Tutto, ma proprio tutto, canzone per canzone, del nuovo e ardimentoso tentativo di Steve Hackett di rivisitare alcune delle più belle canzoni dei Genesis. In questo volume 2 in doppio cd, aggiunge qualche parte, cambia un paio di attacchi (compreso, oltraggio, Dancing with the moonlit Knight), sceglie una decina di cantanti, tra cui una donna, ma davvero non si capisce perché. Brani meravigliosi, suonati benissimo, voci non sempre all'altezza di PG (ma non lo era nemmeno PC). Felicità, ma viene subito voglia di sentire gli originali. Forse era questo l'intento. Riuscite bene The Lamia cantata da Nik Kershaw (ma era già tra le mie favorite) e Ripples cantata un po' country da Amanda Lehmann (tutti sono meglio PC). Peggior cantante Nad Sylvan, ah e poi c'è anche il figlio di PC
Un paio di settimane fa è uscito il nuovo disco di Francesco De Gregori, Sulla strada, anticipato dal brano omonimo, molto bello e quasi un classico della più recente fase musicale degregoriana. Qualche giorno fa è uscito in dvd un film documentario su e con De Gregori diretto da Stefano Pistolini dal titolo Finestre Rotte, [...] Continua...
Duncan Sheik è mio coetaneo. Nei tanto deprecati anni Ottanta è diventato maggiorenne, ventenne, adulto. Cantautore di culto nato nel New Jersey, più di dieci anni fa ha registrato un paio di dischi formidabili, anche se per pochi intimi, e poi si è dedicato con grande successo a scrivere musical per Broadway e colonne sonore [...] Continua...
Quando è uscito, a inizio maggio, il disco non è stato recensito da nessun grande quotidiano inglese, nonostante lì le segnalazioni musicali siano le più formidabili del globo. Loro sono gli Alt-J, un gruppo nato nel 2007 nel campus dell’Università di Leeds e col tempo trasferitosi a Cambridge, sempre in Inghilterra. Eppure qualche giorno fa [...] Continua...
Le schitarrate psichedeliche di Driftin’ back. L’epica semplicità del verso «and every mornin’ comes the sun» di Ramada Inn. Il falsetto con cui pronuncia «Ontario» in Born in Ontario. Il coro con cui inizia She’s always dancing. Le diverse tonalità usate per ripetere «she has the fire». Ciascuno di questi momenti provoca gioia immensa e [...] Continua...
Il mondo è un posto migliore. Martedì prossimo escono cinquantotto (58) nuove canzoni di Sufjan Stevens raccolte in un cofanetto di 5 cd intitolato Silver & Gold. Sono canzoni di Natale scritte da Stevens per amici e familiari, assieme a canti tradizionali travolti dal frullatore di suoni di uno dei più formidabili geni musicali degli [...] Continua...
Nashville, la città della musica country. Nashville, il capolavoro di Robert Altman del 1975, con premio Oscar a Keith Corradine per la migliore canzone originale: I’m easy. Ora c’è un’altra Nashville. Una serie televisiva, tra le migliori di quest’anno, costruita intorno alla musica. In onda su Abc, e non ancora in Italia, Nashville è giunta [...] Continua...
C’è qualcosa di speciale in Donald Fagen. Già leader degli Steely Dan, il gruppo che negli anni Settanta ha coniugato il groove dei Sessanta con la modernità degli Ottanta, e per questo amatissimi dalla critica, Fagen è uno di quei musicisti che scrive canzoni riconoscibili alla prima nota. Non puoi sbagliare. L’atmosfera rarefatta, la voce [...] Continua...
Non ci sono soltanto Bob Dylan e i Rolling Stones a festeggiare i cinquant’anni di attività artistica e discografica. C’è anche Bettye Lavette, formidabile cantante soul e Rhythm & Blues del Michigan. Una forza della natura, soprattutto dal vivo.
A differenza dei Rolling Stones, Bettye Lavette oggi è nel suo prime time musicale (Dylan lo [...] Continua...
Se sei figlio di James Taylor e di Carly Simon dovresti fare l’idraulico, il commercialista, l’operatore sanitario, il pizzaiolo, anche il giornalista, certo non il cantautore. Ben Taylor, secondogenito di due giganti della canzone americana degli anni 70, invece si è dato alla musica. Non a una musica a caso, ma proprio a quella country [...] Continua...
Il disco della settimana è Babel dei Mumford & Sons. Segue critica garbata. I Mumford & Sons sono i Coldplay dell’indie folk, gli Arcade Fire da fienile di campagna britannica, una via di mezzo tra un gruppo eccezionale e una band insopportabilmente melensa. Irresistibili e fastidiosi. Geniali e ciarlatani. «Ragazzi carini con il mandolino», li [...] Continua...
