Camillo - Il blog di Christian Rocca

Musica

Com’è il nuovo disco di Ben Harper

«Vorrei scrivere canzoni d’amore», ha detto Ben Harper alla rivista Atlantic. Ma ha anche aggiunto che non può ancora farlo; almeno fino a quando in America continuerà a esserci «la tassa sulla melanina», sull’avere la pelle di colore nero. Ben Harper è un cantautore di protesta, ma riluttante, ha sintetizzato il mensile americano nel presentare [...] Continua...

Il più bel disco dell’anno (finora)

Sì, è un po’ presto, lo so. Ma, davvero, Ouroboros di Ray LaMontagne è un disco formidabile. Il più bello dell’anno, almeno finora. LaMontagne stesso è formidabile, ma stavolta si è superato. Voi direte, chi è Ray LaMontagne? Cominciamo dall’inizio. Ecco che cosa scrivevo sei anni fa, sulla rubrica Gommalacca nella Domenica del Sole 24 [...] Continua...

I tre dischi jazz della settimana

1 I long to see you di Charles Lloyd & The Marvels (Blue Note) Charles Lloyd è un grande vecchio del jazz. Suona il sassofono, e anche il flauto, ed è un immenso talent scout. Scoprì Keith Jarrett, Michel Petrucciani e Jack DeJohnette, per dire. Negli anni Sessanta riempiva gli stadi e condivideva i palchi con i Grateful [...] Continua...

Altri dischi dell’anno

Ok, come tutti gli anni, a leggere le classifiche pubblicate dai giornali mi accorgo in ritardo di un bel po' di dischi che non avevo ascoltato o che mi erano sfuggiti. Ne segnalo tre formidabili:

Kamasi Washington, The Epic: uno che debutta con un ellepì triplo di jazz, ma che è anche un triplo ellepì soul e hip hop, va già ascoltato con attenzione. E poi se lo ascolti con attenzioni incontro il nuovo jazz. Kamasi Washington è anche uno degli arrangiatori dell'album di Kendrick Lamar, To Pimp a Butterfly, da gran parte delle classifiche dei grandi giornali internazionali il miglior disco dell'anno (a me, a parte King Kunta, non mi dice nulla).

Cassandra Wilson, Coming Forth By Day: non avevo ascoltato il disco perché l'enneismo tributo alla grandissima Billie Holiday mi aveva già annoiato ancora prima di finire di leggere la segnalazione. Invece è un disco formidabile, le canzoni di Billie Holiday passano attraverso il filtro rock dei Bad Seeds di Nick Cave, tornano jazz con la voce di Cassandra Wilson e diventano nuove, potenti, contemporanee. Gran disco.

Joey Alexander, My favorite things: standard del jazz, ma suonati da un pianista di 11 anni, nato nel 2003. Wow.

Li aggiungo nelle playlist.

ECCO LA PLAYLIST, su Apple music
Ecco la playlist di Jazz (senza Vijay Iyer, non presente su Music)

De Gregori canta Dylan e De Gregori

Sono senza dubbio canzoni di Dylan, affrontate con devozione e umiltà. Ed è già una cosa sorprendente, visto che sia Bob Dylan sia Francesco De Gregori sono noti per destrutturare i loro brani per il continuo tormento, misto a orgoglio, dei rispettivi fan. Ma la cosa sbalorditiva è che i brani di Amore e Furto [...] Continua...

Come Brad Mehldau ha salvato il jazz

Brad Mehldau è il pianista più influente degli ultimi venti anni, ha scritto il New York Times. I puristi del jazz tendono a dissentire, ma in realtà hanno ragione entrambi, fan e critici. Mehldau è la cosa migliore capitata al jazz da parecchio tempo a questa parte proprio perché si è allontanato dalla polverosa sacralità [...] Continua...

Best music of 2015 (sì, il listone, anche quest’anno: sono 34 dischi, con playlist)

Una classifica degli album che mi sono piaciuti di più nell'anno in cui è uscito un disco di Sufjan Stevens ha un esito prevedibile: Carrie & Lowell di Sufjan Stevens è il disco che mi è piaciuto di più nel 2015. Eppure nella lista ci sono cose molto sorprendenti, almeno per me, e che sfuggono alla categoria singer-songwriter, cioè all'unica che mi appassiona da qualche anno. C'è The Weekend, disco dell'anno extra Sufjan, e anche i Tame Impala e Lana Del Rey e Taylor Swift (Taylor Swift è un genio).

Aggiungo un paio di italiani, i meravigliosi Jova e De Gregori canta Dylan, anzi anche un terzo: Calcutta. Qualcosina di jazz, ma poco, ne ho ascoltato poco di jazz, e una sincera delusione per gli altri miei guilty pleasure Adele e i Coldplay e gli U2 (dischi deboli, eppure con un paio di brani strepitosi each).
Un disco dei Decemberists, e ne hanno fatti due, ce lo metto sempre anche se nessuno dei due è tra i loro migliori.
La delusione più grande è il disco di Jonny Greenwood, un'infatuazione per le strutture musicali raga in ritardo di una quarantina d'anni da George Harrison e poi da tutto quello che è seguito: se vuoi fare l'intellettuale colto e visionario, trova altre strade, questa è già stata asfaltata.
(Nel cambio da Spotify a Music di Apple, potrei essermi perso qualcosa che mi era piaciuto molto ma a pensarco bene se non me lo ricordo forse non mi sono perso niente).
Update: su Twitter mi fanno giustamente notare che il disco di Taylor Swift è uscito alla fine del 2014. Ops, vero, ma come ha scritto l'anno scorso un critico del NYT proprio a proposito di Taylor Swift se non è su Spotify o, adesso, su Music, per me non esiste. E su Music, a fatica, è arrivato solo nel 2015. Ciao 

Comunque ecco (in fondo la playlist):
Sufjan Stevens - Carrie & Lowell
The Weeknd - Beauty behind madness
Tame Impala - Currents
Taylor Swift - 1989
Ryan Adams -1989
Mumford & Son - Believe
Alabama Shakes - Sound and color
My morning Jacket - The Waterfall
This is the kit - Bashed out
Kurt Vile - B'lieve I'm going down
Jill Andrews - The war inside
Seth Avett and Jessica Lea Mayfield sing Elliot Smith
Halsey - Badlands
Villagers - Darling Arithmetics
Stranger cat - In to the wilderness
Natalie Prass - Natalie Prass
Watkins Family Hour - Watkins Family Hour
The Maccabees - Marks to Prove it
Courtney Barnett - Sometimes I sit and think, and sometimes i just sit
The Decembrists - What a terrible world, what a beautiful world
The Decemberists - Florasongs
Father John Misty - I love you, honeybear
Flo Morrissey - Tomorrow will be beautiful
Shawn Colvin - Uncovered
Samantha Crain - Under branch & thorn & tree

Italiani
Jovanotti - 2015 cc
De Gregori canta Dylan
Calcutta - Mainstream

Jazz
Kamasi Washington – The Epic
Brad Mehldau - 10 Years Solo
Cassandra Wilson - Coming Forth By Day
Joshua Redman & The Bad Plus - The Bad Plus Joshua Redman
Matthew Shipp - The conduct of jazz
Christian Scott aTunde Adjuah - Stretch music
Revive Music Presents: Supreme Sonacy Vol. 1
Vijay Iyer Trio - Break Stuff
Joey Alexander - My favorite things


Canzoni che ho ascoltato molto, oltre a quelle dei dischi sopra:
Strangers di Israel Nash
Up & up dei Coldplay
Hello di Adele
Adrenaline di Matt Nathanson
U2 - Every breaking wave

ECCO LA PLAYLIST, su Apple music
Ecco la playlist di Jazz (senza Vijay Iyer, non presente su Music)

Lorenzo al Forum di Milano, in questi giorni impazziti

Un altro concerto di Jovanotti. Un nuovo concerto di Jovanotti. Un diverso concerto di Jovanotti. Continua...

Pillole di Gommalacca/Ryan Adams

Il disco più coraggioso, folle e autoironico dell'anno è di Ryan Adams. Ha rifatto l'ultimo disco di Taylor Swift, 1989, in versione alt-country. Non un disco di cover del passato. Un disco di cover del disco pop che ha venduto di più quest'anno.
Io sono un fan di Taylor Swift, solitamente bistrattata per il suo country pop leggerino, ma per me un genio fin da quando ho sentito la prima volta Fifteen e non mi è mai più uscita dalla mente. Ora Ryan Adams fa capire che le sue canzoni sono belle con arrangiamenti alt-country e alla Springsteen (tipo Welcome to New York, di cui però preferisco l'originale)

#Lorenzoneglistadi2015 #SanSiro #DayOne

Alla fine, dopo oltre due ore, mi sono reso conto che il nuovo spettacolo di Jovanotti negli stadi deve essere visto tre o quattro volte per apprezzarlo in tutta la sua enormità. La prima per la musica, la seconda per le immagini, la terza per l'integrazione tra parole e video, la quarta per la consapevolezza della visione globale. 

Che io sappia non esistono altri show così altamente congegnati e prodotti, se non a Broadway, e per questo è corretto parlare di uno show e non solo di un concerto. 

Anche tecnicamente questo show è un portento. Una cosa su tutte: il megaschermo (una volta si chiamava così) dietro la Band ha una definizione mai vista, mentre l'uso delle luci, della grafica e delle illustrazioni farà giurisprudenza, come la fece lo Zooropa tour degli U2 molti anni fa. 

Alla prima a San Siro, io ho seguito la musica. Il suono, gli arrangiamenti, l'impatto dal vivo delle nuove canzoni. Il clima è decisamente più rock del solito, grazie anche alla seconda chitarra di Danny Bronzini. Riccardo Onori si smazza ancora gran parte del lavoro, ma è anche più libero nelle parti soliste (stupendo il finale di A Te, che a me nel disco invece non piaceva). 

A metà concerto c'è un prolungato momento epic rock che mi ha ricordato gli U2 pre Joshua Tree (non mi sono segnato su quale canzone, sorry). Certo, c'è anche la dance che piace tanto a Lorenzo, culminata in Non mi annoio, Falla Girare e Tanto Tanto Tanto suonate e cantate sul tempo di Non mi annoio. 

Day One ha preso il volo con Il più grande spettacolo ma la canzone che, a mio parere, ha reso di più è L'Estate addosso, compresa la citazione di Abbrozantissima e di Enola Gay: il pubblico cantava e ballava come se non ci fosse stato un domani e magicamente trasformava un'irresistibile melodia radiofonica in un rituale estivo da prendere maledettamente sul serio. 

Lo show, ancora da affinare in alcuni passaggi e cambi di scena, mi è sembrato al suo meglio nel momento "disco San Siro", e questo era capitato anche due anni fa, quando la Band suona Tutto l'amore che ho, La notte dei desideri e Tensione evolutiva. E, prima ancora, con Ora, Sabato e, malfunzionamento di microfono permettendo, Tutto Acceso. 

Sorprendente Serenata rap, anzi funk, in stile Prince. Tra le canzoni del nuovo disco, oltre a quelle già citate, anche L'Alba, Musica, una fantastica Il mondo è tuo e una potentissima Gli immortali con Lorenzo che canta a squarciagola, fino a strapparsi le corde vocali, in mezzo al pubblico. Ma ci sono anche Una scintilla e L'astronauta che a me sembrano su 30 canzoni le più deboli del disco, ma che invece sono tra le preferite di due dei tre amici con cui ho visto il concerto. In ogni caso è discutibile aver lasciato fuori Ragazza Magica, Libera, Si alza il vento, Le storie vere, Insieme, Con uno sguardo e altri brani del nuovo disco. E anche Baciami ancora. E vogliamo parlare del reato di non aver suonato Mi fido di te, attenuato solo dall'aver rispolverato Fango (assente nel precedente tour negli stadi)? Non ha cantato nemmeno Gente della Notte, che è un momento importante del suo repertorio. Ma vabbè, ciascuno ha le sue preferite. 

Il finale con Ti porto via con me è una di quelle esperienze che solo i grandi concerti sanno regalare: musica spenta e pubblico instancabile che intona un interminabile oh, ohoo, ohooo che risuona nelle orecchie anche fuori dallo stadio e anche adesso che sto scrivendo. Al modo di Biko di Peter Gabriel, per intenderci. 

Poi c'è Lorenzo. Più instancabile del suo pubblico e con uno sguardo metà orgoglioso e metà grato, forse anche stupito, che i pixel del megaschermo non riescono a nascondere. 

Alla fine era esausto. E felice. Pure io. 

PS

Tutta la mia stima al marketing di Topolino che durante Ragazzo fortunato ha fatto lanciare l'ultimo numero, quello con Paperotti, sul palco. Lorenzo lo ha preso, lo ha mostrato e se l'è messo in testa. Sembrava un momento scritto dello show, e anche perfetto. Invece no: è stata un'improvvisazione di un fan. Stasera mi sa che faccio lanciare IL. 

Pillole di Gommalacca/Mumford & Sons

Il nuovo disco dei Mumford & Sons, Wilder Mind, è bellissimo. Altrove troverete critiche opposte. Diciamo che non si leggevano stroncature così indignate a un gruppo più o meno dalla svolta elettrica di Bob Dylan. Però: i Mumford & Sons non sono Bob Dylan (anche se Sua Bobbità ha suonato con loro e con i veri eroi del neofolk, gli Avett Brothers). Più che Dylan, semmai, le critiche alla "svolta Coldplay" dei Mumford & Sons ricordano le nostalgie civatiane o tsiprasiane o pignete di una sinistra conservatrice, minoritaria e soprrattutto posticcia. Scrivo posticcia perché la sinistra estetica, chiamiamola per comodità hipster, è solo una posa, non un'idea radicata nella tradizione della sinistra (i comunisti agli hipster gli avrebbero menato), così come è una posa estetica anche il neo-folk dei londinesi Mumford and sons. Detto questo, a me piacevano i Mumford & Sons neo-folk e mi piacciono ancora di più in questa nuova versione più pop-rock, più commerciale, alla The National e alla Coldplay. Le nuove canzoni sono elettriche, con batteria e tastiere, si aprono al modo dei Coldplay e già te le immagini nelle arene con le luci bianche tutte accese a illuminare il pubblico che balla e canta. Ascoltate Believe, Snake Eyes, The Wolf, Tompkins Square Park, Just Smoke, Only Love, Hot Gates, vabbè, tutte. A ogni ascolto migliora. Bravi.

 

Pillole di Gommalacca / Villagers

C'è questo piccolo disco che è una meraviglia. Si intitola Darling Arithmetics ed è di Villagers. Villagers, in realtà, è un ragazzo dublinese che si chiama Conor O’Brien (quattro quinti di Damien Rice e un quinto di Bright Eyes). Darling Arithmetics è il diario di un coming out omosessuale. Ascoltate, in particolare, Courage (col formidabile attacco: «Took a little time to get where I wanted. It took a little time to get free. It took a little time to be honest. It took a little time to be me») e Hot Scary Summers («Remember kissing on the cobblestones. In the heat of the night. And all the pretty young homophobes. Looking out for a fight»).

Pillole di Gommalacca / Stranger Cat

Uno dei critici del New York Times ha scritto che molti giornalisti del giornalone americano hanno il nuovo disco di Sufjan Stevens in repeat (ecco finalmente qualcosa in comune tra il NYT e IL). Sufjan però non basta mai, ma ora lo si può alternare con il debut album dei Stranger Cat (Cat è Cat Martino, cantante del giro SS e Sharon Van Etten). Il disco, In the wilderness, è genere SS elettronico, ma senza la geniale follia di Sufjan. Sirens e Fig Tree sono le canzoni più pop, mentre in I Promise suona anche SS.

Pillole di Gommalacca/This is the kit

Quanto. È. Bello. Questo. Disco. Bashed Out dei This is the kit che in realtà sono una ragazza Kate Stables che scrive, canta e suona banjo e trumpet e chitarra e percussioni. British folk, psichedelico e minimalista. Bashed Out e il suo terzo disco, ce ne accorgiamo solo ora perché solo ora è entrata nel giro dei National. 

Che bel disco!

Dave Eggers intervista Sufjan Stevens

Da un formidable genio a un altro che sta per uscire con la sua struggente ultima opera: Carrie & Lowell, un disco triste e bellissimo. Dave Eggers intervista Sufjan Stevens. Magneti molto più che confusi. 

Qui l'articolo sul Guardian. 

Pillole di Gommalacca/ Seth Avett & Jessica Lea Mayfield

Seth Avett, degli Avett Brothers, e Jessica Lea Mayfield sono due dei musicisti che mi sono piaciuti di più negli ultimi anni. Qui, insieme, cantano le canzoni di Elliot Smith in Seth Avett & Jessica Lea Mayfield Sing Elliott Smith. Un disco meraviglioso. Ascoltate Twilight, e poi tutto il resto.

L’alba, un manifesto politico

«Non si può tornare indietro, non si può tornare indietro, nemmeno di un minuto, è la regola di questo gioco, puoi tentare di salire di livello, o restare dove sei, come carne da macello, nelle mani del tecnocrate di turno»
(Lorenzo Cherubini in “Manifesto progressista, con note sulla linea Gotor", Editori Riuniti 2015)

Celebrating Charlie Haden

Il 13 Gennaio, alla Town Hall di New York, c'è questa meravigliosa cosa in onore di Charlie Haden. È gratis.

Pillole di Gommalacca / Altri best of 2014

Come ogni anno la lista dei dischi che ho ascoltato di più è pronta prima di quella del mio amico Dusty Wright, musicista e attivista culturale di stanza a New York. E come ogni anno la lista di Dusty mi fa scoprire dischi che mi erano sfuggiti. Ecco i suoi preferiti del 2014, da cui prendo certamente l'EP di Jake Bugg, Messed up kids. Mi era proprio sfuggito, e dire che il debutto dello scorso anno di questo ragazzino inglese è stata una delle cose più belle del 2013. Poche canzoni ma formidabili anche questa volta.

