podcast e live event – è la classica notizia clamorosa, da uomo-morde-cane, in un mondo editoriale abituato a licenziamenti, ristrutturazioni delle redazioni e tagli dei costi al punto che le chiusure e i ridimensionamenti dei giornali non fanno più notizia come, appunto, il proverbiale cane-morde-uomo.


L’Atlantic è un mensile cartaceo di cultura e politica nato a fine Ottocento; nel 2017 ha raggiunto il massimo storico di vendite, registrando un +13 per cento rispetto all’anno precedente, con un aumento del 25 per cento anche dei lettori online. Grazie alle nuove cento assunzioni, l’Atlantic seguirà con maggiore attenzione Washington, Hollywood, l’Europa e la Silicon Valley.


Uno immagina che l’Atlantic abbia escogitato chissà quale formula magica, quale idea prodigiosa, magari un algoritmo o altre diavolerie tali da giustificare questo successo anticiclico.


Invece no. Nessuna ricetta mirabolante, ma la cosa più banale del mondo. L’Atlantic è partito da un direttore serio come Jeffrey Goldberg e da un progetto culturale, oltre che giornalistico, che ha coinvolto prima alcuni tra i più interessanti intellettuali, scrittori e cronisti americani e poi un editore illuminato, la signora Lauren Powell vedova Jobs con la sua fondazione filantropica Emerson Collective.


In tempi di crisi dell’editoria e di proliferazione di fake news, non bisogna inventarsi niente: è sufficiente non capitolare di fronte alla cialtroneria imperante e puntare sulla credibilità del progetto e dei suoi interpreti.

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