Ci sono dischi che valgono il prezzo dell’acquisto, o del download, anche solo per un brano. Where do you start, ultima incisione per Nonesuch del prolifico trio jazz di Brad Mehldau, è uno di questi. Il brano numero due è Holland, una delle più belle canzoni di Sufjan Stevens tratta da Greetings from Michigan. La [...] Continua...
La creatività di Bob Dylan andrebbe studiata alla Nasa, al MIT, al Politecnico di Milano. Nessun musicista della sua generazione e non solo, con l’eccezione saltuaria di Neil Young, è ancora in grado di sfornare album meravigliosi come Sua Bobbità. Cinquant’anni fa ha avuto la fase folk, ai tempi in cui non si poteva scrivere [...] Continua...
La prossima è la settimana di Bob Dylan e dell’uscita del suo trentacinquesimo disco in studio: Tempest (si può già ascoltare online). Ma prima c’è da segnalare un disco intimo e delizioso, tra i più belli degli ultimi tempi. Si intitola I was a cat from a book. L’autore è James Yorkston, cantautore scozzese [...] Continua...
Ci saranno due imperdibili documentari musicali al Festival di Venezia (full disclosure: in entrambi i casi sono colpevole di concorso esterno). La storia del primo è meravigliosa. Il Premio Oscar Jonathan Demme (Il Silenzio degli innocenti), regista di documentari che hanno fatto la storia del rock da Stop Making Sense con i Talking Heads ad [...] Continua...
Ci sono due Jovanotti, forse molti di più. Ma diciamo che ce ne sono due principali: il Jovanotti che è riuscito a elevare l’un-due-tre casino delle origini a mega spettacolo super professionale da far invidia ai concertoni dei Rolling Stones e il Lorenzo Cherubini in versione cantautore capace di far sognare, abbracciare e innamorare come [...] Continua...
Oggi si segnala, con parecchio entusiasmo, un pastore presbiteriano hipster, un cristianista molto cool, un predicatore che diffonde la parola di Dio e il verbo di David Foster Wallace con pantaloni a vita alta, t-shirt vintage e coppola alla moda.
Si chiama Vito Aiuto, pastore della Resurrection Presbyterian Church di Brooklyn, per la precisione di [...] Continua...
Lions & Lambs ha due difetti: è un mini album di sei canzoni ed esce a nome dei Communist Daughter. Fosse un disco completo sarebbe certamente tra i migliori del l’anno. Avesse un nome di band più presentabile sarebbe più credibile («Hai sentito l’ultimo di Figlia comunista?»), anche se almeno qui il surreale “manifesto antineoliberista” [...] Continua...
Rodriguez. Sixto Diaz Rodriguez. Meglio sconosciuto come Rodriguez e basta. Ignoto come Sugar man, dal titolo del suo primo brano pubblicato nel 1970. I giornali anglosassoni sono pieni di Rodriguez a proposito di un film che un documentarista svedese Malik Bendjelloul gli ha appena dedicato: Searching for Sugar Man, vincitore di un paio di premi [...] Continua...
Gli Sparklehorse della Conca d’Oro, il Bon Iver della Favorita, il Bonnie “Prince” Billy del Monte Pellegrino. Un alt country al profumo di zagara. Siamo a Palermo, picciotti, provincia di Nashville. Loro si chiamano Herself, ma come gli Sparklehorse sono una sola persona, in realtà un himself: il signor Gioele Valenti. Il disco si chiama [...] Continua...
Un tempo erano i grandi vecchi del rock a lanciare le giovani promesse. Ora succede il contrario, ammesso che esista ancora un mercato discografico. Capita sempre più di frequente che le antiche, polverose e dimenticate glorie del passato escano dall’oblio grazie a giovani ma già affermati e influenti musicisti. Tutto è cominciato quando il produttore [...] Continua...
Meraviglie di Spotify, quell’abbonamento a tutta o quasi la musica del mondo che purtroppo in Italia non è ancora attivo (e non si capisce perché la gente si appassioni così tanto per esempio agli esodati e invece non scenda in piazza per ottenere questo elementare diritto garantito in ogni paese civile). C’è una versione gratuita [...] Continua...
Sono mesi che ascolto il primo disco di una band di Athens, Alabama, senza decidermi a scriverne. Athens, Alabama. Non sarà Athens, Georgia, hometown dei REM, ma è pur sempre il profondissimo sud degli Stati Uniti dove storicamente si incrociano modernità musicali e suoni della tradizione. Avevo sentito parlare di questi Alabama Shakes in un [...] Continua...
