Per non parlare di passaporti, microspie e terzini sinistri
L'ultima gradassata del petroliere onesto: «Meglio multietnici che comprare le partite»
PS
Bravo John.
L'ultima gradassata del petroliere onesto: «Meglio multietnici che comprare le partite»
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Bravo John.

All delighted people. Otto canzoni, costa 5 dollari.
Un giudice saudita ha chiesto a numerosi ospedali dell'Arabia Saudita se fossero in grado di danneggiare il midollo spinale di una persona, come pena comminata per aver attaccato un altro uomo, paralizzandolo. Occhio per occhio. La legge islamica. Uno degli ospedali, a Tabuk, ha detto di sì, ma il giudice compassionevole sta cercando "a more specialized facility" per condurre l'operazione.
Obama è davvero bravo. Tutti ora scriveranno elegie sulla fine della guerra in Iraq, in realtà decisa (anche la fine) da George W. Bush. In Iraq, però, resteranno 50 mila soldati, forse 56 mila, senza compiti di guerra. Ma il colpo di genio è questo: ritira le truppe da combattimento, ma raddoppia il numero di contractor privati (mercenari li chiamavano un tempo, quando c'era Bush, i giornalisti engagé). Un esercito privato di settemila uomini.
Anche Howard Dean, il politico più di sinistra del Partito democratico americano, chiede di spostare la moschea da Ground Zero. "E' un affronto", ha detto. Anche Nancy Pelosi, di suo favorevole, ha detto che vuole sapere chi finanzia i 100 milioni di dollari che servono al progetto. Questo mentre i giornali italiani continuano a raccontare la solita balla che sia la destra parafascista a bloccare l'illuminato progetto denominato "Cordoba House". In realtà è vero il contrario. I democratici sono contrari (il governatore di NY, 4 deputati di NYC, il leader democratico al Senato, la retromarcia di Obama e ora Dean e i dubbi della Pelosi). I favorevoli alla moschea sono i repubblicani: da Mike Bloomberg (ex sindaco Gop) al governatore del New Jersey Chris Christie, dallo speechwriter di Bush Mike Gerson al suo capo della comunicazione Mark McKinnon, fino all'ex Solicitor General Ted Olson di Bush, la cui moglie è morta l'11 settembre
Dopo Jon Meacham, Evan Thomas e Mike Isikoff anche Fareed Zakaria lascia Newsweek. Va dai concorrenti. Scriverà una rubrica quindicinale su Time
Death of Former Italian President Francesco Cossiga
On behalf of the United States Government, I would like to express our condolences on the death of former Italian President Francesco Cossiga, a brave and committed statesman and a lifelong friend of the United States.
A staunch supporter of NATO, President Cossiga worked with successive U.S. Administrations to preserve and defend the cause of freedom in Europe.
We send our deepest sympathy to his family and to the people of Italy.
Philip J. Crowley
Assistant Secretary, Bureau of Public Affairs
Washington, DC
August 18, 2010
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Johnny Rotten, famoso neocon dei Sex Pistols:
«If Elvis-fucking-Costello wants to pull out of a gig in Israel because he's suddenly got this compassion for Palestinians, then good on him. But I have absolutely one rule, right? Until I see an Arab country, a Muslim country, with a democracy, I won't understand how anyone can have a problem with how they're treated».
La giuria popolare di Chicago non è riuscita a trovare un verdetto sui 23 capi di imputazione contro l'ex governatore democratico dell'Illinois Rod Blagojevic. Il giudice ha dichiarato mistrial, cioè processo errato. La procura ci riproverà, ma Blago è stato destituito con un'operazione di regime change simile a quelle italiane. Blago è stato condannato solo per aver mentito agli agenti federali (o forse per la capigliatura), nel classico reato che non ci sarebbe stato se non ci fosse stata l'inchiesta finita nel nulla. Un altro grande risultato del procuratore (repubblicano) Pat Fitzgerald, quello del caso Plame finito ancora peggio per lui (assoluzione di tutti e condanna di Scooter Libby solo per falsa testimonianza e ostruzione alla giustizia in un'inchiesta senza reati). Che la chiacchiera telefonica non fosse reato, qui l'avevamo scritto.
La favola dell'avversione di destra alla moschea continua ancora, sui giornali italiani. Nel mondo reale, dopo la virata di Barack Obama (in Italia raccontata solo qui, per tempo), il no del leader democratico al Senato Harry Reid, il no del governatore democratico di New York e il silenzio dei senatori di sinistra della città, la contrarietà alla moschea di Ground Zero si arricchisce con il no (presunto) di Rahm Emanuel, con il no di quattro (4) deputati democratici di New York. Ah, dimenticavo: c'è anche il general manager di Al-Arabiya, Abdul Rahman Al-Rashid, a dire di no alla moschea.
Ora continuate a leggere altrove che la destra estrema, i cristiano evangelici e FoxNews e bla-bla
Un articolo scientifico su una rivista accademica di neuropatologia spiega che la malattia degli atleti, la sclerosi laterale amiotrofica che ha colpito il campione di baseball Lou Gehrig, non è conseguenza di doping e farmaci – come si è sempre detto nella chiacchiera da bar – ma da traumi cerebrali e infortuni non curati.