Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Le accuse a Romney erano false

Tre dei lavoratori protagonisti di The king of Bain - When Mitt came to town, il mini documentario anti Romney fatto circolare dagli amici di Newt Gingrich, NON sono stati licenziati quando la la loro azienda è stata comprata dalla Bain Capital di Romney. Sono stati promossi, due volte, e hanno ottenuto aumenti di stipendio del 30 per cento nei tre anni sotto Bain. Sono stati licenziati quando l'azienda è stata comprata da un fondo pensioni canadese di proprietà del sindacato dei professori. Di proprietà del sindacato. Roba difficile da usare, a novembre, per gli obamiani. Gingrich ha chiesto ai suoi sostenitori di rieditare il documentario oppure di ritirarlo. I tre protagonisti hanno detto che per risarcimento voteranno Romney.

(la storia è stata raccontata dal Wall Street Journal)

Gli evangelici per Santorum

Gran colpo di Rick Santorum. La convention di leader religiosi evangelici, riunitasi in un ranch di Houston, ha deciso di sostenere alle primarie repubblicane Rick Santorum. I leader religiosi, ma democratici, hanno votato in 85 su 114 per l'ex senatore della Pennsylvania. Rick Perry è stato scartato al primo scrutinio, scarso appoggio anche per Gingrich. I leader religiosi quattro anni fa non erano riuscito a trovare un accordo per sostenere unitariamente Mike Huckabee, vincitore in Iowa e poi a poco a poco svanito. Proprio per evitare di ripetere con Mitt Romney quello che secondo loro quattro anni fa è stato un errore (la nomination conquistata dal moderato John McCain), stavolta l'accordo è stato trovato. Rick Santorum, dunque. Funzionerà? Il 21 gennaio, in South Carolina, il primo test.

Insegnare giornalismo ai ribelli libici

Uno degli articoli più divertenti che ho letto negli ultimi tempi è stato pubblicato da Graeme Wood sul numero in edicola dell'Atlantic. A ottobre, su richiesta del governo americano, Wood è andato a Bengasi per tenere dei corsi di giornalismo, di etica giornalistica, ai libici finalmente liberi di esprimere le loro opinioni ora che è stato abbattuto il regime di Gheddafi. Wood racconta le difficoltà e le incomprensioni e poi di una fenomenale prova giornalistica assegnata agli aspiranti e improvvisati cronisti libici. Non ve la racconto, leggetela, fa ridere.

Il ticket Obama-Gingrich

Ecco il memo di 4 pagine di Stephanie Cutter, portavoce della campagna di rielezione di Obama, sui «profitti a ogni costo» inseguito da Romney quando guidava Bain Capital

Bright Future

Arriva lo spot di risposta di Mitt Romney alle accuse di essere un avvoltoio del capitalismo.

Politici che restituiscono soldi non spesi allo Stato

Sono cose che succedono solo in America. Raramente, ma qui succedono.
Rand Paul ha restituito al Tesoro mezzo milione di dollari del budget del suo ufficio di senatore. Non è il solo, a quanto pare. Il senatore Johnny Isakson, repubblicano della Georgia, ha restituito 636.036 dollari nel 2010 e $503.161 nel 2011.

Chi sarà il candidato vicepresidente di Mitt Romney?

Ipotesi: Marco Rubio, Chris Christie, Mel Martinez, Tim Pawlenty, John Thune, Rick Santorum.

«And he speaks french, too»

Devastante, ma stupidino, spot di Newt Gingrich sul liberal Mitt Romney. Devastante perché farà venire molti dubbi agli elettori della South Carolina, uno degli stati più conservatori d'America. Stupidino perché il punto centrale dello spot, «A Massachusetts liberal cannot beat Barack Obama», è risibile. Al contrario, proprio il fatto che Romney non sia un conservatore esagitato potrebbe convincere moderati, indipendenti e delusi da Obama a votarlo e, quindi, a eleggerlo presidente.