C’è un nuovo disco dei Beach Boys. C’è un nuovo disco di Neil Young. C’è un nuovo disco di Patti Smith. I Beach Boys, davvero, non riesco ad ascoltarli, specie dopo quella volta che li vidi suonare live in una spiaggia caraibica artificiale a Henderson, nel mezzo del deserto del Nevada. Ogni volta che si [...] Continua...
Nel nuovo disco dei Sigur Ros non succede niente, ma niente niente. Il formidabile gruppo islandese non aveva mai registrato un album così monocorde, monotono, inutile. Una musica dichiaratamente d’ambiente, di quelle che una volta si definivano da ascensore, o come rivendica orgogliosamente il loro bassista (sapevate che i Sigur Ros hanno un bassista?) capace [...] Continua...
Barack Obama su Bob Dylan, oggi alla cerimonia di consegna della Medal of Freedom:
"Bob Dylan started out singing other people’s songs. But, as he says, “There came a point where I had to write what I wanted to say, because what I wanted to say, nobody else was writing.” So born in Hibbing, Minnesota -- a town, he says, where “you couldn’t be a rebel -- it was too cold” -- (laughter) -- Bob moved to New York at age 19. By the time he was 23, Bob’s voice, with its weight, its unique, gravelly power was redefining not just what music sounded like, but the message it carried and how it made people feel. Today, everybody from Bruce Springsteen to U2 owes Bob a debt of gratitude. There is not a bigger giant in the history of American music. All these years later, he’s still chasing that sound, still searching for a little bit of truth. And I have to say that I am a really big fan. (Laughter.)"
John Mayer è un tipo complicato. Musicalmente è nato in ambiente pop, ma con Born and Raised, prodotto da Dan Was, accompagnato da Graham Nash e David Crosby e con copiosi riferimenti a Neil Young, a Joni Michell e alla leggendaria stagione losangeliana di Laurel Canyon, ha consolidato il posizionamento nel country blues di [...] Continua...
In attesa di un nuovo disco di Sufjan Stevens, eroe indie-folk di questa colonna, siamo andati alla ricerca di epigoni del grande e romantico frullatore di suoni del Michigan ora di stanza a Brooklyn.
Ne abbiamo trovati due. Mike Hadreas, nome d’arte Perfume Genius, e Gabriel Levine, leader dei Gabriel & The Hounds. Sono diversi [...] Continua...
Nell’anno in cui Bruce Springsteen, Leonard Cohen e Neil Young hanno pubblicato o stanno per uscire con un nuovo e celebrato album si sentiva la mancanza del Grande Vecchio: Sua Bobbità Dylan. A colmare la lacuna ci ha pensato Amnesty International, meritoria associazione in difesa dei diritti umani, con un disco quadruplo di cover dylaniane [...] Continua...
Altro che talent show, nell’ultimo decennio le case discografiche si sono specializzate nel creare i «talenti sprecati show». Un modo, per la verità molto remunerativo, di rovinare il futuro artistico di ragazzi promettenti, anzi soprattutto di ragazze promettenti e anche molto carine. Gli esempi sono più d’uno: da Diana Krall a Corinne Bailey Rae. Brave, [...] Continua...
Questa è la settimana di Jack White, l’anima dei White Stripes e dei meno fortunati Dead Weather. Uno che ama dire di avere tre padri, il papà biologico, Dio e naturalmente Bob Dylan. Nato John Anthony Gillis, una vaga somiglianza con Johnny Depp vestito da Robert Smith dei Cure, Jack White è l’unica vera stella [...] Continua...
Non ho ancora visto il film di Lucio Pellegrini intitolato È nata una star?, con Rocco Papaleo e Luciana Littizzetto e tratto dal romanzo di Nick Hornby. Gente di cui mi fido non ne è uscita entusiasta, ma mi è piaciuto troppo il film precedente di Pellegrini, Figli delle stelle, per dargliela facilmente vinta. Figli [...] Continua...
Si chiama La torre della canzone, è la nuova rubrica musicale di Leonardo Colombati per IL. Ogni numero, il retroscena di una canzone. Questo mese Chuck E. is in love di Richie Lee Jones (1979)
C’è da ringraziare Dan Auerbach, uno dei due fenomenali Black Keys, per averci finalmente consentito di accogliere nella nostra discoteca un album di Dr. John. Tutti gli appassionati di musica sanno che esiste un certo Dr. John from New Orleans, sciamanico sacerdote del rhythm and blues in salsa cajun, il cui vero nome è Mac [...] Continua...