E poi The War on Drugs, terzo e formidabile album di un gruppo a metà tra il rock classico e l'Americana. Bellissimo disco Lost in the dream, pezzi lunghi un po' Dire Straits, un po' Bob Dylan, in po' Springsteen di Dancing in the dark.

Dalla lista di Dusty scelgo anche il giovane cantautore John Fullbright con Song e il meno giovane Dan Wilson che dopo una carriera dietro le quinte con Adele, Dixie Chicks e molti altri esce con un disco solista alla Randy Newman. Si intitola Love without fear.

E no, il disco di D'Angelo non mi è piaciuto. L'ho ascoltato e riascoltato, e a ogni recensione stellare sempre con più attenzione. No, non mi piace. Preferisco Marvin Gaye.

Qui la playlist su Spotify con questi 4 album.

Qui invece l'ultimo album di Dusty Wright.

Pillole di Gommalacca/The best of 2014

Questi sono i venti dischi che ho ascoltato di più quest'anno.
1) Marissa Nadler - July
2) Avi Buffalo At Best Cuckold
3) Johnny Marr - Playland
4) Bruce Springsteen - High Hopes
5) Thurstone Moore The Best day
6) Bonny "Prince" Billy - The Mindeater
7) Anais Mitchell - XOA
8) Coldplay - Ghost Stories
9) Sisyphus - Sisyphus
10) Damien Rice My favourite faded fantasy
11) Sharon Van Etten - Are we there
12) Jack White Lazzaretto
13) Perfume Genius Too bright
14) Beck - Morning Phase
15) Felice Brothers - Favorite Waitress
16) Counting Crows
17) Conor Oberst - Upside Down Mountain
18) Tinariwen - Emmaar
19) Alcest - Shelter
20) Naomi Shelton Cold World
Sono 21, perché mi ero colpevolemnte dimenticato di Lana Del Rey - Ultraviolence

Qui una selezione nella playlist di Spotify

Pillole di Gommalacca/ Lily and Madeleine

Ad aprile ne avevamo parlato su IL, a proposito del loro primo disco. Lily and Madeleine sono due sorelle di 18 e 16 anni. Ora è uscito il loro secondo album, Fumes, sempre per la casa discografica di Sufjan Stevens, ed è una deliziosa collezione di canzoni semplici, delicate e perfette.

Pillole di Gommalacca / Perfume Genius

Perfume Genius è, appunto, un genio e ce ne siamo accorti due anni fa col suo primo disco. Questo secondo album, Too Bright, è un piccolo capolavoro nonostante PG ripeta ancora una volta e con ulteriore morbosità i temi della sua omosessualità già ampiamente raccontati nel primo. Diciamo che abbiamo capito. Però: genio.

Pillole di Gommalacca/ Dead’s Man Town: A Tribute To Springsteen’s Born in the Usa

Ci sono cose che dovrebbero essere vietate dalla Convenzione di Ginevra, tipo accroccare un tribute album in occasione del trentennale di Born in the Usa di Bruce Springsteen. Ma è uscito lo stesso e per quelli come me che hanno acquistato il vinile originale a 16 anni è quasi obbligatorio ascoltarlo. C'è gente brava a rifare il disco e gente a me sconosciuta. Il tono generale è più simile a Nebraska che a BITU. Alla fine gli unici due che sono riusciti a dare qualcosa di nuovo a quel capolavoro sono stati Jason Isbell (Born in the Usa) e Nicole Atkins (Dancing in the dark)

Pillole di Gommalacca/ Avi Buffalo

Un paio di anni fa il debutto di questo gruppo di pischelli californiani fu strepitoso. A metà tra una Band adolescenziale è un futuro nel rock vero, gli Avi Buffalo spaccarono con un disco di canzoni nuove, fresche, potenti.

Ora alla fatidica prova del secondo disco non sono riusciti a fare un passo avanti e ovviamente hanno esaurito l'effetto wow. Divertente comunque ascoltare testi ormonali e I think It's gonna happen again con Avi che investe in macchina due cani, poi se li mangia e pensa che possa accadere di nuovo.

Pillole di Gommalacca/Felice Brothers

È uscito il nuovo disco dei Felice Brothers, uno dei gruppi che negli ultimi anni mi è piaciuto di più col suo alt-rock nato nella metropolitana di New York. Favorite Waitress però un po' mi ha deluso, con l'eccezione del primo splendido brano Bird On Broken Wings.

Pillole di Gommalacca/Johnny Marr

È comunque c'è anche il singolo del nuovo disco di Johnny Marr. Easy Money. Bellissimo. Qui su Spotify.

Pillole di Gommalacca/Damien Rice

La giornata è cominciata male con l'incredibile brutto disco dei Coldplay firmato dagli U2. Ascoltate la canzone numero 2, Every Breaking Wave, è da querela tipo Al Bano con Michael Jackson.

Poi la svolta, un paio di dischi belli di cui parleremo più in là, e la prima anticipazione del nuovo disco, il terzo in otto anni, di Damien Rice. Ascoltate My Favourite Faded Fantasy, qui su Spotify. È la solita struggente canzone d'amore di Damien Rice pieno di what it all could be.

Charlie Haden, 1937-2014

Charlie Haden, assieme a Gary Peacock e a Dave Holland, è stato il più grande contrabbassista che abbia mai ascoltato dal vivo. E lo ho ascoltato decine di volte. Mi stupiva ogni volta. Ogni concerto. Ogni disco. Ogni collaborazione. Quel contrabbasso era lui, riconoscibile, unico. Non poteva essere un altro. Non potevi confonderlo con altri. Melodia prima di tutto. Era un gigante. Teneva il ritmo, ma il suo tocco era melodia allo stato puro. Non saprei quale dischi consigliare di Haden, dai primi con Keith Jarrett agli ultimi da poco usciti. Dalle incursioni con Brad Mehldau e Lee Konitz alla collaborazione feconda con Pat Metheny (ascoltate Under the Missoury Sky e provate a restare indifferenti). Straordinari i duetti con Egberto Gismonti (chitarra o pianoforte), quelli antichi e i più recenti. Strepitosi i trio Magico con Gismonti e Jan Garbarek (uno su tutti: Folk Songs). E poi il suo Quartet West, la sua Liberation Music Orchestra (l'ultimo disco: Not in our name), le incursioni per niente banali nella musica caraibica con Gonzalo Rubalcaba (Nocturne), il First song con Enrico Pieranunzi, il primo incredibile disco, Wish, di Joshua Redman. Le meravigliose registrazioni raccolte nei sei volumi The Montreal Tapes. Il fantastico duo con Kenny Barron The Night and the City registrato in un club con un sublime sottofondo di piatti e di bicchieri e di New York. I lavori con Carla Bley e l'attività di sideman di lusso (con chiunque).

Li consiglio tutti. Charlie Haden era un grande. Il più grande.

Qui una selezione, parziale, su Spotify.

Pillole di Gommalacca\John Surman e Keith Jarrett-Charlie Haden

Ho una strana fissazione: non ascoltare il jazz d'estate. Non ci riesco. Mi pare una musica prettamente invernale, temo per le troppe zanzare prese all'Arco della Pace quando si faceva il festival jazz. Ho un'eccezione: John Surman, anche se definire jazz la musica di John Surman, il John Surman dell'Ecm, è riduttivo. Le condizioni devono essere particolari: casa di campagna stile radical chic alla Bertolucci; isolamento dal popolo; casse di qualità e potenti rivolte verso gli ulivi; Portrait of a Romantic, il primo brano tratto da Private City, anno domini 1987, naturalmente Ecm.
Poi ditemi (anche con soluzione meno chic di Bertolucci).
Tutto questo per dire che ci sono le eccezioni alle eccezioni. Per cui in questo momento sto ascoltando moltissimo, in macchina, il nuovo disco di Keith Jarrett e Charlie Haden, Last Dance, sempre Ecm (stessa session del disco precedente, stesso mood, stessa classe).
Qui un lungo e antico ritratto di Keith Jarrett (c'erano ancora le Torri Gemelle, per dire)

Update

È morto Charlie Haden, aveva 76 anni.

Pillole di Gommalacca/ Benji Hughes

Il disco, A Love extreme, è del 2008, ma nonostante avessi letto qualcosa su Benji Hughes da Charlotte, North Carolina, in realtà non l’avevo mai sentito. È un capolavoro. Ora è uscito un EP dal titolo Appetizer, corro ad ascoltarlo.

Pillole di Gommalacca/Noah Gundersen

È molto bello questo disco, Ledges, di Noah Gundersen di Seattle. Per capirci: è la cosa più vicina a Damien Rice che abbia sentito negli ultimi tempi. Ascoltate First Defeat, ma anche tutto il resto.

Pillole di Gommalacca\Marissa Nadler

Non conoscevo questa cantante di Seattle, Marissa Nadler, nonostante avesse già fatto un bel po' di dischi prima di «July». Disco bellissimo, fin dalla copertina. Non sto qui a descrivere che genere è, anche perché non lo so. So che per me è il miglior disco dell'anno, so far

 

Pillole di Gommalacca/Alcest

Sono tra quelli che, dopo anni di immersione totale nella musica dei Sigur Ros, a un certo punto non ne ha potuto più. Credo che la parabola sia cominciata a scendere con la storia dello stacchetto 7 del maestro Sabiu a Sanremo. Quindi ho iniziato ad ascoltare con molto scetticismo questo gruppo francese, gli Alcest, noti per tre dischi black metal, ma che ora sono tornati con un nuovo disco registrato in Islanda, negli studi dei Sigur Ros, e prodotto proprio da Birgir Jón Birgisson. I Sigur Ros francesi, no, vi prego.
Be', invece, è un gran disco. Molto più vivo e credibile degli ultimi dei Sigur Ros. Sentite Voix Sereines, Away, Délivrance.

Pillole di Gommalacca/Bruce Springsteen

Non riesco a smettere di ascoltare a volume alto, altissimo, la nuova versione rock di the Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteeen accompagnato da Tom Morello. Quello che sono riusciti a fare di una già strepitosa canzone ha dell'incredibile. Schitarrate violente ee energiche e due assolo, uno tradizionale e uno alla Rage Against the Machine, da urlo. E se vedete uno agitarsi e roteare le braccia per le strade di Milano sono io. Io che comunque non sopporto Tom Morello, una specie di Gianni Vattimo del rock americano. Epperò. Solo questo pezzo vale il nuovo disco del boss. Bella anche la versione di American skin, provate a sostituire le parole forty-one shots con hundred shots e invece che una canzone su Diallo diventa un pezzo su Prodi.

Buone anche la title track High Hopes e Dream Baby Dream e qualcosa qua e là per il miglior album di Springsteen da tempo.

Qui una mia vecchia copertina della Domenica del Sole 24 Ore sul mito americano del Boss.

Pillole di Gommalacca

Quando è uscito, nel 2013, mi è sfuggito: ma ora ho recuperato Southwestern di Jason Isbell (ed Drive-by Truckers). Gran disco, raffinato e garbato.

Le più belle e tristi canzoni sul Natale peggiore che vi sia capitato

That was the worst Christmas ever, naturalmente di Sufjan Stevens. E poi la splendida Sister Winter. Su youtube intanto ha messo a disposizione in un solo post i suoi dieci cd di canzoni di natale. Sono quasi sei ore. Qui.

Pillole di Gommalacca/Neil Young

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Mamma mia che meraviglia il disco tratto dagli archivi di Neil Young e appena pubblicato da Reprise. Live at the Cellar Door è un set acustico, piano o chitarra, di Neil Young al suo meglio. Siamo nel dicembre del 1970, a Washington, poche settimane dopo la pubblicazione di After the Gold Rush. È una meraviglia.

Jim Hall, 1930-2013

È morto Jim Hall, il più grande chitarrista jazz di sempre. Maestro di Bill Frisell e Pat Metheny e John Scofield. Gigante.

Ve tocca, la lista dei dischi dell’anno

Quest'anno ho sospeso la mia rubrica Gommalacca quindi ho ascoltato più svogliatamente i dischi usciti. Al punto di non essere arrivato a compilare una Top Ten. Ecco la mia Top Nine del 2013:

Valerie June – Pushin' against a stone

Jake Bugg – Shangri La

Bill Callahan - Dream River

Johnny Marr – The Messenger

Matthew E. White - Big Inner

Jonathan Wilson – Fanfare

Arctic Monkeys – AM

The Avett Brothers – Magpie and the Dandelion

The National – Trouble will find me

Pillole di Gommalacca\Valerie June

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È un disco formidabile - country, soul, blues - questo Pushin' Against A Stone della trentunenne Valerie June. Ascoltate tutte le canzoni. Tutte.

Pillole di Gommalacca/@JakeBugg

Jake Bugg. Diciannove anni. Belloccio. Vestito alla moda. Inglese. Zazzera alla Beatles. Voce e piglio alla Bob Dylan della svolta elettrica. Ma anche un po' alla Johnny Cash e Oasis. Troppo bello per essere vero. Sembra una costruzione commerciale fatta a tavolino. Ma in fondo è una specie di Adele maschile (ha ragione il Daily Beast). E il produttore è Rick Rubin, garanzia. Il disco si intitola Shangri La. Da ascoltare tutto.

Pillole di Gommalacca

Bellissimo questo disco dei Pink Floyd di Jonathan Wilson. Si intitola Fanfare (ascoltate la title track). Qui il video di Dear Friend. Qui se ne parlò a proposito del suo precedente disco.

Pillole di Gommalacca

Siete tristi per la scomparsa di lou reed? Sentite quanto è bello il nuovo disco di Bill Callahan, Dream River. Qui il video di Spring.

Pillole di Gommalacca/4

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Sono tornati i Prefab Sprout, dopo circa tre secoli. Ma Paddy è diventato così.

Pillole di Gommalacca/4

Il nuovo singolo degli Avett Brothers "Another is waiting". Il nuovo album, Magpie and the Dandelion, uscirà il 15 ottobre.

Pillole di Gommalacca/3

Confesso che ci ho provato Continua...

@lorenzojova live in San Siro (day 1)

«Che bello è, quando San Siro è pieno». Continua...

Pillole di Gommalacca/2

Quanto è bello il nuovo disco di Johnny Marr?
Questa è New Town Velocity

Questa è la title track The Messenger

Pillole di Gommalacca/1

Il disco che non ho smesso di ascoltare in queste settimane è Big Inner di Matthew E. White.
Ascoltate questi due brani:
One of these days

Big Love

Genesis Revisited 2

Tutto, ma proprio tutto, canzone per canzone, del nuovo e ardimentoso tentativo di Steve Hackett di rivisitare alcune delle più belle canzoni dei Genesis. In questo volume 2 in doppio cd, aggiunge qualche parte, cambia un paio di attacchi (compreso, oltraggio, Dancing with the moonlit Knight), sceglie una decina di cantanti, tra cui una donna, ma davvero non si capisce perché. Brani meravigliosi, suonati benissimo, voci non sempre all'altezza di PG (ma non lo era nemmeno PC). Felicità, ma viene subito voglia di sentire gli originali. Forse era questo l'intento. Riuscite bene The Lamia cantata da Nik Kershaw (ma era già tra le mie favorite) e Ripples cantata un po' country da Amanda Lehmann (tutti sono meglio PC). Peggior cantante Nad Sylvan, ah e poi c'è anche il figlio di PC

Gommalacca, una nota

Ai molti che chiedono che fine abbia fatto Gommalacca devo una risposta: mi sono preso una pausa di riflessione, come si dice, dopo 125 rubriche scritte in due anni e mezzo. Era da qualche tempo che l'obbligo di sentire musica per poi doverne scrivere aveva preso il sopravvento sul piacere di sentire musica. Quelli della Domenica hanno provato a farmi cambiare idea in tutti i modi, e li ringrazio. Ma per ora va bene così, continuate a comprare la Domenica e a guardare il blog dove prima o poi segnalerò qualcosa. Per esempio, ora sto sentendo - con calma - un disco che mi piace moltissimo...

Gommalacca/125

Altro che liste elettorali, il listone del best of 2012 Continua...

Gommalacca/124

Un paio di settimane fa è uscito il nuovo disco di Francesco De Gregori, Sulla strada, anticipato dal brano omonimo, molto bello e quasi un classico della più recente fase musicale degregoriana. Qualche giorno fa è uscito in dvd un film documentario su e con De Gregori diretto da Stefano Pistolini dal titolo Finestre Rotte, [...] Continua...

Gommalacca/123

Duncan Sheik è mio coetaneo. Nei tanto deprecati anni Ottanta è diventato maggiorenne, ventenne, adulto. Cantautore di culto nato nel New Jersey, più di dieci anni fa ha registrato un paio di dischi formidabili, anche se per pochi intimi, e poi si è dedicato con grande successo a scrivere musical per Broadway e colonne sonore [...] Continua...

Gommalacca/122

Quando è uscito, a inizio maggio, il disco non è stato recensito da nessun grande quotidiano inglese, nonostante lì le segnalazioni musicali siano le più formidabili del globo. Loro sono gli Alt-J, un gruppo nato nel 2007 nel campus dell’Università di Leeds e col tempo trasferitosi a Cambridge, sempre in Inghilterra. Eppure qualche giorno fa [...] Continua...

Gommalacca/121

Le schitarrate psichedeliche di Driftin’ back. L’epica semplicità del verso «and every mornin’ comes the sun» di Ramada Inn. Il falsetto con cui pronuncia «Ontario» in Born in Ontario. Il coro con cui inizia She’s always dancing. Le diverse tonalità usate per ripetere «she has the fire». Ciascuno di questi momenti provoca gioia immensa e [...] Continua...

Gommalacca/120 – contenuti speciali

Insomma ecco tre dei brani di Sufjan di cui si parla nel Gommalacca pubblicato oggi dalla Domenica del Sole 24 Ore:
The Star Spangled Banner, l'inno americano


L'unicorno di Natale:



La cover di Angels We Have Heard On High:

Gommalacca/120

Il mondo è un posto migliore. Martedì prossimo escono cinquantotto (58) nuove canzoni di Sufjan Stevens raccolte in un cofanetto di 5 cd intitolato Silver & Gold. Sono canzoni di Natale scritte da Stevens per amici e familiari, assieme a canti tradizionali travolti dal frullatore di suoni di uno dei più formidabili geni musicali degli [...] Continua...

