Nowruz
Il 21 marco è il capodanno persiano. L'anno scorso Obama inviò al regime un improbabile messaggio di auguri via YouTube, Il risultato è stato parecchio deludente. E quest'anno? Messaggio via Twitter o sanzioni?
Il 21 marco è il capodanno persiano. L'anno scorso Obama inviò al regime un improbabile messaggio di auguri via YouTube, Il risultato è stato parecchio deludente. E quest'anno? Messaggio via Twitter o sanzioni?
Un analista serio e preparato di scuola realista come Steven Cook, del Council on Foreign Relations, spiega perché la strategia democratica, l'approccio sull'Iran e sulla Siria invocato dai cosiddetti neocon fosse quella giusta.
David Brooks torna sul tema più interessante da due anni a questa parte.
"Every day, this elected leader (parla di Hugo Chavez) is called a dictator here, and we just accept it! And accept it. And this is mainstream media, who should – truly, there should be a bar by which one goes to prison for these kinds of lies"
(Sean Penn da Bill Maher)
Questa mattina ho ascoltato due volte Marco Pannella a Radioradicale preannunciare la conferenza stampa dal titolo "Basta con gli errori di regime della sinistra!". La sua posizione – esposta tra citazioni storiche, ricordi di scioperi della fame, scatarri, elogi alla Bernardini e la denuncia della censura di un documento di un'oscura congregazione religiosa ma "radicale" perché pro Bonino – è questa: i radicali non andranno alla manifestazione di sabato contro il regime, perché sii tratta di uno dei più grandi errori mai commessi dalla sinistra di regime, ma ci andrà Emma Bonino, non da sola, ma in quanto radicale, quindi alla fine, anche se non ci saranno, i radicali ci saranno. La manifestazione è un errore, ma secondo Pannella il fatto che tra gli organizzatori ci sia Bersani dimostra che il Pd è tornato finalmente vivo e vegeto, quasi una speranza per i medesimi radicali, anche se Bersani e il regime non hanno capito che Di Pietro è il politico più accomodante nei confronti di Berlusconi e della vicenda "decreto salva liste", l'oppositore scelto dal regime, mica come i radicali che sono i più intransigenti nei confronti di quei bari di regime che hanno manipolato le regole elettorali e che infatti alla manifestazione contro le manipolazioni delle regole elettorali, anche "per fare un favore allo zozzone, a Berlusconi" non ci andranno. O forse sì.
"Former President George W. Bush’s gut instinct that this region craved and needed democracy was always right".
(Thomas Friedman, New York Times)
Francis Fukuyama, già profeta della "fine della storia", annuncia a Repubblica: "Vedo la fine del modello cinese"
Il Tar non ha ammesso la lista Pdl alle regionali del Lazio. Ma, scusate, in questo caso mi spiegate quale sia il vulnus alla democrazia? La Polverini è candidata, così come un bel po' di liste che la sostengono (quella a suo nome, quella dell'Udc, quella di Storace). Non è più il caso di tre giorni fa, quando c'era fuori anche la lista Polverini e, a Milano, c'era fuori tutto il pacchetto Formigoni. Il Pd avrebbe fatto bene a distinguere tra un'elezione senza avversari e una senza una delle due liste Pdl, ma la suina dipietrista si è ormai diffusa e non c'è più niente da fare.
Il Pdl ha fatto casino ed è fuori, ma gli elettori laziali del Pdl non subiscono un danno particolarei: hanno la loro candidata e hanno le liste di candidati da cui scegliere i consiglieri regionali da votare. La lista Polverini, in particolare, è di fatto una seconda lista Pdl. A quale gruppo si iscriveranno, infatti, gli eventuali eletti della lista Polverini? Al Pd, all'Italia dei Valori, all'Udc? No, al gruppo Pdl. Quindi c'è il candidato, c'è la lista su cui far confluire i voti del centrodestra, non c'è vulnus. Certo, non è l'ideale, ma le elezioni sarebbero regolari e abbastanza rappresentative. "Non si distrugge la democrazia per due panini".
Alcuni commenti sui giornali italiani a proposito dell'Oscar a The Hurt Locker, il film snobbato dalla critica militante italiana due Festival di Venezia fa (complimenti) perché racconta la guerra senza retorica pacifista, senza buoni sentimenti, senza urlare Bush boia:
"Resto perplesso di fronte a una lettura della guerra come palestra di violenza che rischia di dare assuefazione (o peggio dipendenza) senza che la regista cerchi mai di illuminare questo tema con un autentico sguardo morale".
"In altri tempi si sarebbe detto: un film cripto-fascista".