Uno che è figlio di Steve Earle ed è stato chiamato Townes in onore del mito della musica country alternativa Townes Van Zandt non dovrebbe cimentarsi con l’arte delle canzoni, tantomeno del genere cosiddetto “folk delle radici”. La pena per lo sventurato non può che essere un complesso edipico difficile da nascondere. Justin Townes Earle [...] Continua...
Nell’agosto di due anni fa, su queste colonne si è parlato di Esperanza Spalding, contrabassista jazz allora venticinquenne. Capigliatura afro-chic, bellezza travolgente, tacchi a spillo. Origini nere da parte di padre. Gallesi, ispaniche, native american da parte di madre. Esperanza Spalding aveva già suonato due volte alla Casa Bianca e Obama se l’era portata anche [...] Continua...
La prima cosa che viene in mente è che Anaïs Mitchell è la versione femminile di Sufjan Stevens, uno degli eroi di queste colonne. Ma il paragone non è quello giusto. Young Man in America di Anaïs Mitchell è la versione americana di Let England Shake di PJ Harvey, nonostante i suoni inconfondibilmente british (o [...] Continua...
Il 5 giugno esce il nuovo disco di Neil Young con i Crazy Horse, assieme dopo nove anni. Si intitola Americana e sarà la versione combattiva, ma tradizionale, di Neil.
Se Wrecking Ball di Bruce Springsteen vi è sembrato un album di denuncia, uno statement politico e sociale di un grande artista arrabbiato, ma col capriccio di rispolverare l’antica tradizione delle canzoni di protesta in modo da catturare al meglio lo spirito del tempo, allora dovreste correre ad ascoltare Agnostic Hymns & Stoner Fables di [...] Continua...
Ogni volta che ascolti una canzone di Bruce Springsteen non sai mai se uscire di casa a sventolare una bandiera americana oppure se cercare i cerini per appiccarle fuoco. In fondo sta qui la grandezza del Boss from New Jersey. Springsteen è la quintessenza dell’America, con le solite contraddizioni e tutto il resto. Springsteen è [...] Continua...
Quando un disco inizia con «Don’t know what the fuck they talk about», non so di che cazzo stanno parlando, sussurrato da un fragile crooner di mezza età chiaramente disorientato, si intuisce subito che siamo in zona capolavoro. Tanto più se il cantante è Kurt Wagner e il gruppo si chiama Lambchop, i costoletta d’agnello, [...] Continua...
Tramp significa vagabondo, ma nella storia della musica una cosa è dire «tramp», un’altra «vagabondo». Quando in Born to run Bruce Springsteen canta «tramps like us, baby, we were born to run» c’è il desiderio di fuga, la voglia di riscatto, la corsa verso l’ignoto che, per quanto oscuro, consentirà comunque di scoprire il mondo, [...] Continua...
I Radiohead acustici, con i violini e i mandolini. Impossibile resistere. Who’s Feeling Young Now? è il nuovo disco dei Punch Brothers, la band di origine blue-grass guidata da Chris Thile, autore nel 2006 di How to grow a woman from the ground uno dei dischi più belli del 2006. Musica da camera d’altri tempi, [...] Continua...
Ci sarebbe da parlare del solito meraviglioso album di Leonard Cohen, se non fosse che ne hanno già parlato tutti e che non se può che parlare bene. Old ideas, si intitola. L’atto di resa di un «lazy bastard living in a suit», come sussurra il cantante settantasettenne di Montreal nel primo brano dell’album-epilogo di [...] Continua...
Sul mio iTunes ci sono 7 versioni di Summertime, l’aria simbolo di Porgy and Bess, la celeberrima american folk opera di George Gershwin che racconta la vita anni 30 degli afroamericani a Charleston, in South Carolina. Ci sono gli immancabili 11 minuti di John Coltrane, la classicissima interpretazione di Billie Holiday, una versione di Sam [...] Continua...
Patti Smith si è messa a piangere quando le ha ascoltate cantare un’incredibile versione della sua Dancing Barefoot in un teatro di Stoccolma, e lo farete anche voi dopo aver cercato il titolo del brano assieme al nome del duo: First Kit Aid. Johanna e Klara Söderberg sono due sorelle svedesi, nate nel 1990 e [...] Continua...