Gommalacca/119

Nashville, la città della musica country. Nashville, il capolavoro di Robert Altman del 1975, con premio Oscar a Keith Corradine per la migliore canzone originale: I’m easy. Ora c’è un’altra Nashville. Una serie televisiva, tra le migliori di quest’anno, costruita intorno alla musica. In onda su Abc, e non ancora in Italia, Nashville è giunta [...] Continua...

Gommalacca/118

C’è qualcosa di speciale in Donald Fagen. Già leader degli Steely Dan, il gruppo che negli anni Settanta ha coniugato il groove dei Sessanta con la modernità degli Ottanta, e per questo amatissimi dalla critica, Fagen è uno di quei musicisti che scrive canzoni riconoscibili alla prima nota. Non puoi sbagliare. L’atmosfera rarefatta, la voce [...] Continua...

Gommalacca/117

Non ci sono soltanto Bob Dylan e i Rolling Stones a festeggiare i cinquant’anni di attività artistica e discografica. C’è anche Bettye Lavette, formidabile cantante soul e Rhythm & Blues del Michigan. Una forza della natura, soprattutto dal vivo. A differenza dei Rolling Stones, Bettye Lavette oggi è nel suo prime time musicale (Dylan lo [...] Continua...

Gommalacca/116

Se sei figlio di James Taylor e di Carly Simon dovresti fare l’idraulico, il commercialista, l’operatore sanitario, il pizzaiolo, anche il giornalista, certo non il cantautore. Ben Taylor, secondogenito di due giganti della canzone americana degli anni 70, invece si è dato alla musica. Non a una musica a caso, ma proprio a quella country [...] Continua...

Gommalacca/115

Il disco della settimana è Babel dei Mumford & Sons. Segue critica garbata. I Mumford & Sons sono i Coldplay dell’indie folk, gli Arcade Fire da fienile di campagna britannica, una via di mezzo tra un gruppo eccezionale e una band insopportabilmente melensa. Irresistibili e fastidiosi. Geniali e ciarlatani. «Ragazzi carini con il mandolino», li [...] Continua...

Gommalacca/114

Ci sono dischi che valgono il prezzo dell’acquisto, o del download, anche solo per un brano. Where do you start, ultima incisione per Nonesuch del prolifico trio jazz di Brad Mehldau, è uno di questi. Il brano numero due è Holland, una delle più belle canzoni di Sufjan Stevens tratta da Greetings from Michigan. La [...] Continua...

Gommalacca/113

La creatività di Bob Dylan andrebbe studiata alla Nasa, al MIT, al Politecnico di Milano. Nessun musicista della sua generazione e non solo, con l’eccezione saltuaria di Neil Young, è ancora in grado di sfornare album meravigliosi come Sua Bobbità. Cinquant’anni fa ha avuto la fase folk, ai tempi in cui non si poteva scrivere [...] Continua...

Gommalacca/112

La prossima è la settimana di Bob Dylan e dell’uscita del suo trentacinquesimo disco in studio: Tempest (si può già ascoltare online). Ma prima c’è da segnalare un disco intimo e delizioso, tra i più belli degli ultimi tempi. Si intitola I was a cat from a book. L’autore è James Yorkston, cantautore scozzese [...] Continua...

Gommalacca/111

Ci saranno due imperdibili documentari musicali al Festival di Venezia (full disclosure: in entrambi i casi sono colpevole di concorso esterno). La storia del primo è meravigliosa. Il Premio Oscar Jonathan Demme (Il Silenzio degli innocenti), regista di documentari che hanno fatto la storia del rock da Stop Making Sense con i Talking Heads ad [...] Continua...

Gommalacca/110

Ci sono due Jovanotti, forse molti di più. Ma diciamo che ce ne sono due principali: il Jovanotti che è riuscito a elevare l’un-due-tre casino delle origini a mega spettacolo super professionale da far invidia ai concertoni dei Rolling Stones e il Lorenzo Cherubini in versione cantautore capace di far sognare, abbracciare e innamorare come [...] Continua...

Gommalacca/109

Oggi si segnala, con parecchio entusiasmo, un pastore presbiteriano hipster, un cristianista molto cool, un predicatore che diffonde la parola di Dio e il verbo di David Foster Wallace con pantaloni a vita alta, t-shirt vintage e coppola alla moda. Si chiama Vito Aiuto, pastore della Resurrection Presbyterian Church di Brooklyn, per la precisione di [...] Continua...

Gommalacca/108

Lions & Lambs ha due difetti: è un mini album di sei canzoni ed esce a nome dei Communist Daughter. Fosse un disco completo sarebbe certamente tra i migliori del l’anno. Avesse un nome di band più presentabile sarebbe più credibile («Hai sentito l’ultimo di Figlia comunista?»), anche se almeno qui il surreale “manifesto antineoliberista” [...] Continua...

Gommalacca/107

Rodriguez. Sixto Diaz Rodriguez. Meglio sconosciuto come Rodriguez e basta. Ignoto come Sugar man, dal titolo del suo primo brano pubblicato nel 1970. I giornali anglosassoni sono pieni di Rodriguez a proposito di un film che un documentarista svedese Malik Bendjelloul gli ha appena dedicato: Searching for Sugar Man, vincitore di un paio di premi [...] Continua...

Gommalacca/106

Gli Sparklehorse della Conca d’Oro, il Bon Iver della Favorita, il Bonnie “Prince” Billy del Monte Pellegrino. Un alt country al profumo di zagara. Siamo a Palermo, picciotti, provincia di Nashville. Loro si chiamano Herself, ma come gli Sparklehorse sono una sola persona, in realtà un himself: il signor Gioele Valenti. Il disco si chiama [...] Continua...

Gommalacca/105

Un tempo erano i grandi vecchi del rock a lanciare le giovani promesse. Ora succede il contrario, ammesso che esista ancora un mercato discografico. Capita sempre più di frequente che le antiche, polverose e dimenticate glorie del passato escano dall’oblio grazie a giovani ma già affermati e influenti musicisti. Tutto è cominciato quando il produttore [...] Continua...

Gommalacca/104

Meraviglie di Spotify, quell’abbonamento a tutta o quasi la musica del mondo che purtroppo in Italia non è ancora attivo (e non si capisce perché la gente si appassioni così tanto per esempio agli esodati e invece non scenda in piazza per ottenere questo elementare diritto garantito in ogni paese civile). C’è una versione gratuita [...] Continua...

Gommalacca/103

Sono mesi che ascolto il primo disco di una band di Athens, Alabama, senza decidermi a scriverne. Athens, Alabama. Non sarà Athens, Georgia, hometown dei REM, ma è pur sempre il profondissimo sud degli Stati Uniti dove storicamente si incrociano modernità musicali e suoni della tradizione. Avevo sentito parlare di questi Alabama Shakes in un [...] Continua...

Gommalacca/102

C’è un nuovo disco dei Beach Boys. C’è un nuovo disco di Neil Young. C’è un nuovo disco di Patti Smith. I Beach Boys, davvero, non riesco ad ascoltarli, specie dopo quella volta che li vidi suonare live in una spiaggia caraibica artificiale a Henderson, nel mezzo del deserto del Nevada. Ogni volta che si [...] Continua...

Gommalacca/101

Nel nuovo disco dei Sigur Ros non succede niente, ma niente niente. Il formidabile gruppo islandese non aveva mai registrato un album così monocorde, monotono, inutile. Una musica dichiaratamente d’ambiente, di quelle che una volta si definivano da ascensore, o come rivendica orgogliosamente il loro bassista (sapevate che i Sigur Ros hanno un bassista?) capace [...] Continua...

Ain’t talkin’

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Barack Obama su Bob Dylan, oggi alla cerimonia di consegna della Medal of Freedom:

"Bob Dylan started out singing other people’s songs. But, as he says, “There came a point where I had to write what I wanted to say, because what I wanted to say, nobody else was writing.” So born in Hibbing, Minnesota -- a town, he says, where “you couldn’t be a rebel -- it was too cold” -- (laughter) -- Bob moved to New York at age 19. By the time he was 23, Bob’s voice, with its weight, its unique, gravelly power was redefining not just what music sounded like, but the message it carried and how it made people feel. Today, everybody from Bruce Springsteen to U2 owes Bob a debt of gratitude. There is not a bigger giant in the history of American music. All these years later, he’s still chasing that sound, still searching for a little bit of truth. And I have to say that I am a really big fan. (Laughter.)"

Gommalacca/100

John Mayer è un tipo complicato. Musicalmente è nato in ambiente pop, ma con Born and Raised, prodotto da Dan Was, accompagnato da Graham Nash e David Crosby e con copiosi riferimenti a Neil Young, a Joni Michell e alla leggendaria stagione losangeliana di Laurel Canyon, ha consolidato il posizionamento nel country blues di [...] Continua...

It’s about time

La canzone di protesta del mio amico e compare Dusty Wright

Gommalacca/99

In attesa di un nuovo disco di Sufjan Stevens, eroe indie-folk di questa colonna, siamo andati alla ricerca di epigoni del grande e romantico frullatore di suoni del Michigan ora di stanza a Brooklyn. Ne abbiamo trovati due. Mike Hadreas, nome d’arte Perfume Genius, e Gabriel Levine, leader dei Gabriel & The Hounds. Sono diversi [...] Continua...

Gommalacca/98

Nell’anno in cui Bruce Springsteen, Leonard Cohen e Neil Young hanno pubblicato o stanno per uscire con un nuovo e celebrato album si sentiva la mancanza del Grande Vecchio: Sua Bobbità Dylan. A colmare la lacuna ci ha pensato Amnesty International, meritoria associazione in difesa dei diritti umani, con un disco quadruplo di cover dylaniane [...] Continua...

Gommalacca/97

Altro che talent show, nell’ultimo decennio le case discografiche si sono specializzate nel creare i «talenti sprecati show». Un modo, per la verità molto remunerativo, di rovinare il futuro artistico di ragazzi promettenti, anzi soprattutto di ragazze promettenti e anche molto carine. Gli esempi sono più d’uno: da Diana Krall a Corinne Bailey Rae. Brave, [...] Continua...

Oh Susanna non piangere perché

Il primo fantastico singolo Oh Susannah della raccolta Americana di Neil Young con i Crazy Horse. Il disco esce a giugno.

Gommalacca/96

Questa è la settimana di Jack White, l’anima dei White Stripes e dei meno fortunati Dead Weather. Uno che ama dire di avere tre padri, il papà biologico, Dio e naturalmente Bob Dylan. Nato John Anthony Gillis, una vaga somiglianza con Johnny Depp vestito da Robert Smith dei Cure, Jack White è l’unica vera stella [...] Continua...

Gommalacca/95

Non ho ancora visto il film di Lucio Pellegrini intitolato È nata una star?, con Rocco Papaleo e Luciana Littizzetto e tratto dal romanzo di Nick Hornby. Gente di cui mi fido non ne è uscita entusiasta, ma mi è piaciuto troppo il film precedente di Pellegrini, Figli delle stelle, per dargliela facilmente vinta. Figli [...] Continua...

Gommalacca ha una sorella

Si chiama La torre della canzone, è la nuova rubrica musicale di Leonardo Colombati per IL. Ogni numero, il retroscena di una canzone. Questo mese Chuck E. is in love di Richie Lee Jones (1979)

Gommalacca/94

C’è da ringraziare Dan Auerbach, uno dei due fenomenali Black Keys, per averci finalmente consentito di accogliere nella nostra discoteca un album di Dr. John. Tutti gli appassionati di musica sanno che esiste un certo Dr. John from New Orleans, sciamanico sacerdote del rhythm and blues in salsa cajun, il cui vero nome è Mac [...] Continua...

Gommalacca/93

Uno che è figlio di Steve Earle ed è stato chiamato Townes in onore del mito della musica country alternativa Townes Van Zandt non dovrebbe cimentarsi con l’arte delle canzoni, tantomeno del genere cosiddetto “folk delle radici”. La pena per lo sventurato non può che essere un complesso edipico difficile da nascondere. Justin Townes Earle [...] Continua...

Gommalacca/92

Nell’agosto di due anni fa, su queste colonne si è parlato di Esperanza Spalding, contrabassista jazz allora venticinquenne. Capigliatura afro-chic, bellezza travolgente, tacchi a spillo. Origini nere da parte di padre. Gallesi, ispaniche, native american da parte di madre. Esperanza Spalding aveva già suonato due volte alla Casa Bianca e Obama se l’era portata anche [...] Continua...

Gommalacca/91

La prima cosa che viene in mente è che Anaïs Mitchell è la versione femminile di Sufjan Stevens, uno degli eroi di queste colonne. Ma il paragone non è quello giusto. Young Man in America di Anaïs Mitchell è la versione americana di Let England Shake di PJ Harvey, nonostante i suoni inconfondibilmente british (o [...] Continua...

Neil Young & Crazy Horse, 5 giugno


Il 5 giugno esce il nuovo disco di Neil Young con i Crazy Horse, assieme dopo nove anni. Si intitola Americana e sarà la versione combattiva, ma tradizionale, di Neil.

Gommalacca/90

Se Wrecking Ball di Bruce Springsteen vi è sembrato un album di denuncia, uno statement politico e sociale di un grande artista arrabbiato, ma col capriccio di rispolverare l’antica tradizione delle canzoni di protesta in modo da catturare al meglio lo spirito del tempo, allora dovreste correre ad ascoltare Agnostic Hymns & Stoner Fables di [...] Continua...

Gommalacca/89

Ogni volta che ascolti una canzone di Bruce Springsteen non sai mai se uscire di casa a sventolare una bandiera americana oppure se cercare i cerini per appiccarle fuoco. In fondo sta qui la grandezza del Boss from New Jersey. Springsteen è la quintessenza dell’America, con le solite contraddizioni e tutto il resto. Springsteen è [...] Continua...

Gommalacca/88

Quando un disco inizia con «Don’t know what the fuck they talk about», non so di che cazzo stanno parlando, sussurrato da un fragile crooner di mezza età chiaramente disorientato, si intuisce subito che siamo in zona capolavoro. Tanto più se il cantante è Kurt Wagner e il gruppo si chiama Lambchop, i costoletta d’agnello, [...] Continua...

Gommalacca/87

Tramp significa vagabondo, ma nella storia della musica una cosa è dire «tramp», un’altra «vagabondo». Quando in Born to run Bruce Springsteen canta «tramps like us, baby, we were born to run» c’è il desiderio di fuga, la voglia di riscatto, la corsa verso l’ignoto che, per quanto oscuro, consentirà comunque di scoprire il mondo, [...] Continua...

Gommalacca/86

I Radiohead acustici, con i violini e i mandolini. Impossibile resistere. Who’s Feeling Young Now? è il nuovo disco dei Punch Brothers, la band di origine blue-grass guidata da Chris Thile, autore nel 2006 di How to grow a woman from the ground uno dei dischi più belli del 2006. Musica da camera d’altri tempi, [...] Continua...

Gommalacca/85

Ci sarebbe da parlare del solito meraviglioso album di Leonard Cohen, se non fosse che ne hanno già parlato tutti e che non se può che parlare bene. Old ideas, si intitola. L’atto di resa di un «lazy bastard living in a suit», come sussurra il cantante settantasettenne di Montreal nel primo brano dell’album-epilogo di [...] Continua...

Gommalacca/84

Sul mio iTunes ci sono 7 versioni di Summertime, l’aria simbolo di Porgy and Bess, la celeberrima american folk opera di George Gershwin che racconta la vita anni 30 degli afroamericani a Charleston, in South Carolina. Ci sono gli immancabili 11 minuti di John Coltrane, la classicissima interpretazione di Billie Holiday, una versione di Sam [...] Continua...

Gommalacca/83

Patti Smith si è messa a piangere quando le ha ascoltate cantare un’incredibile versione della sua Dancing Barefoot in un teatro di Stoccolma, e lo farete anche voi dopo aver cercato il titolo del brano assieme al nome del duo: First Kit Aid. Johanna e Klara Söderberg sono due sorelle svedesi, nate nel 1990 e [...] Continua...

Gommalacca/82

Let England Shake di Polly Jean Harvey, detta PJ, è uscito esattamente un anno fa. Allora, Gommalacca non l’aveva ascoltato pour cause. Il valido motivo era il seguente: nei suoi venti anni di carriera, la quarantatreenne cantautrice britannica è passata dalle ballate dark al post punk al gothic rock a chissà cos’altro, producendo 7 dischi [...] Continua...

Il nuovo brano psycho-country dei Lambchop

Gone Tomorrow, il primo brano tratto da Mr. M dei Lambchop in uscita il 20 febbraio

 

E’ morta Etta James

Qui canta At last, la sua canzone più famosa cantata tre anni fa da Beyoncé per Obama e Michelle al ballo dell'Inaugurazione

Simone Felice

Simone Felice è il cantante, autore e batterista dei meravigliosi Felice Brothers (e uno dei due leader di The Duke & The King), a inizio aprile uscirà il suo prima disco solista intitolato Team Love con canzoni dal titolo "Courtney Love" e "Ballad of Sharon Tate". Il primo singolo si intitola "New York Times" (qui in una versione unplugged)

Abbandonate qualsiasi cosa stiate facendo e guardate

Mavis Staples, i Wilco e Nick Lowe suonano in un camerino The Weight della Band. Una delle cose più belle ascoltate negli ultimi tempi

Gommalacca/80

ll rock non è morto. C’è ancora. Grazie a two dudes from Akron, Ohio. I due compari di Akron, ora di stanza a Nashville, sono il chitarrista Dan Auerbach e il batterista Pat Carney. Si chiamano The Black Keys. Suonano rock, blues, sono una vera garage band. El Camino è il loro ottavo album, il [...] Continua...

Gommalacca/79

Gentle Spirit è un disco di Crosby, Stills, Nash, ma con la chitarra di David Gilmour dei Pink Floyd. Un disco dei Grateful Dead, con il tocco pop di Jackson Browne. Una via di mezzo tra Meddle dei Pink Floyd e le scorribande dei Crazy Horse di Neil Young. Non avevo idea di chi fosse [...] Continua...

