Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Partenopeo, parteneocon

Un neoconservatore americano a Napoli potrebbe essere il titolo di una fiction televisiva tratta da Lo scontro delle civiltà di Samuel P. Huntington, ma nella realtà è un incontro inatteso e sorprendente, una specie di miracolo di San Gennaro made in Usa. L’analista di politica internazionale Michael Ledeen, oggi Freedom scholar alla Fondazione per la [...] Continua...

L’America alla prova del 9

Improvvisamente «9» è diventato il numero più citato a proposito della crisi economica globale, ma anche della battaglia politica americana come sempre in competizione tra ricette interventiste e liberiste, tra sinistra e destra, tra liberal e conservatori. I ragazzi di Occupy Wall Street sono convinti di rappresentare con la loro protesta di Zuccotti Park, Manhattan, [...] Continua...

Il manifesto economico di Occupy Wall Street

«Questo testo appartiene al popolo americano». Con qualche enfasi, i ragazzi di Occupy Wall Street sono a un passo dal presentare la prima bozza del loro programma economico, un misto di ricette socialiste europee (welfare dalla culla alla tomba, scuola e università gratuite per tutti), di slogan populisti contro banche, grandi aziende e super ricchi [...] Continua...

Jobs e Obama (ok, poi basta)

L’articolo su Jobs pubblicato nell’ebook del Sole 24 Ore: Steve Jobs, il visionario che ci ha cambiato la vita Continua...

Gommalacca/69

This must be the place è una splendida canzone dei Talking Heads e il titolo del nuovo bellissimo e deliziosamente scombinato film di Paolo Sorrentino. Un film immaginifico che affronta il solito tema di tutti i film di Sorrentino, la solitudine umana, con dialoghi divertenti e profondi e una colonna sonora eccezionale. Che sia un [...] Continua...

Romney, il candidato inevitabile

Ora che il governatore del New Jersey Chris Christie e l’eroina conservatrice Sarah Palin hanno ribadito il loro no alla candidatura presidenziale alle primarie repubblicane di gennaio, il campo degli sfidanti di Barack Obama dovrebbe essere definito. A questo punto è difficile che a qualcun altro, ammesso che ci sia, venga in mente di candidarsi. [...] Continua...

Gommalacca/68

Un altro formidabile genio, questa volta alla sua struggente opera seconda. Si chiama Gabriel Kahane, 30 anni, nato a Venice Beach ma newyorchese d’adozione, figlio del direttore della Los Angeles Chamber Orchestra Jeffrey Kahane. Il disco si intitola Where are the arms ed è tra i più belli di un anno ricco di ellepì emozionanti [...] Continua...

La destra senza economia, forse

I conservatori americani faticano a trovare il loro campione, l’uomo o la donna capace di sfidare, e battere, alle elezioni del 6 novembre 2012 Barack Obama, il presidente che non rimette in moto l’economia e non fa ripartire l’occupazione. Le primarie repubblicane cominceranno a gennaio con il caucus dell’Iowa e il voto in New Hampshire, ma [...] Continua...

Gommalacca/67

Sono ormai cinque anni che Damien Rice non pubblica un disco. Non che ne abbia fatti tanti, il cantautore irlandese. Solo due, esclusi i live. Secondo alcuni, Damien Rice in realtà è una bufala, uno che fa rock da Ikea, una musica fintamente raffinata, ma in realtà grossolana e a buon mercato. Ora, va bene tutto. [...] Continua...

La manovra di Obama

Il presidente americano Barack Obama ha presentato oggi, con un discorso al Giardino delle Rose della Casa Bianca, le sue proposte al Congresso di Washington per la riduzione del debito pubblico. Una manovra da 3.600 miliardi di dollari in dieci anni, costituita per metà da tagli alla spesa pubblica e per l’altra metà da un [...] Continua...

Gommalacca/66

Le canzoni dei Beatles sono le canzoni dei Beatles. Sono perfette, anche nelle loro imperfezioni. Sono organismi geneticamente immodificabili. Guai a chi le tocca, anche se non le ascoltiamo più da tempo. Sono particolarmente stucchevoli gli omaggi beatlesiani in chiave jazz o, dioliperdoni, salsa o bossa nova. Da soli giustificano la presenza del tasto skip [...] Continua...

Gommalacca/65

Avendo trascorso l’estate ad ascoltare con un colpevole ritardo di ventinove anni uno dei capolavori della musica d’autore italiana, ovvero Il tuffatore di Flavio Giurato, un disco che andrebbe inserito nei programmi ministeriali della scuola dell’obbligo e anche nella manovra economica del governo come contributo di solidarietà a favore del suo geniale autore, ho deciso [...] Continua...

Com’è cambiata (poco) la guerra al terrorismo

Barack Obama è riuscito nell’impresa clamorosamente mancata da George W. Bush: uccidere Osama Bin Laden, l’organizzatore degli attacchi dell’11 settembre. Obama c’è riuscito grazie a un’operazione coperta delle Forze speciali dell’esercito americano, coordinate dal Joint Special Operations Command, il comando unitario ricreato, potenziato e adattato a scopo antiterrorismo da Bush. L’Amministrazione americana ha agito sulla base [...] Continua...

11 settembre 2001, dalla parte giusta della storia

Dieci anni dopo, i due obiettivi strategici degli attacchi dell’11 settembre 2001 sono falliti. Osama Bin Laden ha colpito il cuore finanziario e militare degli Stati Uniti, New York e Washington, per dimostrare alla umma, alla comunità musulmana, che l’America non era lo squadrone che tremare il mondo fa, ma una tigre di carta, un [...] Continua...

Si ricorda l’11 settembre e si riparla dell’errore di Bush sull’Iraq

Nei molti articoli sul decennale dell’11 settembre, compresi quei pochi a ciglio asciutto, non mancano mai banali passaggi sul «disastroso errore della guerra in Iraq», sulle «falsi prove delle armi di distruzione di massa di Saddam», sulla «reazione eccessiva dell’America di Bush». Quelle decisioni, quelle analisi di intelligence, quelle politiche antiterrorismo sono certamente controverse, criticabili [...] Continua...

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