I marines (e i giornali) la fanno fuori dal vaso

Un video mostra alcuni deficienti in uniforme, inviati da un presidente americano in un teatro di guerra, impegnati a urinare sui cadaveri dei talebani appena uccisi, così come nel 2004 quegli altri deficienti mandati da un altro presidente americano si facevano fotografare mentre umiliavano i detenuti di Abu Ghraib.
Nel secondo caso è crollato il mondo sull'incolpevole presidente americano.
Nel primo caso, invece, l'altrettanto incolpevole presidente americano non viene nemmeno citato e nessuno dei giornalisti indignati chiede di processarlo per crimini di guerra all'Aja o anche solo a Ballarò.
Indovinare perché.

Repubblica, Romney e l’Italia

Repubblica scrive più volte e con grande evidenza che Romney avrebbe festeggiato la vittoria in New Hampshire con un discorso anti Obama nel quale avrebbe detto che il presidente sta facendo diventare l'America come l'Italia. Per Romney, scrive Repubblica, l'Italia è un baubau. Ho sentito il discorso di Romney a Manchester. Non ha parlato di Italia, ma di Europa. Ecco il testo.

Il discorso di Romney

Ieri sera, per festeggiare la vittoria in New Hampshire, Mitt Romney ha tenuto un discorso finalmente diverso dallo stump speech che ha ripetuto a ogni fermata di campagna elettorale. Un buon discorso, efficace, concentrato su Obama e non sui concorrenti repubblicani, da candidato alla presidenza. Il suo delivery è ancora deficitario, sembra sempre finto, distaccato, privo di entusiasmo. Ma è apparentemente un uomo calmo e sereno. Non è poco rispetto per esempio a testa matta John McCain.

Romney, il candidato conservatore

Mitt Romney ha vinto le primarie in New Hampshire. Secondo a circa 17 punti c'è Ron Paul. Terzo Jon Huntsman, poi Newt Gingrich e Rick Santorum. Ora il circo si trasferisce in South Carolina, dove ad aspettarli c'è anche Rick Perry.
Romney non ha avversari. Il suo competitor, Paul, è un  estremista radicale, fuori dal mainstream repubblicano e considerato ineleggibile. Il buon risultato di Huntsman, ma inutile, dimostra che al centro ci sono ancora voti, che prenderà Romney quando Huntsman a breve, probabilmente già in South Carolina, si ritirerà. I candidati dell'ala conservatrice sono andati male, sono divisi e si divideranno la fetta di voti evangelici in South Carolina. La novità è che il candidato conservatore è lui, Mitt Romney.

La top ten dei direttori sui Twitter

Torna la top ten. Nessuna novità, ma Riotta supera i 50 mila follower Continua...

Dimenticatevi Obama


La storica rivista della sinistra inglese The New Statesman si era infatuata di Obama. Poi sono arrivati i primi dubbi. Infine ha decretato: è come Bush. Ora lo scarica definitivamente col titolo Forget Obama e con un elenco delle personalità di sinistra più importanti d'America, senza aggiungere che tranne un paio di eccezioni non contano nulla.
Rachel Maddow, MSNBC news anchor
Noam Chomsky, theorist
Paul Krugman, economist
Jon Stewart and Stephen Colbert, satirists, organisers of the Rally to Restore Sanity
Cecile Richards, Planned Parenthood leader
Cornel West and Tavis Smiley, poverty activists
Van Jones, activist
David Graeber, anthropologist, Occupy Wall Street co-ordinator
Elizabeth Warren, would-be senator and Wall Street watchdog
Matt Damon, actor and teachers' campaigner
Keith Ellison, congressman and co-chair, Congressional Progressive Caucus
Sonia Sotomayor, justice of the Supreme Court
Markos Moulitsas, editor, Daily Kos
Danny Glover, actor and campaigner
Angela Davis, activist, Occupy movement visitor
Glenn Greenwald, blogger, Salon
Tim Robbins, actor and film director
Katrina vanden Heuvel, editor, the Nation
Michael Moore, activist, film-maker and writer
Bernie Sanders, senator

L’imperdibile blog di Mary Romney, nuora di Mitt

Scene di famiglia catturate dalla più bella delle nuore di Romney

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