Gommalacca/78

No, quest’anno non è possibile. Gommalacca non è in grado di stilare la classifica dei migliori dieci dischi del 2011. Sorry. Dobbiamo arrivare a 25, rinunciando peraltro ad album irrinunciabili e non avendo ancora ascoltato bene l’ultimo dei Black Keys. Eccoli, quindi, i 25 album dell’anno suddivisi in categorie folk rock, opere struggenti di formidabili [...] Continua...

Gommalacca/77

Si avvicina la fine dell’anno. Prima di compilare il listone con i migliori dischi del 2011, ci sono da segnalare alcuni album straordinari che colpevolmente questa rubrica ha trascurato. Il primo è The Rip Tide dei Beirut, un disco tra i più belli degli ultimi tempi. I Beirut sono un ensemble di Santa Fe [...] Continua...

Sufjan Stevens e Sigur Ros, insieme

Design by symmetricalfreckles

Letteralmente insieme. Alcuni pazzi hanno mixato Vito Ordination's Song di Sufjan Stevens con Svefn-g-englar dei Sigur Ros. Due delle più belle canzoni di due dei migliori artisti degli ultimi anni. Stre-pi-to-so.

 

I pezzi di merda

Ecco il brano più bello, Lay & Love, tratto dalla colonna sonora di This Must Be The Place, il film di Paolo Sorrentino. Le musiche dei Pieces of shit in realtà sono di David Byrne e Will Oldham. Lay & Love è di Bonnie “Prince” Billy (cioè sempre Will Oldham), ma è cantata da Michael Brunnock. Sembra complicato, ma non lo è. Qui la cosa è spiegata meglio.

Lisa Hannigan

Lisa Hannigan canta Passenger

Thurston Moore in Italia

Un paio di mesi fa, il leader dei Sonic Youth Thurston Moore ha pubblicato un bellissimo disco solista, acustico e cameristico. Si intitola Demolished Thoughts e ne abbiamo parlato qui su Gommalacca. Moore ora arriva in Italia, domani a Ferrara, l'8 a Roma e il dicembre al Teatro Dal Verme di Milano. Da non perdere.

Il Tiny Desk concert di Gabriel Kahane

Il nuovo disco di Gabriel Kahane, segnalato tempo fa su Gommalacca, è uno dei più belli dell'anno, e ai primi posti di un'eventuale classifica dei best of 2011. Qui Kahane, ospite di NPR, tiene un piccolo concerto alla scrivania col suo nutrito gruppo

Gommalacca/76

Sono passato dall’indifferenza all’insofferenza alla dipendenza da Mylo Xyloto o come diavolo si chiama il nuovo disco dei Coldplay. L’ospitata da Fiorello non c’entra. Tra l’altro non l’ho neanche vista, rosicone che non sono altro. Mi ero convinto che non mi interessasse ascoltare l’ennesimo album dei cosiddetti bedwetters, i piscialetto from UK, secondo l’infamante ma [...] Continua...

Sua Bobbità e Amnesty International


A gennaio esce un quadruplo cd di canzoni di Bob Dylan interpretate (tra gli altri da Johnny Cash e The Avett Brothers, Patti Smith, Pete Townshend, Bettye LaVette, Diana Krall, My Morning Jacket, Sting, Mark Knopfler, Elvis Costello, Jackson Browne, Joan Baez, Adele, Bryan Ferry, Carly Simon, Sinéad O'Connor, Lucinda Williams, Evan Rachel Wood (?), Marianne Faithfull, Pete Seeger e naturalmente Bob Dylan) per festeggiare i 50 anni di Amnesty International.

Gommalacca/75

Il primo presidente della generazione rock, Barack Obama, ha rivitalizzato una tradizione iniziata nel 1978 da Jimmy Carter: le serate musicali alla Casa Bianca. In performance at the White House era nata come un’occasione per portare grandi musicisti classici al cospetto del presidente. Ronald Reagan ha esteso il programma al jazz e a Broadway. I [...] Continua...

Il nuovo disco dei Lambchop

Lambchop - If Not I'll Just Die

L'album si intitola Mr M, uscirà il 20 febbraio, registrato a Nashville e tutto quanto. Ecco il primo brano.

Gommalacca/74

Finalmente è uscito il disco di una rock star annunciata e mai sbocciata. Il New York Times di qualche giorno fa ha salutato con enfasi ed emozione la pubblicazione di Texas Guitar Legend di un tal Rocky Hill. Ma chi diavolo è Rocky Hill? Il giornale spiega che è un chitarrista blues morto nel 2009 [...] Continua...

When I was young

Il nuovo, bellissimo, singolo dei Nada Surf. L'album, The Stars Are Indifferent To Astronomy, uscirà il 21 gennaio

Gommalacca/72

Scusate, parliamo di jazz, di piano jazz. Non cambiate colonna, grazie. A novembre uscirà Rio, un nuovo concerto di improvvisazioni solistiche di Keith Jarrett registrato quest’anno nella città brasiliana. Fin dalla copertina vistosamente giallorossa che deve essere stato uno shock per gli austeri art director di Ecm e lo sarà certamente per i fan laziali [...] Continua...

Gommalacca/71

Un tempo la cultura pop immaginava il futuro, ora ricorda il passato. Nel libro Retromania (Isbn, 471 pagine, Euro 26,90), Simon Reynolds sostiene che il rock ha rinunciato a spalancare le porte dell’avvenire per rifugiarsi comodamente nei revival, nelle ristampe, nei remake, nelle reunion, nelle retrospettive. Siamo diventati maniaci del retrò. Reynolds ha ragione. Le [...] Continua...

Gommalacca/70

A un certo punto scatta il momento Kid A. Ogni band che si rispetti sente inesorabile il bisogno di pagare dazio al più influente disco vagamente free rock della scorsa decade, Kid A (2000) dei Radiohead. Anche gruppi come Wilco, pionieri ormai quasi ventennali del genere folk rock denominato “Americana”, non sono riusciti a farne [...] Continua...

One Rice

Damien Rice fa One degli U2 alla Damien Rice

Gommalacca/69

This must be the place è una splendida canzone dei Talking Heads e il titolo del nuovo bellissimo e deliziosamente scombinato film di Paolo Sorrentino. Un film immaginifico che affronta il solito tema di tutti i film di Sorrentino, la solitudine umana, con dialoghi divertenti e profondi e una colonna sonora eccezionale. Che sia un [...] Continua...

Il nuovo disco di Peter Gabriel in streaming


Qui si può ascoltare in anteprima New Blood

 

Gabriel Kahane, Brad Mehldau e Chris Thile

Wintersong di Gabriel Kahane, con Brad Mehldau e Chris Thile

De Gregori sopra la collina

Generale live ai suoni delle Dolomiti

Gommalacca/68

Un altro formidabile genio, questa volta alla sua struggente opera seconda. Si chiama Gabriel Kahane, 30 anni, nato a Venice Beach ma newyorchese d’adozione, figlio del direttore della Los Angeles Chamber Orchestra Jeffrey Kahane. Il disco si intitola Where are the arms ed è tra i più belli di un anno ricco di ellepì emozionanti [...] Continua...

Gommalacca/67

Sono ormai cinque anni che Damien Rice non pubblica un disco. Non che ne abbia fatti tanti, il cantautore irlandese. Solo due, esclusi i live. Secondo alcuni, Damien Rice in realtà è una bufala, uno che fa rock da Ikea, una musica fintamente raffinata, ma in realtà grossolana e a buon mercato. Ora, va bene tutto. [...] Continua...

Di quella volta che Peter Gabriel fu arrestato in Svizzera e scambiato per terrorista della Baader Meinhof

Formidabile intervista a Peter Gabriel Continua...

Begin

Nel giorno della fine, ecco la prima canzone che abbia mai ascoltato dei REM. Begin the begin. Un momento che ricordo perfettamente, come quelli che si ricordano vividamente dov'erano il giorno in cui uccisero Kennedy.
Era il 1986. Io mi trovavo, più provincialmente, a Saronno (Va) con Lifes Rich Pageant appena comprato da Buscemi a scatola chiusa. Ero a casa di Piero, un amico di un amico. Rimasi senza parole.

Lou Reed & Metallica

Una preview di trenta secondi Continua...

Gommalacca/66

Le canzoni dei Beatles sono le canzoni dei Beatles. Sono perfette, anche nelle loro imperfezioni. Sono organismi geneticamente immodificabili. Guai a chi le tocca, anche se non le ascoltiamo più da tempo. Sono particolarmente stucchevoli gli omaggi beatlesiani in chiave jazz o, dioliperdoni, salsa o bossa nova. Da soli giustificano la presenza del tasto skip [...] Continua...

Gommalacca/65

Avendo trascorso l’estate ad ascoltare con un colpevole ritardo di ventinove anni uno dei capolavori della musica d’autore italiana, ovvero Il tuffatore di Flavio Giurato, un disco che andrebbe inserito nei programmi ministeriali della scuola dell’obbligo e anche nella manovra economica del governo come contributo di solidarietà a favore del suo geniale autore, ho deciso [...] Continua...

Gommalacca/64

Con buona pace di Raf, di quegli Anni Ottanta alla fine è restato molto. Il quarantaduenne cantautore americano Duncan Sheik, noto per i suoi dischi alla Nick Drake come Phantom Moon e per i successi a Broadway con Spring Awakening, ha pubblicato Cover 80’s, una raccolta di brani del decennio più ingiustamente criticato del secolo [...] Continua...

La canzone meno estiva ma più bella dell’estate

The way it will be di Gillian Welch. Se n'era parlato qui

Spotify

Ormai è un mese che, su suggerimento di Lorenzo Cherubini, uso  Spotify, il formidabile sito di distribuzione musicale. Ne avevo scritto su Gommalacca, pochi giorni dopo averlo provato. Confermo che è davvero notevole. Da quando sono abbonato al servizio premium (10 dollari il mese) sono sommerso di dischi nuovi da sentire e di vecchi da riascoltare. Slurp.

Il fuorilegge e i piscialetto

In natura non ci può essere niente di più diverso da Willie Nelson e i Coldplay, eppure il mitico outlaw ha registrato una versione di The scientist dei bedwetters

Scorsese su George Harrison


Il 5 e il 6 ottobre, su HBO, il documentario su George Harrison di Martin Scorsese.
Qui il trailer.

Gommalacca/63

Uno è del 1944. L’altro è nato l’anno successivo. L’italiano ha compiuto 60 anni. Il più giovane ne ha uno di meno. Il primo è un chitarrista leggendario. Il secondo è l’architetto del southern soul degli anni 60. Il terzo è l’integerrimo alfiere dei cantautori di casa nostra. Il quarto è il miglior chitarrista [...] Continua...

Radiohead dallo scantinato

Guardatelo ora, che tra un po' verrà tolto.

Gommalacca/62

Alla fine il 2011 sarà ricordato come l’anno musicale delle ragazze. Non per merito di Lady Gaga. E nemmeno a causa della morte improvvisa e annunciata di Amy Winehouse. Sul serio. Anna Calvi, Joan as Policewoman, Sarah Jarosz, Amy LaVere, Gillian Welch, Jesse Sykes. Mai come quest’anno sono state loro, queste splendide ragazze e grandi [...] Continua...

Gommalacca/61

Era dai fasti di «stamo a fa’ la colla» delle Calippo girls che la società culturale italiana non si appassionava così tanto ai tormentoni dell’estate. Quest’anno sotto gli ombrelloni cari a Gommalacca è un testa a testa. Il primo è «scialla», un’espressione giovanile romana traducibile in «stai sereno, take it easy», sdoganata da Maria Laura [...] Continua...

Gommalacca/60

Nella pila di cd da segnalare c’è da tempo Mission Bell di Amos Lee, vero nome Ryan Anthony Massaro, cantautore trentaquattrenne della Pennsylvania e di chiare origini paesane. Mission Bell non è un capolavoro, ma un disco piacevole e leggero: calda voce soul, arrangiamenti jazz-folk, atmosfera tipicamente americana. Un perfetto disco da Starbucks, elegante e [...] Continua...

A horse with no name


E' morto a sessant'anni Dan Peek, uno dei leader degli America. Qui la loro canzone più famosa.

Gommalacca/59

L’Italia è una repubblica fondata sui festival jazz. Non c’è assessore comunale, provinciale o regionale che non abbia finanziato una rassegna di musica afroamericana. Non che l’amministratore in questione sia interessato all’improvvisazione, arte di cui spesso è maestro anche se non proprio nell’accezione jazzistica che vuol dire composizione istantanea. Semmai c’è che il jazz costa [...] Continua...

The Arcimboldi Concert


Concerto molto diverso rispetto a quello di tre giorni fa al San Carlo di Napoli, nonostante Keith Jarrett agli Arcimboldi di Milano non abbia cambiato divisa (pantaloni neri e camicia rossa). Il trio con Jack DeJohnette e Gary Peacock in gran forma ha suonato brani diversi rispetto al San Carlo, tranne uno o forse due. Due set e due bis come a Napoli. Ma per il resto Jarrett è stato meno Jarrett del solito, meno mossette, pochi gridolini, rari canticchiamenti ad accompagnare le sue trasvolate sulla tastiera. Un concerto più morbido e soffuso, notturno e melodico, più da Melody at Night che da grandiosità alla Koln Concert, con meno ostinati, con pochi ritmi ossessivi. L'eccezione è stata una meravigliosa versione alla Jarrett di Summertime e un'elegante improvvisazione free nel finale.
Il pubblico milanese è sembrato parecchio più intimorito da Jarrett rispetto a quello napoletano: per metà concerto non ha avuto il coraggio di applaudire alla fine degli assoli dei musicisti, poi ha cominciato a farlo timidamente e alla fine non si è prostrato in standing ovation come quello partenopeo. In sala mancavano i bodyguard neri che a Napoli, forse per un pregiudizio antropologico, erano pronti a lanciarsi come falchi contro registratori illegali o fotografi non autorizzati (e invece accanto a me, a Milano, c'era qualcuno che registrava col telefonino). Un buon concerto, anche quello di Milano. Stiamo parlando sempre di Jarrett, anche se uno spettatore si è rivolto al Maestro Franco Fayenz lamentandosi di uno scadimento di Jarrett al ruolo di pianista di piano bar. Giudizio irriguardoso, ma sul palco del San Carlo c'era un Jarrett decisamente più in palla

Ridi, pagliaccio

Gran spettacolo, grande davvero, al San Carlo di Napoli. In scena Pagliacci di Leoncavallo, in un elegante e entusiasmante e coinvolgente allestimento circense di Daniele Finzi Pasca a metà tra il Cirque du Soleil e un musical di Broadway, capace comunque di emozionare i puristi.
Momento clou dell'opera:
Nedda: "Taci, Silvio, è delirio, è follia"
Silvio: "Che addiverrà di me...della mia vita?".
In sala, e al buffett nel foyer, presenti De Magistris e quasi tutta la procura di Napoli impegnata in P4 e Calciopoli. Non è stato registrato nessun arresto né è stato assegnato alcun trofeo a Moratti.

Gommalacca/58

I dischi non li compra più nessuno. Anche perché ormai il posto più agevole per acquistarli è l’autogrill. Dalla gommalacca si è passati al vinile; dal vinile ai cd; dai cd agli mp3. L’oggetto si è prima rimpicciolito, poi è scomparso. I ragazzi scaricano i file dalla rete e ascoltano su YouTube. I più rispettosi [...] Continua...

Così morì l’industria discografica

Senza parole, ma nel caso servissero cliccare qui

The San Carlo Concert


Lunedì prossimo, 18 luglio, si apre il tour italiano del trio di Keith Jarrett al San Carlo di Napoli (il teatro più bello del mondo). Esattamente 11 anni fa, nel luglio 2000, sul Foglio è uscito questo lungo ritratto del pianista di Allentown

Gommalacca/57

Il disco del momento è Bon Iver di Bon Iver. Dietro Bon Iver – pronuncia: bon aiver, storpiatura del francese bon hiver (buon inverno) – si nasconde Justin Vernon, trentenne cantautore del Wisconsin, un indie superstar, artista di culto e stranamente anche di buon seguito commerciale. Vernon ha pubblicato numerosi dischi sotto diversi nomi, compresa [...] Continua...

Gommalacca/56

Chi sono gli U2, i Police e i Rem di oggi? Nessuno. Non ci sono. Un tempo il mondo si divideva tra ragazzi che come me amavano i Beatles e i Rolling Stones, Bob Dylan e David Bowie, i Pink Floyd e i Genesis, i Supertramp e i King Crimson, Lou Reed e Bruce Springsteen. [...] Continua...

Gommalacca/55

C’è questa incomprensibile moda dell’ukulele, la piccola chitarrina hawaiana. Che perlomeno si intreccia con il costante flusso di nuove interpretazioni di canzoni dei Radiohead e di Bob Dylan. Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, ha confezionato un disco dal titolo Ukulele songs, canzoni originali e standard degli anni Venti, Trenta e Sessanta che non sarebbero [...] Continua...

Rock and roll never die

Ancora in lutto per la morte di Clarence Clemons (molto bello, oggi, il ricordo di Matteo Persivale sul Corriere), Camillo posta tre meravigliosi video. I primi due mostrano Thurston Moore, di cui Gommalacca ha scritto due domeniche fa, in un’intervista-concerto unplugged registrato tra la camera da letto e la cucina. Continua...

Gommalacca/54

Gli anni Ottanta non sono finiti venti giorni fa con l’elezione di Giuliano Pisapia. Sono finiti già negli anni Ottanta con la musica e soprattutto con la voce di David Sylvian, l’etereo cantante inglese che aveva guidato i Japan. I Japan erano la quintessenza della musica più sofisticata della decade da bere, la versione intellettuale [...] Continua...

La migliore band del mondo, forse


A novembre dello scorso anno, su Gommalacca, scrissi dei Black Dub, la band di Daniel Lanois con Brian Blade. Chi li ha visti più volte dal vivo, come il mio amico Dusty Wright (l'ultima volta l'altro ieri, a NEw York), sostiene che siano strepitosi. Questo live in studio del brano Ring the alarm lo conferma.

Bob Dylan su Silvio

Mi pare appropriato, in questo momento storico, ascoltare e leggere il testo della canzone "Silvio" di Bob Dylan, tratta da Down in the groove (in edicola nientepocodimeno che con Sorrisi Tv e Canzoni):

You know I love you and further more
When it is time to go you got an open door
I can tell your fancy I can tell your plain
You give something up for ev'rything you gain
Since ev'ry pleasure's got an edge of pain
Pay for your ticket and don't complain


Qui per ascoltarla
Qui il video di una cover band

Gommalacca/53

Non mi sono mai occupato dei Sonic Youth, il gruppo newyorkchese di acido hardcore punk rock (qualsiasi cosa voglia dire). Il “noise rock” non mi interessa. Troppo “noise”, rumoroso, e forse anche troppo rock. Il loro leader è Thurston Moore, chitarrista leggendario nei circoli indie americani non solo per aver guidato la “gioventù sonica”, ma [...] Continua...

Rock Paper Photo



Un fantastico sito inglese che vende online foto rock

Gommalacca/52

Quando una band decide di intitolare una canzone Oliver Stone e poi di sospirare per tutto il brano, anche con un certo trasporto, il nome del regista americano amante dei complotti, forse è arrivato il momento di chiamare i vigili urbani. Tanto più che un altro pezzo, Cus’s Catskill Gym, è un delicato omaggio a [...] Continua...

Niliang


Tra 15 giorni esce un nuovo vecchio disco di Neil Young

Paranoid Android

La cover del più famoso brano dei Radiohead firmata Weezer

Gommalacca/51

Il rischio «boiata pazzesca» era minaccioso e incombente. Quasi inevitabile, probabilmente. Sentite qual era l’idea: un compositore italiano, Daniele Luppi, in coppia con un produttore indie di culto, Danger Mouse (noto per aver mescolato il White Album dei Beatles con la versione black che aveva realizzato il rapper Jay-Z), impegnati in un omaggio musicale alle [...] Continua...

Gommalacca/50

Ogni tanto mi capita di leggere meraviglie su siti o riviste specializzate a proposito di una band di cui non so niente e di cui non avrei mai saputo nulla se non avessi dovuto documentarmi per scrivere Gommalacca. In questi casi cerco altre informazioni, magari qualche frammento di musica oppure, quando gli articoli particolarmente convincenti [...] Continua...

La canzone più bella di Dylan non esiste

Il Post ha chiesto ai suoi redattori e collaboratori uno sforzo impossibile: scegliere la più bella canzone di Bob Dylan.
Non c'è una canzone più bella di Dylan. L'opera è omnia.
Però visto che ci hanno provato, ci provo anch'io. Le prime due canzoni che mi sono venute in mente:
Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again
per il vecchio Dylan (qui nella versione dei Grateful Dead) e
Ain't Talkin'
per l'ultimo Dylan.

Gommalacca/49

Il più bel nuovo-disco-inglese-degli-anni-Sessanta è uscito il 2 maggio scorso, anno domini 2011, a firma di un gruppo di poco più che ventenni di Seattle, negli Stati Uniti. Chiunque abbia amato i Fairport Convention e il loro folk psichedelico imparentato con il rock barocco dei Genesis e dei Family dovrà correre al primo negozio di [...] Continua...

«Bob ci prende in giro»

Sono uscite due nuove biografie su Bob Dylan, che il 24 maggio compie 70 anni. Lui, intanto, spiega che in Cina non è stato per niente censurato e che non è nemmeno vero che ci ha suonato soltanto adesso perché prima le autorità cinesi non volevano. No, era lui che non ci voleva andare e la censura se l'era inventata un promoter locale. Con finale perfido sui vecchi e nuovi suoi biografi.
PS
La frase del titolo è di Joni Mitchell, liberamente tradotta

Come musica

Molto bello il concertone di Lorenzo Cherubini a.k.a Jovanotti, ieri sera al Forum di Milano. Continua...

Gommalacca/48

Alzi la mano chi conosce la differenza tra il country e il bluegrass. Sono musiche cugine, difficilmente separabili, profondamente americane. Miscele di tradizioni diverse, bianche e nere, importate e autoctone. Mettiamola così: il country è più contaminato, il bluegrass più tradizionale; il country può essere elettrico, il bluegrass è sempre acustico; il country è più [...] Continua...

Gommalacca/47

In teoria il jazz è morto da mo. Deceduto, defunto e sepolto già dalla fine degli anni Sessanta. Quel che è rimasto si dice sia noioso o inascoltabile. Polveroso o rumoroso. A volte è vero. Molti jazzisti hanno contribuito a creare questa leggenda funerea, ma il jazz è morto soltanto nella chiacchiera da salotto. Altrimenti [...] Continua...

Wild And Free

Aspetto da tempo il nuovo disco di Damien Rice, il cantante che assieme a Sufjan Stevens è la cosa migliore capitata al rock (o come si chiama) negli ultimi dieci anni. Ogni tanto anticipa le nuove canzoni dal vivo. Una più bella dell'altra. Ora, ingrassato e con camicia, barba e chitarra da homeless, ha presentato Wild and Free, col solito testo straziante.
Ho appena scoperto, poi, che ha anche prodotto e scritto cinque della dieci canzoni del debut album dell'attrice francese Mélanie Laurent, quella di Inglorious Basterds. Qui una delle canzoni. Il disco uscirà il 2 maggio.

Gommalacca/46

Un pomeriggio di 9 anni fa, a New York, ero impegnato nella mia attività preferita di sempre: perdermi tra gli scaffali di Tower Records, il rimpianto mega-store di dischi nell’Upper West Side di Manhattan. A un certo punto, quel pomeriggio del 2002, l’occhio mi è caduto su un cd di una sconosciuta band newyorchese. GIANTfingers [...] Continua...

Rome, di Danger Mouse e Daniele Luppi

The Rose With A Broken Neck

 

Non vedo l'ora che arrivi il 17 maggio, quando uscirà il disco Rome, omaggio agli Spaghetti western di Danger Mouse e Daniele Luppi, con Jack White e Norah Jones

Gommalacca/45

Qual è lo strumento più immediatamente associabile al jazz? Il sassofono, probabilmente. Anche il contrabbasso. La tromba, di sicuro. E allora ecco tre trombettisti, per quattro dischi. Il primo è Paolo Fresu, uno dei migliori jazzisti italiani. Forse il numero uno. Fresu è compositore, animatore di rassegne sperimentali, ora anche discografico. Contare i cd a [...] Continua...

Uncensorable

Sean Wilentz, biografo di presidenti e di Bob Dylan, spiega sul New Yorker due o tre cose a Maureen Dowd su Dylan in Cina

Secret window

Qualche tempo fa ho segnalato il video di Secret Window, una canzone scritta e interpretata dal mio amico Dusty Wright. Quel video ha appena vinto il premio miglior "Best Music Video" al Los Angeles Film & Script Festival. Bravo Dusty.

Gommalacca/44

Due anni fa mi sono innamorato di un disco e del suo autore: Sometimes I wish we were an eagle di Bill Callahan. Avete mai ascoltato la rada dolcezza di Too many birds? Be’, fatelo. Un tempo Bill Callahan si faceva chiamare col nome del suo gruppo, Smog. Col suo vero patronimico, questo malinconico cantautore [...] Continua...

L’apocalisse di Bill Callahan


Un lungo articolo sul New York Times di oggi su Bill Callahan, uno dei due cantanti di cui scrive oggi Gommalacca

Gommalacca/43

Non ha una bella voce, almeno così dicono. Eppure è una di quei timbri familiari, caldi e riconoscibili al primo secondo. L’uso della chitarra, invece, non è mai stato in discussione. Robbie Robertson è uno dei giganti del folk rock angloamericano. Dopo 13 anni di assenza è tornato con un nuovo disco: How to become [...] Continua...

The Band Leader

Il nuovo disco di Robbie Robertson in streaming

Gommalacca/42

My Favorite Things, le cose che piacciono a me, è uno dei classici della sterminata opera musicale della coppia Rodgers e Hammerstein, i Lennon e McCartney di Broadway. E’ anche la più famosa delle canzoni di Tutti insieme appassionatamente, in originale The Sound of Music, il musical diventato film di successo nel 1965 e vincitore [...] Continua...

Comes alive

Stasera a Milano c'è Peter Frampton

Gommalacca/41

Non so suonare. Non so leggere la musica. Tantomeno scriverla. Addirittura fatico a scrivere di musica perché, come diceva Frank Zappa, scrivere di musica è come ballare di architettura, un’impresa impossibile e senza senso. Senonché ho comprato l’app Garage Band per iPad, un software per musicisti che consente di registrare su più piste le proprie [...] Continua...

Gommalacca/40

Cinque anni fa è uscito un disco fenomenale, Time Without Consequence. Il cantautore di cognome faceva Murdoch. No, non era parente. Alexi Murdoch era solo un ragazzo mezzo scozzese e mezzo greco. Aveva già registrato un mini-ellepi di quattro canzoni, Four Songs, di discreto successo nei circuiti indie. Ma Time Without Consequence, del 2006, era [...] Continua...

Gommalacca/39

Ottomarzo duemilaundici. Questa è la prima volta che la festa delle donne si sovrappone all’indignazione popolare a difesa del corpo delle donne, ma non è detto che sia l’ultima. La competenza di questa colonna, comunque, si limita alla voce delle donne. Forse è un caso, ma in questo momento i dischi più ascoltati sono di [...] Continua...

Dusty

My Secret Window, il nuovo video di Dusty Wright

The Spider Lies Down on Letterman

 

Il cast di Spiderman canta Rise Above, la più bella delle ballate U2 dello show, da David Letterman

Gommalacca/38

La riproduzione casuale di iTunes è una di quelle cose per cui la vita è meravigliosa. Se hai la luna storta, manda una vecchia canzone dei Rem o di James Brown o degli Smiths. Se vorresti strozzare qualcuno, partono i Genesis e chissene del mondo esterno.  Ci sono giornate che va tutto storto e il [...] Continua...

Sto per prendere la residenza a Ferrara

Il Teatro Comunale, Il Comune di Ferrara, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Ferrara e Ferrara Sotto Le Stelle
Sono orgogliosi di presentare:
 
                    SUFJAN STEVENS

martedì 24 maggio 2011 – Ferrara – Teatro Comunale

Gommalacca/37

Gli eventi musicali di questa settimana sono stati tre: il Festival di Sanremo, i Grammy Awards in America,  e l’uscita a sorpresa del nuovo disco dei Radiohead. Il Festival di quest’anno non avrebbe meritato nemmeno questa riga se l’attore Andy Garcia non avesse preso in giro Morandi & Co. strimpellando sul palco dell’Ariston un frammento [...] Continua...

Motown alla Casa Bianca

Il 24 febbraio, ospiti di Barack e Michelle Obama, un gruppo di artisti americani celebrerà la storica etichetta del soul e del R&B. Tutto si tiene, come si diceva qui.
Gli artisti di “The Motown Sound: In Performance at the White House" sono Smokey Robinson, Natasha Bedingfield, Sheryl Crow, Jamie Foxx, Gloriana, Nick Jonas, Ledisi, John Legend, Amber Riley, Mark Salling, Seal e Jordin Sparks con Greg Phillinganes direttore musicale della serata. Il concerto si terrà alle 6.30 ore di Washington nella East Room.

Esperanza

Vedo che in giro, a cominciare dal Post, si chiedono chi sia Esperanza Spalding, vincitrice di Grammy l'altro ieri. Gommalacca ne aveva scritto sul Sole 24 Ore sette mesi fa.

Jovanotti sul Sole

Commenta la vittoria degli Arcade Fire ai Grammy

Cose-che-voi-umani

La canzone dedicata ad Antonio Monda (e al suo mondo) dall'ex direttore del Tg3 Antonio Di Bella, con Paolo Fresu alla tromba

Cuyahoga

The Decemberists - "Cuyahoga" (REM Cover) by Peter24B

Cover dei REM dei Decemberists

Gommalacca/36

Mai fidarsi delle anticipazioni. La nuova moda discografica è regalare una canzone due o tre mesi prima dell’uscita ufficiale dell’album. Non è soltanto una trovata di marketing, è una grande cosa. Ma non sempre. Spesso, infatti, l’anticipazione diventa una trappola. Il brano non è detto che sia coerente con il resto dell’album, ma a forza [...] Continua...

Gommalacca/35

Il più grande cantante di soul di cui non avete mai sentito parlare si chiama Charles Bradley. Sessantadue anni, Bradley è l’ultima grande scoperta della Daptone Records di Gabriel Roth, l’etichetta discografica protagonista del mini revival di musica soul in corso negli Stati Uniti. Prima di lui i ragazzi terribili del neosoul di Brooklyn hanno [...] Continua...

Jenny and Johnny

Il video di Big Wave. We are having fun now.

Gommalacca/34

La Convenzione di Ginevra dovrebbe vietare i dischi con più di 10 canzoni, ma contenere l’entusiasmo di Lorenzo Cherubini detto Jovanotti è impossibile. Viva tutto non è solo il titolo del libro scritto con Franco Bolelli, è la sua filosofia di vita. Gli piace tutto. Il nuovo disco, Ora, ha 25 canzoni, ma è di [...] Continua...

This must be the song

David Byrne e Will Oldham, cioè Bonnie “Prince” Billy, stanno scrivendo una canzone per il nuovo film di Paolo Sorrentino

Gommalacca/33

Non si può dire che gli americani non sappiano sfornare nuove band indipendenti a ripetizione. Avete mai sentito gli Avi Buffalo? Ci arriviamo. Ma, intanto, sappiate che anche noi, volendo, siamo capaci di creare gruppi indie mica male. I Green Like July sono una band nata tra Pavia e Alessandria. Il loro secondo disco, Four-legged [...] Continua...

Vecchi tempi

Su iTunes c'è un nuovo singolo dei REM, Mine Smell like Honey. Schitarrate come ai vecchi tempi

Gommalacca/32

Quanti cd di blues avete nella vostra discoteca, al netto delle colonne sonore di Roberto Ciotti dei film di Gabriele Salvatores? Pochi, vero? Il blues non si porta più, anche se in giro ci sono ottime rassegne come il Pistoia Blues Festival e il Summertime Blues Festival di Alcamo. Turning Point, il live di John [...] Continua...

Gommalacca/31

Negli ultimi sei mesi Gommalacca ha citato la cantante Sharon Jones almeno un paio di volte, ma non l’aveva mai ascoltata dal vivo. Sharon Jones è la primadonna del mini revival soul in corso negli Stati Uniti ormai da qualche anno. Un fenomeno ancora di nicchia che si incrocia con la parabola politica del primo [...] Continua...

The Spider Lies Down On Broadway

Un’università del Michigan ha inserito nella lista delle parole da non usare nel 2011 "wow factor". Eppure non c’è espressione migliore di questa, wow, per descrivere l’effetto di sbalordimento che il musical Spider-Man – Turn off the dark (Spiderman – Spegni il buio) provoca sugli spettatori del Foxwoods Theatre a Times Square, Manhattan. Fin dalla [...] Continua...

Gommalacca/30

Tre giorni prima di Natale è uscito, soltanto su iTunes, un disco dei Duran Duran. Accidenti. Un colpo al cuore. Nostalgia canaglia. Ok, è vero. A un certo punto i Duran Duran sono diventati una macchietta, una caricatura, wild boys!, ma chi li ha ascoltati in real time nei primissini anni Ottanta sa che i [...] Continua...

Il lato D di All delighted people

Gran finale d'anno, per Sufjan Stevens. Qui si può scaricare il file di 18 minuti di musica per piano solo non entrata nel cd di All delighted people, ma solo nel lato D del vinile

‘nartra canzone di Sufjan

Up on the Housetop, di Sufjan Stevens con Vesper Stamper. Qui il download. E non è la sola, circolano già le anticipazioni del volume 6 di canzoni di Natale. Qui Barcarola.

Unrealesed demos degli Smith

Qui si può scaricare un album doppio di 16 demo non pubblicati, compresa Girlfriend in a coma in versione reggae.

Sharon Jones & The Dap Kings


(Best Buy Theater, Times Square, 30 dicembre 2010)

Barney and Miriam

Craig Cardiff, cantautore canadese, ha scritto una canzone dedicata ai protagonisti della Versione di Barney. Qui la si può scaricare.
(Grazie al Totally Unnecessary Club)

La più bella canzone di Natale

Lo so che sembro un fanatico (lo sono, in realtà), ma oggi che è Natale dovreste ascoltare il cofanetto di 5 cd di canzoni di Natale che Sufjan Stevens ha composto negli anni per le sue riunioni familiari. Le canzoni sono una più bella dell'altra. Oppure ascoltare soltanto Sister Winter, commuovendovi e buon Natale

I 10 dischi da regalare a Natale

Sufjan Stevens The Age of Adz Bella figura assicurata, regalando l’ultimo disco di Sufjan Stevens oppure uno qualsiasi dei suoi precedenti, anche scelto a caso. Chi lo riceve ve ne sarà grato per la vita. In caso contrario troncate l’amicizia. Alexi Murdoch Time without consequence Il disco di questo giovane cantautore scozzese è uscito qualche anno fa, ma le sue [...] Continua...

Bright Eyes

Il download gratuito di Shell Games, brano di Bright Eyes che anticipa il disco in uscita il 15 febbraio 2011. Meno alt-country, più poppettino, sembrano i Cure.

Gommalacca/29

Ci tocca. La lista. Dei migliori. Dischi. Dell’anno. Il primo e il secondo posto sono facili: Sufjan Stevens e Sufjan Stevens. All delighted people e The age of adz. I dischi di Stevens contengono anche le canzoni più spettacolari dell’anno: Djohariah e Impossible soul. Il disco più sopravvalutato è The suburbs degli Arcade Fire. L’occasione [...] Continua...

Captain Beefheart

E' morto il grande Captain Beefheart

Rem

Download gratuito del primo brano, Discoverer, del prossimo (marzo) disco dei Rem. Non bellissimo, mi pare.

Gommalacca/28

A David Cameron piacciono gli Smiths, formidabile gruppo anni 80. La scelta del premier inglese prova che la musica è capace di trascendere la politica, l’ideologia, la faziosità. Questo però vale più per chi la ascolta, meno per chi la fa. Cameron è conservatore. Gli Smiths si auguravano la morte di Margaret Thatcher. Malgrado ciò, [...] Continua...

Scrambled eggs!

 

Gommalacca/27

Tra i segnali più evidenti dell’imminente fine del mondo c’è Lady Gaga. Stefani Joanne Angelina Germanotta detta Lady Gaga. Non ho mai ascoltato una sua canzone, almeno intenzionalmente. Non ho mai letto un articolo che la riguardasse. Non ho mai sfogliato nessuna delle tante riviste patinate internazionali che le hanno dedicato la copertina. Non c’è [...] Continua...

Gommalacca/26

Gli album che questa settimana hanno consumato i solchi digitali dell’iTunes di Gommalacca sono tre. Black Dub dei Black Dub è il primo e il più bello. Il dub è la manipolazione elettronica dei suoni nata in ambito reggae negli anni Sessanta e tornata di moda nell’era dell’hip-hop. I Black dub sono la nuova band [...] Continua...

Gommalacca/25

Nashville, Tennessee. Bastano queste due parole per raccontare un genere di musica, il country, a denominazione di origine controllata, anche se spesso ingiustamente liquidato come noioso, poco elegante, di rango inferiore. Non è così. Kurt Wagner, malgrado il cognome prepotente, è uno dei musicisti più timidi e riservati della scena underground americana. Cinquantadueenne, è il [...] Continua...

Con le ali

Sufjan Stevens, con le ali, e il suo gruppo abbigliato alla Lady Gaga canta Too much da Jimmy Fallon

Down by the water

I Decemberists (purtroppo senza Peter Buck dei REM, ma con Gillian Welch al coro) suonano la Down by the water di cui ha scritto Gommalacca due domeniche fa allo show di Conan O'Brien

Sufjan Stevens, un po’ Pink Floyd un po’ Lady Gaga

Emanuele Riccardi, giornalista dell’Ansa e grande esperto di musica rock, recensisce (invidia, invidia, invidia) il concerto di Sufjan Stevens al Beacon Theater nell’Upper West Side di New York: Continua...

Gommalacca/24

Nella triste era del bunga-bunga, Gommalacca prova ad addolcire l’agonia politica segnalando al paese quattro giovani cantautrici brave-brave. La prima si chiama Jessica Lea Mayfield. Di lei già dicono che sia una versione femminile di Neil Young. Due anni fa, la Mayfield era uscita con un bel disco, With Blasphemy So Heartfelt, che aveva fatto [...] Continua...

Gommalacca/23

L’elezione di Barack Obama era scritta nel destino di un paese formidabile come gli Stati Uniti. Due anni e mezzo fa, l’allora senatore dell’Illinois tenne a Portland, in Oregon, il suo primo grande comizio politico con un numero di partecipanti da concerto rock. Settantacinquemila persone. Wow. L’America capì che Obama faceva sul serio, che il [...] Continua...

Jonsi goes acoustic

Il leader dei Sigur Ros, ma forse è Tin-Tin, suona Go Do acustica al negozio di dischi Origami.

Gommalacca/22

L’indimenticato Pietro Taricone, in una delle sue fulminanti apparizioni televisive del 2000, aveva parodiato una canzone napoletana neomelodica che ai tempi andava molto forte tra la mala. La canzore era Nu latitante di Tommy Riccio. Non era un rap partenopeo, ma un malinconico inno alla dura, triste e solitaria vita del contumace: «Nu latitante, nun tene [...] Continua...

Gommalacca/21

Barack Obama ha raccontato che Bob Dylan, alla fine di una breve esibizione alla Casa Bianca, è sceso dal palco, gli ha fatto un cenno con la testa, gli ha stretto scetticamente la mano e non ha voluto farsi fotografare. «Lo adoro per questo: è esattamente come te lo aspetti», ha detto il presidente. Se qualcuno [...] Continua...

Gommalacca/20

Everett True è un apprezzato critico musicale inglese. Sul suo blog ha pubblicato 50 consigli per aspiranti critici musicali. I suggerimenti andrebbero riportati tutti per intero, parolacce comprese, ma in ottemperanza al consiglio numero 2 («duemila battute vanno bene, quattromila non si possono leggere»), Gommalacca ne riporta soltanto una selezione: «Mai scusarsi di avere un’opinione; [...] Continua...

Il nuovo vecchio disco di Bob Dylan in anteprima

The Witmark Demos (1962-64), il volume 9 delle Bootleg Series, in streaming audio fino al 19 ottibre

Gommalacca/19

Questo è l’anno delle cover. La tendenza di omaggiare in modo sistematico le canzoni di qualcun altro è iniziata con Peter Gabriel. Poi c’è stata Bettye LaVette. Forse è mancanza di nuove idee, magari soltanto doveroso omaggio ai padri della patria rock. In alcuni casi, il risultato è formidabile. Peter Gabriel è uscito con Scratch [...] Continua...

Gommalacca/18

Qual è l’assolo di chitarra più bello della storia del rock? Quello dei Lynyrd Skynyrd in Freebird? O dei Led Zeppelin in Stairway to Heaven? Oppure i Pink Floyd in Comfortably Numb, i Dire Straits in Sultans of Swing, gli Eagles in Hotel California, i Police in So lonely? Magari un brano a caso di [...] Continua...

No Bob opportunity

Ecco come Barack Obama racconta su Rolling Stone l'incontro con Bob Dylan alla Casa Bianca:
"Here’s what I love about Dylan: He was exactly as you’d expect he would be. He wouldn’t come to the rehearsal; usually, all these guys are practicing before the set in the evening. He didn’t want to take a picture with me; usually all the talent is dying to take a picture with me and Michelle before the show, but he didn’t show up to that. He came in and played “The Times They Are A-Changin’.” A beautiful rendition. The guy is so steeped in this stuff that he can just come up with some new arrangement, and the song sounds completely different. Finishes the song, steps off the stage… comes up, shakes my hand, sort of tips his head, gives me just a little grin, and then leaves… That was our only interaction with him. And I thought: That’s how you want Bob Dylan, right? You don’t want him to be all cheesin’ and grinnin’ with you. You want him to be a little skeptical about the whole enterprise".

Il disco di Sufjan Stevens

Qui, per qualche giorno, lo si può ascoltare in anteprima. Esce il 12 ottobre, è il Kid A di Sufjan Stevens

Gommalacca/17

Sì, d’accordo. Ci sono gli Abba e gli Europe. I Cardigans e i Roxette. Qualcuno magari sa anche che il cantautore indie José González è più svedese che argentino. Ci sono formidabili jazzisti, in Svezia. Il pianista Bobo Stenson, innanzitutto. I suoi dischi in trio non possono mancare in una discoteca degna di questo nome. [...] Continua...

Le Noise

In anteprima in streaming il nuovo disco di Neil Young

Gommalacca/16

Vijay Iyer. Il nome è impronunciabile, ma è il più straordinario talento del jazz contemporaneo. Suona il pianoforte. Trentanove anni, di origini indiane, nato e cresciuto nello stato di New York. Il suo disco dell’anno scorso, Historicity, è stato uno dei belli in assoluto, forse il più bello. Ora è uscito un suo cd solistico, [...] Continua...

Angry world

Primo assaggio, molto elettrico, del nuovo disco di Neil Young.

Ancora Sufjan

Un altro brano "elettronico" dal prossimo disco di Sufjan Stevens.

<a href="http://sufjanstevens.bandcamp.com/track/too-much">Too Much by Sufjan Stevens</a>

Gommalacca/15

Tornano gli anni Settanta, ammesso che se ne siano mai andati. Il New York Times fa notare che James Taylor è in tour assieme a Carole King, che il disco inedito di Jimi Hendrix è entrato in classifica, che Roger Waters dei Pink Floyd fa il tutto esaurito con The Wall, che Elton John lotta [...] Continua...

Gommalacca/14

Le quattro parole più terrificanti da sentire in uno studio di registrazione sono quelle che ogni tanto pronuncia il batterista di una rock band: «Ho scritto una canzone». La Convenzione di Ginevra dovrebbe severamente vietare all’uomo addetto alle percussioni di scrivere canzoni e di cantarle. Abbandonare rullanti, piatti e bacchette per occupare il centro del [...] Continua...

Kid S

Sei giorni dopo l'uscita del suo nuovo e strepitoso mini ellepì, super Sufjan Stevens annuncia che il 12 ottobre esce il nuovo vero disco. Si intitola The age of adz (da leggere odds). Dall'unica canzone trasmessa qui in streaming sembra Sufjan Stevens dopo un trattamento alla Kid A dei Radiohead. Molta elettronica. Evvai. Qui per ordinarlo.
PS.
E' uno straziante capolavoro anche questo.<a href="http://sufjanstevens.bandcamp.com/track/i-walked">I Walked by Sufjan Stevens</a>

Gommalacca/13

La Gommalacca del primo agosto si chiudeva con una specie di invocazione mistica a proposito di un nuovo disco di Sufjan Stevens: «Lo aspettiamo fedeli, ma impazienti, da cinque anni». Detto, fatto. In settimana, a sorpresa, Sufjan Stevens ha pubblicato un mini ellepì dal titolo All delighted people composto da otto lunghe canzoni per sessanta [...] Continua...

Corri vecchia America, corri

La prossima volta che Time volesse dedicare una copertina al “grande romanzo americano”, come ha fatto la settimana scorsa con l’ultimo libro dello scrittore Jonathan Franzen, dovrebbe fare una semplice ricerca d’archivio e ripescare la sua cover del 27 ottobre 1975. La stessa cosa dovrebbe fare il suo concorrente Newsweek. Stessa ricerca, stessa data. Quel [...] Continua...

Gommalacca/12

Al quarto, quinto e sesto ascolto il nuovo disco degli Arcade Fire non migliora. The suburbs resta piatto, noioso, senza una canzone che rimanga in mente. Il disco però ha scalato la classifica americana degli album più venduti. All’uscita si è piazzato al primo posto. La seconda settimana è stato superato da Eminem, ma i [...] Continua...

Anarchy in the Middle East


Johnny Rotten, famoso neocon dei Sex Pistols:
«If Elvis-fucking-Costello wants to pull out of a gig in Israel because he's suddenly got this compassion for Palestinians, then good on him. But I have absolutely one rule, right? Until I see an Arab country, a Muslim country, with a democracy, I won't understand how anyone can have a problem with how they're treated».

’round midnight






E' morto Herman Leonard, il grande fotografo jazz

Gommalacca/11

Due dischi jazz, ma non solo jazz. Il primo esce il 17 agosto. Si intitola Chamber Music Society. L’autrice, musicista e cantante si chiama Esperanza Spalding. Capigliatura afro-chic, bellezza travolgente, tacchi a spillo. Origini nere da parte di padre. Gallesi, ispaniche, native american da parte di madre. Nata e cresciuta in un ghetto di Portland, [...] Continua...

Gommalacca/10

Il bravo recensore oggi avrebbe dovuto scrivere degli Arcade Fire. Sono il gruppo indie canadese che ce l’ha fatta, che è diventato un fenomeno pop da tutto esaurito, che finisce in prima pagina sul New York Times al momento del lancio di un nuovo disco. Ligio al dovere, il bravo recensore ha comprato The suburbs [...] Continua...

The Revolution Will Not Be Televised

Forse sarà iPadised, ma finché ci sarà il New Yorker la carta stampata sarà al sicuro. Il numero della settimana scorsa del New Yorker spiega, da solo, la grandezza del settimanale diretto da David Remnick. Tutti parlano del gran pezzone di George Packer sul Senato americano, e a ragione. Ma il ritratto breve di Rebecca Mead sul quel fuori di testa di Iggy Pop è fantastico. Ma vi consiglio il ritrattone di quello strafattone di Gil Scott-Heron (autore di The revolution will not be televised)

Thank you for your love

In anteprima il nuovo singolo del prossimo disco di Antony and the Johnsons. E' un EP di 5 canzoni, con cover di Bob Dylan e Beatles. In attesa del nuovo disco vero, con Bjork, in uscita il 12 ottobre.

Hey Ayatollah, leave those kids alone

Un gruppo iraniano, residente in Canada, riscrive col permesso di Roger Waters Another Brick in the wall

Gommalacca/9

Detroit è Motown, la città dei motori e della musica. Imprenditori come William Durant, Henry Ford, Walter Chrysler e Berry Gordy hanno trasformato la città fondata nel Settecento dai francesi in Motor city, la capitale delle automobili GM, Ford e Chrysler, ma anche nel centro vitale della musica soul con l’etichetta Motown. La città è [...] Continua...

The pre-concert in Central Park


Jovanotti 4 minuti prima di salire, ieri pomeriggio, sul Summerstage di Central Park

Where have you gone, Jovanotti?

Dopo Simon and Garfunkel: Jovanotti, the Concert in Central Park.
Sabato 31 luglio, ore 15, Summerstage, Central Park, New York, NY

Gommalacca/8

La canzone del sole è di Battisti-Mogol. Ma non possiamo trascurare O Sole Mio, autentico inno nazionale. Ci sono poi Raggio di sole di Francesco De Gregori, Basta ‘na jurnata ‘e sole di Pino Daniele, giù giù fino a Sole rosso e Due ragazzi nel sole dei Collage. I brani della musica pop e rock [...] Continua...

Gommalacca/7

E’ vero, «il rock and roll non morirà mai». Ma se negli anni Novanta non ci fossero stati i Radiohead a risollevarne le sorti non saremmo più così certi della profezia di Neil Young. Ok Computer, anno domini 1997, è il disco più importante dell’ultimo decennio perché ha creato il nuovo suono del rock, mescolando [...] Continua...

Gommalacca/6

Non bisognerebbe mai incontrare i propri miti. Il rischio di rimanere delusi è altissimo. Qualche giorno fa ho conosciuto David Byrne durante le Conversazioni di Capri. Sarebbe stato meglio di no. Amo i Talking Heads e il loro art rock che ha fatto da colonna sonora alla scena di downtown Manhattan a cavallo tra gli [...] Continua...

Gommalacca/5

I lettori della Domenica del Sole non credo siano tra i più attenti telespettatori del Festival di Sanremo. Peccato. Si sono persi molto, moltissimo, nell’ultima edizione. Non esagero se dico che sul palco dell’Ariston, quest’anno, si è sentita la migliore musica degli ultimi tempi. Sì, la più bella. Non fraintendete. Non sono impazzito. Non parlo [...] Continua...

I don’t remember

Prende corpo la seconda gamba del progetto di Peter Gabriel. Dopo l'uscita del disco di cover, cominciano gli autori delle canzoni da lui coverizzate a interpretare brani di Peter Gabriel. E' appena uscito, su iTunes, "I don't remember" trattata da David Byrne alla Talking Heads.

BP blues

Sulla mia rubrica Gommalacca, la domenica sul Sole, ho scritto di Neil Young e, tra le altre cose, del suo prossimo disco. Il produttore Daniel Lanois, come scrive il Post, s'è fatto parecchio male in motocicletta. Neil Young, intanto, ha annunciato che nel suo tour nelle zone del Golfo del Messico suonerà un suo vecchio brano, Vampire blues, da On the beach (1974) che praticamente parla di BP:
“Well, I’m a vampire, baby / Suckin’ blood from the Earth / Well, I’m a vampire, baby / Sell you twenty barrels worth”)

Gommalacca/4

E’ difficile trovare uno più prolifico di Neil Young. Sforna dischi a getto continuo. Nuovi, ristampe, cofanetti. Pesca dal suo gigantesco archivio e pubblica in cd, dvd, blu-ray qualsiasi cosa abbia scritto, cantato e filmato. L’ultimo disco, “Fork in the road”, è uscito meno di un anno fa, ma non è dei suoi migliori. Anzi, [...] Continua...

Gruppo di cavalli

I Band of horses avevano fatto un paio d'anni fa un bellissimo disco, Cease to Begin’s, secondo me non confermato con il cd successivo. Qui, su un taxi nero di Londra, cantano una versione unplugged di una delle loro canzoni più belle, Ode to LRC.

Gommalacca/3

Dammi tre parole – cuore, sole e amore – ed è fatta. No, non è fatta. Magari fosse così facile scrivere una canzone d’amore. «Non esistono leggi d’amore», cantava Marco Ferradini, ma in realtà non esiste nemmeno una ricetta per costruire una canzone d’amore. «Basta essere quello che sei», diceva il poeta di Teorema. Solo [...] Continua...

Radiohead con ukulele

Amanda Palmer Plays the Popular hits of Radiohead on Her Magical Ukulele è il titolo dell'album di cover dei Radihoead. Ascoltatela qui in streaming, oppure pagando 40 cents per Idioteque

Gommalacca/2

La rubrica di musica sulla Domenica del Sole 24 Ore Continua...

Bitches brew


In occasione del quarantennale di Bitches brew di Miles Davis, un birrificio americano ha prodotto una birra scura e forte. La Sony, non contenta di aver appena fatto un mega cofanetto con circa 70 cd di Miles, il 31 agosto mette sul mercato il convenientissimo cofanetto dei cofanetti deluxe al costo di 1,999.99 dollari.

Gommalacca/1

La colonna sonora del movimento americano dei diritti civili, più del folk e delle canzoni di protesta, era la musica soul di Sam Cooke e di Marvin Gaye. Le loro canzoni, da «Change is gonna come» a «What’s going on», sono state uno strumento di integrazione sociale e culturale nel profondo sud. Il fenomeno soul [...] Continua...

Niliang

Neil Young è ancora capace di scrivere belle canzoni di Niliang. Le ha presentate nel suo tour solitistico a Washington, forse faranno parte del nuovo disco prodotto da Daniel Lanois

Tom Jones canta Bob Dylan


Il 7 giugno esce in America un disco di Tom Jones (sì, è vivo e lotta insieme a noi) che somiglia alle produzioni di Rick Rubin degli ultimi dischi di Johnny Cash. Il disco si intitola Praise & Blame. La bellissima cover di Dylan è "What good am I" (da Oh Mercy). Qui si può sentire e scaricare.

Video killed the radio star, 2010

 

Non conosco Anaïs Croze, però la sua versione con gli archi di Video killed the radio star (qui il video originale per voi pischelli) è fresca e bella

Jarrett/Haden


A giorni esce un disco di Keith Jarrett e Charlie Haden. Si intitola Jasmine. Registrato a casa di Jarrett, nel 2007. Melodia allo stato puro. Non c'è da aggiungere altro.

La Grande Mela di Odessa

Reunion degli Area più Mauro Pagani a New York

Shock le bourgeois

Ho trovato sul blog Casa Codiglio due documenti straordinari.
Il primo è il video (diviso in due parti) che Peter Gabriel in versione extra terrestre realizzò con Carlo Massarini di Mister Fantasy sulla sua esperienza a Sanremo 1983.
Nella prima parte c'è PG che attonito ascolta le improbabili canzoni e si aggira per il circo sanremese. Nella seconda c'è la sua famosa Shock the monkey con volo sul pubblico appeso a una liana e rientro di schiena contro il monitor di scena.
Il secondo documento è l'incredibile esibizione di tal Sibilla di una canzone scritta da Battiato il cui ritornello faceva "Uru belev sameach"

Baustelle a Milano


Stasera ci sono i Baustelle a Milano e nel weekend scorso (a parte vedere Cella 211 e cantare Grazie Roma) non ho fatto altro che sentire il loro nuovo disco, I mistici dell'Occidente.
Al primo ascolto mi aveva deluso, parecchio. Poi tutti mi hanno detto di ascoltarlo con più attenzione e in effetti avevano ragione loro. E' molto bello, è molto suonato, ben prodotto (dall'uomo dei Rem) e non ha paragoni con nessun altro disco italiano di questi tempi. Ci sono un paio di canzoni simil Rem: San Francesco (del periodo di Reveal) e La canzone della rivoluzione (del periodo di Fables of the Reconstruction, con tocchi dei fratelli Righeira). Il primo pezzo, Indaco, pare una cover baustelliana dei Pink Floyd (peccato solo il finale con il flauto che avrebbe voluto essere tanto Genesis e Jethro Tull, ma pare Inti Illimani). Fantastica la title track che, come dice il Corriere, pare Fabrizo De André che suona per Sergio Leone. Le mie preferite, però, sono Il sottoscritto, Follonica e L'estate enigmistica

Jammin’ the Blues

Il mio amico Roberto Masotti, gran fotografo musicale, ieri mi ha fatto vedere un film del 1944 girato dal grande fotografo Gjon Mili nel suo studio. E' una jam session guidata da Lester Young.
Musica a parte, non è possibile superare l'eleganza estetica di queste inquadrature.

 

Due canzoni di Damien Rice

Damien Rice è l'autore di alcuni dei dischi più belli degli ultimi anni. Aspettiamo il suo nuovo disco con impazienza, anche senza la sua compagna e coautrice Lisa Hannigan.
In giro ci sono due sue nuove, stupende, canzoni, dove si fa accompagnare dalla bella Julia Dubsky.
La prima canzone è Under the tongue.

La seconda è "What if I'm wrong" unplugged e in video

Too many birds


E' uscito un live di Bill Callahan, autore di uno dei miei dischi preferiti del 2009. Si intitola Rough Travel For A Rare Thing. E' uscito soltanto in doppio ellepi e in Mp3. Registrato in Caifornia è il tour countreggiante con quattro violini che ho visto qualche mese fa al Poisson Rouge del Village.

Mehldau/2

Ho ascoltato, infine, il nuovo disco doppio di Mehldau annunciato qualche settimana fa. Di fatto è un disco di musica classica (contemporanea), non di jazz. Ed è molto bello. Complimenti.

Mehldau


Oggi esce "Highway Rider", il nuovo disco di Brad Mehldau, trio più Joshua Redman più orchestra da camera.

It’s a wonderful life

"It wasn't", leggo su Wittgenstein. Si è suicidato Mark Linkous, cioè gli Sparklehorse. Li abbiamo visti assieme, Luca e io, nel 2001 a New York. Allora scrissi che "Gli Sparklehorse intanto sono uno. Cioè il nome è di un gruppo, ma il leader, Mark Linkous, è l’unico componente fisso. "It’s a wonderful life" (Capitol compact disc) è il loro ultimo disco. Un capolavoro assoluto. Lui veste un cappellone da cowboy, e la sua musica è un pop rock di misteriosa bellezza, dilatato e gotico. Gli Sparklehorse sono gli U2 nati in Virginia, le loro melodie sono quelle che avrebbero cantato i Beatles negli anni Settanta, quelle che canterebbero oggi i Cure. Ma gli Sparklehorse sono anche un po’ Neil Young e un po’ Tom Waits. Il gioco dei paragoni è quasi sempre inutile, ma con questa musica dolce eppure nera e fragile fragile stupirete gli amici".
Poi ne abbiamo scritto a lungo, qui, qui, qui e altrove. Addio.

Mr. Fantasy


Torna in tv (Raisatextra), in versione originale e in versione nuova che mi fa già molta paura, Mr. Fantasy, il mitico programma di Carlo Massarini e Paolo Giaccio.
(grazie a Casa Codiglio)

PG


Temevo la catastrofe, dopo le ultime imbarazzanti performance di uno dei miei idoli adolescenziali. L’ultima volta che l’ho visto in concerto, a Milano, Peter Gabriel mi era sembrato Carlo Verdone in Iris Blond. I segnali di una ripresa, in effetti, c’erano. Ma quando ho saputo che avrebbe fatto un disco di cover (Paul Simon, David Bowie, Lou Reed, Arcade Fire, Radiohead, Neil Young e altri) mi è venuto un colpo e ho pensato alla catastrofe. Invece il disco, Scratch my back, è bellissimo. Non ci sono strumenti rock, ma archi e fiati. Le canzoni risultano diverse dagli originali, sembrano di PG, del PG vero, non del dj di Iris Blond.

Sigur Remo/2

Mi risulta che ne abbia scritto solo la Venegoni, sulla Stampa. In rete la cosa circola, qui Oscar ha fatto un video definitivo

Perché Sanremo è Sanremo/2

Ho ascoltato la canzone di Simone Cristicchi: be’, è davvero bella, divertente e dissacrante con quel “meno male che c’è Carla Bruni” a fare il verso (su Raiuno!) a meno male che Silvio c’è. La cosa migliore del festival, by far. Continua...

Perché Sanremo è Sanremo

Da fan di Sanremo, dico che questa è la peggiore edizione degli ultimi decenni, sia per le canzoni orrende sia per la Clerici sia per i tempi morti dello show. Mai sentita una serie di orrori come quest’anno. Continua...

Sigur Remo?!?

Ho appena acceso Raiuno e ho visto entrare Antonella Clerici, annunciata da una versione sanremese dei Sigur Ross. Possibile?

Cia, cia, ciao Sharona

E' morto Doug Fieger, il leader dei Knack e autore 31 anni fa di My Sharona (canzone presente, a sorpresa, nell'iPod di George W. Bush)

New York dreamin’


Oggi a Milano è stata una giornata simil newyorchese. Di mattina sono andato al Manzoni a vedere il più acclamato dei giovani pianisti americani Vijay Iyer (su Camillo acclamato più volte circa otto anni fa). Iyer ha presentato in prima mondiale per i gloriosi Aperitivi in concerto di Gianni Gualberto la sua ambiziosa opera Holding it down. Non male, malgrado la trita retorica pacifista.
Di sera, invece, sono andato al Blue Note a sentire uno strepitoso Joshua Redman con il suo nuovo gruppo James Farm.
Luca Sofri, esponente della vecchia Europa, è andato a vedere il concerto di Glen Hansard, folk irlandese.

Dimenticanze


Tra i dischi più belli dell’anno scorso avrei dovuto inserire anche Veckatimest dei Grizzly Bear. Un po’ me ne ero dimenticato, un po’ mi ricordavo che il primo brano mi infastidiva ogni volta che mi ripromettevo di ascoltarlo bene, visto che a New York ne parlano tutti bene. Negli ultimi giorni l’ho ascoltato moltissimo e in particolare il meraviglioso brano numero 10, While You Wait For The Others.

Ci siamo

I migliori dischi dell’anno Continua...

Ella in Hollywood


In questa famosa foto di Herman Leonard del 1948 si vede Duke Ellington sorridere felice come un bambino in prima fila, mentre ascolta Ella Fitzgerald cantare. Ho tenuto sulle labbra lo stesso sorriso ebete per tutto il giorno. Stamattina, infatti, mi è arrivata questa strepitosa registrazione inedita di Ella, live al club Crescendo tra il 1961 e il 1962, che la Verve ha appena pubblicato in quattro cd dal titolo Twelve nights in Hollywood.
"She's never been better", ha scritto il Los Angeles Times

Cariatidi’s Hall of Fame


Non ho perso un frammento, ieri sera, delle quattro ore di concerto trasmesse da Hbo. C'erano tutti, tranne sua maestà Dylan naturalmente, in questo meraviglioso carrozzone della Rock 'n roll Hall of fame. Sembrava una puntata di Anima mia, con dei settantenni che facevano la mossa e signori spelacchiati che facevano i coretti. Gli U2 con Springsteen e Mick Jagger. Stevie Wonder con chiunque. Crosby, Still, Nash & James Taylor. Paul Simon e Art Garfunkel. Lou Reed con i Metallica. Sting non mi ricordo più con chi, e così via. Nessuno, nemmeno per sbaglio, sotto i quaranta.
Tre, però, le cose di  grande livello: U2 più Springsteen più Patti Smith che cantano Because the Night (anche se  è stata più emozionante la sola Patti Smith quest'estate davanti ai faraglioni di Capri); Jeff Beck che ha fatto una fantastica versione blues di "A Day In The Life" e, soprattutto una meravigliosa versione elettrica di The ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen, una delle sue più belle canzoni di sempre, accompagnato da Tom Morello, lo straordinario chitarrista dei Rage against the machine.

Ain’t talking

Bob Dylan ha dato un’intervista, al giornale degli homeless: Continua...

Live at XX Merge

E' uscito un live dei Lambchop. E questo è il video abbastanza agitato.

Santuzzo

Non so se sia una pertubazione autoironica o cosa, ma nel nuovo disco di Carmen Consoli c'è una canzone che si intitola "Mio zio".

Avett Brothers


Deve essere l'anno dei "brothers". Dopo i Felice Brothers, che secondo me hanno fatto il miglior disco dell'anno, arrivano anche i fratelli Avett dalla Nord Carolina con questo "I and Love and You". C'è chi dice facciano un "post civil war rock", ma è più azzeccata la definizione di "blue grungegrass", insomma un blue grass un po' grunge, ma  melodicamente rockettaro. Prodotto da Rick Rubin.
(Qui il video, qui per ascoltare il disco)

Testament


Il nuovo piano solo, registrato a Parigi e Londra, di Keith Jarrett.
(qui si può ascoltare a pezzetti)

Seems almost impossible

Luca segnala l’uscita del bel disco di cover di Micah P Hinson. La storia che "sembra quasi impossibile" è questa: Tre anni fa sono stato invitato a vedere un concerto del fidanzato di una amica di una mia amica, a New York. Lui era Micah P Hinson e il concerto in effetti è stato bellissimo. Poi siamo andati a cena. Micah P Hinson dava del "sir" a chiunque, retaggio di un’antica gentilezza del sud. Poi ci siamo visti ancora e siccome la mia amica di professione fa la regista e lavora spesso con un altro mio amico produttore di documentari, tra un bicchiere di vino e l’altro, ho buttato lì: ma perché non fate un bel documentario su Micah? L’hanno fatto, girando in tournee in Spagna e a Roma, tra Ponte Sisto e Campo de’ Fiori. Micah suonava per gli amici eccetera. Senonché c’è stato un colpo di scena: si è scoperto che Micah aveva un’altra fidanzata in Texas e una volta colto in fallo ha preso i bagagli, è scomparso per sempre e quella bella canzone "Oh Silvia" naturalmente non è stata pubblicata nei dischi successivi. Seems almost impossible è il titolo di una canzone di Micah, ma anche dell’ancora più imperdibile documentario. Quando se lo comprerà qualcuno per farcelo vedere?

Due dischi

Devo a Stefano Pistolini, e alla sua ottima rubrica musicale sul Foglio, due dei dischi più belli degli ultimi mesi:

Bill Callahan, Sometimes I wish we were an eagle: immaginatevi i Lambchop.

The Felice brothers, Yonder is the clock: immaginatevi Bob Dylan and The Band

Musica, maestro


Il disco che non riesco a togliere dal lettore cd è il nuovo dei Decemberists, il gruppo di Portland, Oregon, che mescola indie-rock a folk e progressive britannico. Come il disco precedente "The crane wife", anche "The Hazards of Love" è un concept album che racconta in diciassette canzoni collegate una all'altra la storia di una donna di cui in realtà non ci frega niente. Ci frega un'altra cosa: musicalmente, questi sono i nuovi Pink Floyd, capaci anche di fare i Coldplay non fighetti.

Niliang ha sempre ragione, a prescindere. E Luca Sofri ha sempre torto quando a ogni nuovo disco di niliang scrive che non vale niente, perché signora mia un tempo sì che niliang era figo. Purtroppo, stavolta ha ragione Luca: questo "Fork in the road", anch'esso concept album sul tema delle automobili a emissione zero, è il più inutile degli ultimi suoi dischi. Certo ci sono sempre alcune belle canzoni alla niliang (Off the road e Light a candle), così tipicamente nilianghiane che pare di averle già sentite.

Culture Catch

Culture Catch, il bel sito del mio amico Dusty Wright, ha in vendita la registrazione video, audio e in tre formati possibili di un concerto di Matthew Shipp, al piano solo. Il concerto è molto bello, intimo e rilassato. Ma mi pare soprattutto ottima l'idea di un sito che organizza un'esibizione in una casa privata e poi lo vende, in accordo con l'artista, sulla rete.
A proposito, stasera Dusty è in concerto al Lakesound Lounge.

Nashville, Tennessee


Il disco degli Steeldrivers era nella cinquina, ma non ha vinto il Grammy, ieri sera. Però, con quello di Jamey Johnson, è il più bel disco country dell'anno scorso (io l'ho sentito soltanto nel 2009).

It’s been a long time coming


A fine dicembre, assieme a Cataldo Intrieri, ho scritto un lunghissimo articolo sulla canzone di Sam Cooke, "Change's gonna come", che quaranta e rotti anni fa ha anticipato la vittoria elettorale di Barack Obama. Ora è uscito un mini disco, con questa copertina obamiana, che contiene le canzoni più politiche di Cooke, compresa una bellissima versione di "Blowin' in the wind".
"Change's gonna come" è famosa nella versione di Otis Redding, oltre che in quella originale, ma sono meravigliose le interpretazioni di Aretha Franklin (nel suo  secondo disco) e della Band di Robbie Robertson e Rick Danko. Segnalo, però, anche l'imperdibile versione strumentale che ha fatto di recente Bill Frisell in uno dei suoi ultimi dischi, "Hystory, mistery".

Lingua acida


E' uscito a settembre, ma io l'ho comprato un paio di settimane fa. Il secondo disco di Jenny Lewis, Acid tongue, è formidabile. Alt country e Americana, ma anche Joni Mitchell, rockettaro e soul. L'avessi ascoltato prima, l'avrei certamente messo tra i migliori del 2008. Ai primi posti.

High Energy


E' morto, a settant'anni, Freddie Hubbard

Stand by me world tour

(preso da qui)

Musica 2008, maestro

Resto del mondo, italiani, jazz Continua...

Kind of cool


Questo è uno degli acquisti più inutili e quindi più belli che abbia fatto negli ultimi tempi. E' l'edizione del cinquantenario di Kind of Blue, il cosiddetto "disco perfetto" di Miles Davis (e Bill Evans) con Coltrane e gli altri. Kind of blue l'abbiamo sentito in tutte le salse, così come le alternate takes. In teoria questo cofanetto è inutile, in pratica è imperdibile. Ci sono due cd (disco originale, più gli altri pezzi), un bel vinile blu e spesso (con la copertina originale), un dvd con un documentario di making of e un concerto di quell'anno, un bel poster, una serie di memorabilia tra cui gotografie della session ben stampate e una copia delle note di copertina scritte a mano da Bill Evans, e un librone fotografico con tre saggi.

E’ morta Odetta

Viva i Coldplay


Viva la Vida dei Coldplay mi aveva deluso, tranne un paio di cose. Ma l'Ep "Prospekt March", fatto con gli scarti di Viva la Vida e appena uscito, è molto molto bello.

Una rotonda sul mare

Supertramp, The Logical Song

Una rotonda sul mare

Genesis, The Musical Box

Una rotonda sul mare

Sam and Dave live, "Hold on I'm coming"

For all I care


Non c'è bisogno che ripeta ogni volta quanto i Bad Plus siano la cosa migliore capitata al jazz da qualche decennio a questa parte, ma questo loro nuovo disco (uscito stranamente solo in Europa) lo riconferma. Stavolta c'è anche Wendy Lewis a cantare versioni stralunate e melodicamente confusionarie di brani dei Nirvana, dei Pink Floyd, dei Wilco, dei Flaming Lips e dei Bee Gees.

Dylan


Difficile ascoltare un disco più bello di questi due cd di rarità recenti di Bob Dylan. E' appena uscito il volume numero 8 della sua serie bootlegs. Si intitola "Tell Tale Signs". Quanti album ha fatto Dylan: 30 o 40? Più gli otto volumi in doppio cd di meravigliosi scarti, spesso migliori degli originali, che farebbero la fortuna di qualsiasi nuova band.

Peter Gabriel


Sarà perché ce l'ho dentro il lettore cd e non ho voglia di cambiare disco, sarà perché mi ricorda i bei tempi che furono, ma da una ventina di giorni non smetto di ascoltare il nuovo, ma in realtà vecchissimo, progetto collettivo di Peter Gabriel dal titolo "Big Blue Ball" uscito, appunti, una ventina di giorni fa. Registrato e prodotto in 15 anni, insieme con una quantità industriale di musicisti di tutto il mondo (tra cui Sinéad O’Connor, Billy Cobham, Joseph Arthur), il disco di PG è probabilmente il miglior disco di PG degli ultimi tempi. C'è tutto il PG classico degli anni 80-90, world music non ancora fastidiosa, ma anche progressive rock virato pop. Insomma è un gran bel disco.

Viva The song I didn’t write

Si intitola così la canzone di una band americana, i Creacky Boards, convinta di aver subito un furto dai Coldplay. L’attacco, in effetti, è identico. Il problema è che è uguale anche a un pezzo di Joe Satriani. I due video: Continua...

Giezz


A parte il nuovo disco di Brad Mehldau, con la meravigliosa versione di Wonderwall degli Oasis, il cd jazz che sto ascoltando di più in queste settimane è "Season of changes" di Brian Blade & The Fellowship band.

Duffy Springfield


A me questo disco retro-soul di Duffy piace moltissimo. Lei è una reincarnazione di Dusty Springfield ed è priva di tutte quelle rotture di scatole (maledizione, riabilitazione, droga, carcere) legate a quella noiosa di Amy Winehouse

Let’s stay together


Berlusconi torna al governo, Travaglio dice di nuovo cose avventate in tv, gli indossatori fanno ridere come ai bei tempi, Clinton torna a vincere e (il 27 maggio) esce un nuovo e bellissimo disco di Al Green.

Jazzman

Il direttore del New Yorker, David Remnick, scrive un lunghissimo articolo su Phil Schaap, l'uomo che sa tutto di jazz. Qui i cento migliori dischi jazz di Remnick. Qui, vintage, i miei dieci migliori.

Lo saccio io

La più interessante casa discografica do mundo non è più la Ecm, ma la Nonesuch: valgano, da sole, le recenti uscite di The Punch Brothers, Brad Mehldau, Jonny Greenwood, The Black Keys, la colonna sonora di Sweeney Todd e le prossime di T-Bone Burnett, Bill Frisell

Liste

Film
Questo non è un paese per vecchi, There will be blood, American Gangster, Two days in Paris, Sweeney Todd, The Savages, The diving bell and the butterfly, Before the devil knows you're dead, We own the night, Knocked Up.
Attori
Daniel Day Lewis (There will be blood), Philip Seymour Hoffman (Charlie Wilson's War, The Savages, Before the devil knows you're dead), Josh Brolin (Questo non è un paese per vecchi, American Gangster e in più è marito di Diane Lane).
Migliore colonna sonora originale
Jonny Greenwood, cioè i Radiohead, "There will be blood"
Dischi
Ben Harper and the Innocent Criminals "Lifeline", Joe Henry "Civilians", Betty Lavette "The Scene of the Crime", Sharon Jones & the Dap Kings "100 days, 100 nights", Mavis Staples "We'll never turn back", Viktor Krauss "II", Band of Horses "Cease to begin", Great Northern "Sleepy Eepee", Midlake "Oak and Julian", Wilco "Sky blue sky", Orgone "The killion floor".
(Lo so, per la prima volta non ho messo Neil Young in lista. Il disco è bello, ma non dei suoi migliori, anche se la canzone "Ordinary People", da sola, meriterebbe di stare in lista)
Jazz
The Bad Plus "Prog", Manu Katché "Playground", Robert Glasper "In my element", James Brown "Jazz", Floratone "Floratone"
(Poco jazz, lo so, mi sono certamente perso molte cose)
Battute dell'anno
"A questo monologo ho lavorato un anno e mezzo", Daniele Luttazzi.
"Ma non è che la trasmissione di Luttazzi è stata sospesa a causa dello sciopero degli autori televisivi americani?", letta sul blog American Beauty

“Lee Iacocca people”

Il più obsoleto verso della vecchia/nuova e splendida canzone di Neil Young "Ordinary people" (qui la perfetta ed essenziale recensione del New Yorker) dice "Lee Iacocca people", come se oggi in Italia qualcuno cantasse "la gente tipo Cesare Romiti". In ogni caso, ieri Lee Iacocca ha detto che alle primarie democratiche sosterrà Bill Richardson.

Il sito delle meraviglie

E' da un po' che non cito Wolfang's Vault, ma nelle due ultime settimane sono arrivati alcuni concerti fantastici, tra cui uno del 1978 di Peter Gabriel a New York.

La gommalacca

Il mio spacciatore di apparecchi hi-fi mi ha raccontato che mai come questo Natale ha venduto tanti giradischi, in controtendenza rispetto alle mille luci degli mp3, degli iPod, delle Playlist e del libro di Luca Sofri dedicato alla fine ideologica della forma disco. Non so se sia una vera tendenza del 2007, certo è che [...] Continua...

L’orgoglio e la rabbia di Neil Young

Non c’è guerra senza canti di protesta. Non c’è conflitto armato senza folk music. Non c’è situazione emotivamente intricata senza Neil Young, mister-sempre-la-stessa-meravigliosa-canzone (a volte in versione acustica, a volte elettrica). “Living with war” è il disco registrato a sorpresa dal cantautore mezzo canadese e tutto americano. Uscirà a giugno, ma se ne parla già [...] Continua...

America Fuck Yeah

Pubblichiamo battute e canzoni tratte dal film "Team America". Gli autori sono Trey Parker e Matt Stone, i due inventori di "South Park", libertari di destra, politicamente scorretti, dissacratori e carnefici  ha scritto ieri il Foglio  del fighettismo di sinistra che si prende sul serio. La storia di "Team America" è un trattato sulla politica [...] Continua...

Acqua Fragile

Una premessa arrogante. Se non vi piacciono i Genesis, quelli veri, cioè quelli di Peter Gabriel e con il nanetto pelato relegato giustamente alla batteria, sono affaracci vostri, non è colpa mia se avete vissuto una adolescenza difficile. Siete dunque gentilmente pregati di voltare pagina, non ho tempo da perdere e voi avrete certamente di [...] Continua...

Lotus, Elisa

Anche se a me mi non si potrebbe dire, io lo dico lo stesso: Elisa a me mi piace da morire. A dirla tutta: sono pazzo di Elisa. A me mi piace tutto di Elisa. Ok, ve lo avevo detto anche di Alanis Morissette. Verissimo. Infatti anche Alanis a me mi piace da matti, ed [...] Continua...

Blemish di David Sylvian

Quello lì che vedete sulla copertina non è Kurt Cobain. Gli somiglia ma non c’entra niente. E’ David Sylvian, il musicista più distante che ci possa essere dal leader dei Nirvana ma allo stesso tempo la via più diretta per raggiungere il nirvana dei sensi. Se la musica di Cobain era ruvida, volutamente sporca e [...] Continua...

Sinceramente non tuo

Sinceramente non tuo di EquiVoci Prendete le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi, sapete cosa? buttatele nel mare nero o nell’acqua azzurra, acqua chiara o dove l’acqua è più blu o magari dai capelli verderame. Non importa. È chiaro e trasparente il mio punto: il Lucio Battisti migliore è quello misconosciuto, quello invenduto, quello non [...] Continua...

Changing Places, Tord Gustavsen

E’ settembre, primavera verrà. Tocca al jazz. Alt, non scappate. Il jazz non è noioso. Ve ne siete già andati? Peggio per voi. Il jazz può essere molto divertente e affascinante. Mi sa che ve ne siete già andati. Siete ancora lì? Sono pronto a scommettere che se Capital fosse multimediale vi farei ricredere. Se [...] Continua...

Rock, Patria e Famiglia, il canto anticonformista di Neil Young per un mondo libero (e contro Bush)

Questo è un articolo rischioso. Provare a interpretare Neil Young (niliang). Peggio: il pensiero politico di niliang, proprio oggi che è uscito il suo nuovo disco, "Greendale". Roba da matti, ma [...] Continua...

Greendale di Neil Young

E’ il disco dell’anno. No, forse di più. E’ il disco degli ultimi due. Esagero, forse cinque anni. Ve lo dico e vi prego di credermi. Io non l’ho ancora ascoltato. Greendale di Neil Young (niliang) non è ancora uscito, lo trovate appena tornate dalle vacanze. Fidatevi, però. Sono andato a vedere niliang al Madison Square [...] Continua...

Hate, The Delgados

The Delgados. Chi diavolo sono, direte voi? Me lo chiedo anch’io. Mai sentiti nominare. Sarò ignorante, oppure ormai un anziano trentacinquenne, ma io non li conosco. Ho chiesto in giro: notizie dei Delgados? Del-che? Solo uno mi ha detto che ne aveva sentito parlare: sono bravi no? Sono bravi, sì. Ma bravi bravi. Sono scozzesi, [...] Continua...

Home, Dixie Chicks

La guerra è finita, cantate in pace. E così anche uno degli effetti collaterali della campagna militare è svanito in un battibaleno, come neanche la guardia repubblicana di Saddam. Crollato il feroce regime, speriamo che i cantanti abbiano finalmente messo giù i megafoni e portato su i microfoni. Si torna a cantare, si smette di [...] Continua...

The Dark Side of the Moon, Pink Floyd

Bella idea. Proprio una bella idea. Complimenti vivissimi. Sapete che vi dico? Sono stato un fesso a proporre un articolo su "The Dark Side of the moon". I Pink Floyd. Il loro disco più conosciuto. E ora che scrivo? Sapete già tutto, no?. D’accordo c’è la notizia. I giornali, in fondo, servono a questo. Qual [...] Continua...

Alanis Morissette

FEAST ON SCRAPS (Warner Music) Sappi che di questo articolo potrebbe non fregarti niente. Puoi evitarlo, però. Basta girare pagina. Szuaap, ed è fatta. Rimani? Guarda che fai ancora in tempo, puoi tornare da quella bella figliola che c’è in copertina. Facciamo così, il dovere lo sbrigo subito: è uscito un dvd di Alanis Morissette con [...] Continua...

Le 35 canzoni

Ecco la mia classifica. Sono 35 canzoni, quattro in più di Nick Hornby, Emmebi, Labranca, Mantellini (non male la sua). Un numero uguale a quello della lista di Luca Sofri (in realtà ne ho una in più di lui, ché quella di Barbra Streisand non vale).
Regole: non sono in ordine di importanza, ma messe a caso. Non c'è il jazz, troppo difficile (ma se Emmebi fa la lista, ci provo anch'io). C'è un solo brano per ogni cantante o gruppo (avrei messo tutto Peter Gabriel, tutti i Genesis, tutti i King Crimson, tutto Neil Young, tutti i Radiohead  specie Kid A, caro Luca Sofri). Non c'è il Triangolo di Renato Zero perché mi vergogno. Non ci sono i Deacon Blue perché li avete già messi voi. Non ci sono i Church, i Cult, i Traffic, gli Yes, Dylan, gli Spandau, i Prefab Sprout, gli Area però avrei voluto inserirli. Non c'è neanche Born to be alive di Patrick Hernandez né Ramaya cuccuccu Ramaya di Afric Simone.

1) Dancing with the moonlight knight dei Genesis
2) Tomorrow degli U2
3) If dei Pink Floyd
4) W l'Italia di Francesco De Gregori
5) Paranoid Android dei Radiohead
6) Paint it black dei Rolling Stones
7) Nowhere man dei Beatles
8) Una qualsiasi dei Sigur Ros
9) Rio dei Duran Duran
10) Can't Get There From Here dei Rem
11) Girlfriend in a coma degli Smiths
12) Lady don't mind dei Talking Heads
13) Wave di David Sylvian
14) Heroes David Bowie
15) Perfect Day di Lou Reed
16) Comes a time di Neil Young
17) No Self Control di Peter Gabriel (e un po' anche Self Control di Raf)
18) Bobby Jean di Bruce Springsteen
19 Come sail away degli Styx
20) It's a wonderful life degli Sparklehorse
21) Dum Dum Girl dei Talk Talk
22) In France They Kiss on Main Street di Joni Mitchell
23) Epitaph dei King Crimson
24) Manchester da Hair
25) The Logical Song dei Supertramp
26) Someone, Somewhere in Summertime dei Simple Minds
27) Be my number two di Joe Jackson
28) Vienna degli Ultravox
29) Lavender dei Marillon
30) In between days dei Cure
31) So Lonely Police
32) Timida Molto Audace di Lucio Battisti/Pasquale Panella
33) Water of Love dei Dire Straits
34) New Frontier di Donald fagen
35) Photos of Ghost della Pfm

(), Sigur Ros

Luca Sofri mi ha detto di lasciar perdere. <Non ci provare>, mi ha suggerito. E’ assolutamente inutile spiegare come siano questi Sigur Ros, è tempo sprecato stare lì a fare il solito gioco dei paragoni, somigliano a questi, sono influenzati da quegli altri: non serve a niente. Sono i Sigur Ros e basta. Una cosa [...] Continua...

Jerusalem, Steve Earle

Se avete comprato <The Rising> di Bruce Springsteen e siete rimasti delusi perché vi è sembrato completamente diverso da come ve lo avevano raccontato, questo disco di Steve Earle fa per voi. Earle è un Boss minore, però più incazzato, più tosto, più proletario, più rivoluzionario. Ma non è questo il punto. "Jerusalem" è il [...] Continua...

A rush of blood to the head, Coldplay

Il nuovo disco, il secondo, dei Coldplay è ok, ma si meriterebbe soltanto un paio di righe se non ci fossero da stabilire le regole del "Secondo Disco Ideale". Le regole ve le dico dopo, se non mi perdo prima. Intanto le due righe. A Rush of Blood to the Head non è un capolavoro, [...] Continua...

Long walk home, Peter Gabriel

Questa è una confessione. No, di più. Non so neanche che cosa sia, in realtà. Diciamo che è un articolo difficile. Mettiamola così: il mio mito è sempre stato Peter Gabriel. Lui, Peter Gabriel. Gli altri sono sempre venuti dopo. La prendo alla lontana, lo so. Ma non posso fare altrimenti, è una questione delicata. [...] Continua...

September songs

September songs Le canzoni ispirate all’11 settembre IL FOGLIO, 27 agosto 2002 D’accordo, c’è Bruce Springsteen. Ma non è l’unico cantante ad aver scritto testi ispirati all’11 settembre. Springsteen, a differenza degli altri, ha dedicato un’opera completa al sentimento ferito dei suoi compatrioti, ma il primo a cimentarsi con "l’indicibile cantabile" è stato Paul McCartney. L’ex Beatles era [...] Continua...

Heathen, David Bowie

A voler essere cattivi si potrebbe cominciare dalle parole. E dire: un disco che inizia con la frase <For in truth, it’s the beginning of nothing>, <per la verità, questo è l’inizio di niente>, non promette bene. I testi di Heathen, cioè del nuovo disco di David Bowie, confermano la premessa, e certo non si [...] Continua...

Neil Young l’ha fatto apposta

La mia versione è questa. Neil Young lo ha fatto apposta. Ha scritto una brutta canzone, per scelta. Non c’è altra spiegazione. "Let’s roll" non è piaciuta a nessuno. "Let’s Roll" è la canzone che ha scritto per i passeggeri di quel volo 93 che l’11 settembre si schiantò su un campo della Pennsylvania anziché [...] Continua...

Recensioni rock

ELISA – Asile’s world (Sugar) La prima volta è stato difficile. E infatti non c’è riuscito. Codardia. La seconda, preso il coraggio in mano, l’appassionato di musica è entrato in negozio. E guardandosi le spalle e con circospezione ha chiesto il disco. Sperando che nessuno lo riconoscesse. Non aveva mai comprato un disco sanremese. Questa è [...] Continua...

I 20 dischi che vi siete persi nel 2001

Ci sono dischi che non entrano in classifica, ci sono canzoni che le radio non trasmettono, ci sono album che vendono niente, ci sono cd che è come se fossero usciti mai. Sono dischi di cui non si sente mai parlare. Un po’ anche per colpa loro: i nomi sono difficili, i titoli impronunciabili, il [...] Continua...

Quartetto

Dovrei parlarvi di Ron, Pino, Fra’ & Fiorella, i nostri Crosby, Still, Nash & Young (scherzo) ma, qui, seduto davanti alla tastiera, con il loro doppio cd sparato a tutto volume, mi viene di parlare d’altro. In realtà non potrei. Mi sono impegnato con Capital a scrivere di R, P, F & F. Il "quartetto", [...] Continua...

NOTA LA NOTA STONATA. Dopo l’11 settembre le rock star anglosassoni mettono da parte l’ideologia e cantano in memoria per le vittime del WTC. Gli italiani tacciono

I will fight for the right to live in freedom, combatterò per il diritto di vivere in un paese libero. Questo è il ritornello semplice (ed efficace) della nuova canzone, bella, di Paul McCartney, scritta il giorno successivo alle stragi di New York e Washington e cantata il 20 ottobre al Madison Square Garden, proprio [...] Continua...

Berio

LUCIANO BERIO – Voci – Kim Kashkashian, viola; Robyn Schulkowsky, percussioni. Radio Symphonieorchester Wien, condotta da Dennis Russell Davies. (Ecm new series) Kim Kashkashian suona la viola su una partitura di Luciano Berio ispirata a melodie folk siciliane. La composizione (32 minuti) è affiancata da cinque originali canzoni popolari siciliane registrate con mezzi di fortuna negli [...] Continua...

I dieci migliori dischi jazz

Questa non è una classifica, il jazz non va mai in classifica. Questa non è una top ten, il jazz non si è mai posto il problema di arrivare alla top ten, né ci arriverà mai. Questo è un elenco di compact disc e punto. Non sono i dieci dischi che ogni amante della buona [...] Continua...

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