Let England Shake di Polly Jean Harvey, detta PJ, è uscito esattamente un anno fa. Allora, Gommalacca non l’aveva ascoltato pour cause. Il valido motivo era il seguente: nei suoi venti anni di carriera, la quarantatreenne cantautrice britannica è passata dalle ballate dark al post punk al gothic rock a chissà cos’altro, producendo 7 dischi [...] Continua...
Simone Felice è il cantante, autore e batterista dei meravigliosi Felice Brothers (e uno dei due leader di The Duke & The King), a inizio aprile uscirà il suo prima disco solista intitolato Team Love con canzoni dal titolo "Courtney Love" e "Ballad of Sharon Tate". Il primo singolo si intitola "New York Times" (qui in una versione unplugged)
ll rock non è morto. C’è ancora. Grazie a two dudes from Akron, Ohio. I due compari di Akron, ora di stanza a Nashville, sono il chitarrista Dan Auerbach e il batterista Pat Carney. Si chiamano The Black Keys. Suonano rock, blues, sono una vera garage band. El Camino è il loro ottavo album, il [...] Continua...
Gentle Spirit è un disco di Crosby, Stills, Nash, ma con la chitarra di David Gilmour dei Pink Floyd. Un disco dei Grateful Dead, con il tocco pop di Jackson Browne. Una via di mezzo tra Meddle dei Pink Floyd e le scorribande dei Crazy Horse di Neil Young. Non avevo idea di chi fosse [...] Continua...
No, quest’anno non è possibile. Gommalacca non è in grado di stilare la classifica dei migliori dieci dischi del 2011. Sorry. Dobbiamo arrivare a 25, rinunciando peraltro ad album irrinunciabili e non avendo ancora ascoltato bene l’ultimo dei Black Keys. Eccoli, quindi, i 25 album dell’anno suddivisi in categorie folk rock, opere struggenti di formidabili [...] Continua...
Si avvicina la fine dell’anno. Prima di compilare il listone con i migliori dischi del 2011, ci sono da segnalare alcuni album straordinari che colpevolmente questa rubrica ha trascurato. Il primo è The Rip Tide dei Beirut, un disco tra i più belli degli ultimi tempi. I Beirut sono un ensemble di Santa Fe [...] Continua...
Letteralmente insieme. Alcuni pazzi hanno mixato Vito Ordination's Song di Sufjan Stevens con Svefn-g-englar dei Sigur Ros. Due delle più belle canzoni di due dei migliori artisti degli ultimi anni. Stre-pi-to-so.
Ecco il brano più bello, Lay & Love, tratto dalla colonna sonora di This Must Be The Place, il film di Paolo Sorrentino. Le musiche dei Pieces of shit in realtà sono di David Byrne e Will Oldham. Lay & Love è di Bonnie “Prince” Billy (cioè sempre Will Oldham), ma è cantata da Michael Brunnock. Sembra complicato, ma non lo è. Qui la cosa è spiegata meglio.
Un paio di mesi fa, il leader dei Sonic Youth Thurston Moore ha pubblicato un bellissimo disco solista, acustico e cameristico. Si intitola Demolished Thoughts e ne abbiamo parlato qui su Gommalacca. Moore ora arriva in Italia, domani a Ferrara, l'8 a Roma e il dicembre al Teatro Dal Verme di Milano. Da non perdere.
Il nuovo disco di Gabriel Kahane, segnalato tempo fa su Gommalacca, è uno dei più belli dell'anno, e ai primi posti di un'eventuale classifica dei best of 2011. Qui Kahane, ospite di NPR, tiene un piccolo concerto alla scrivania col suo nutrito gruppo
Sono passato dall’indifferenza all’insofferenza alla dipendenza da Mylo Xyloto o come diavolo si chiama il nuovo disco dei Coldplay. L’ospitata da Fiorello non c’entra. Tra l’altro non l’ho neanche vista, rosicone che non sono altro. Mi ero convinto che non mi interessasse ascoltare l’ennesimo album dei cosiddetti bedwetters, i piscialetto from UK, secondo l’infamante ma [...] Continua...
A gennaio esce un quadruplo cd di canzoni di Bob Dylan interpretate (tra gli altri da Johnny Cash e The Avett Brothers, Patti Smith, Pete Townshend, Bettye LaVette, Diana Krall, My Morning Jacket, Sting, Mark Knopfler, Elvis Costello, Jackson Browne, Joan Baez, Adele, Bryan Ferry, Carly Simon, Sinéad O'Connor, Lucinda Williams, Evan Rachel Wood (?), Marianne Faithfull, Pete Seeger e naturalmente Bob Dylan) per festeggiare i 50 anni di Amnesty International.
Il primo presidente della generazione rock, Barack Obama, ha rivitalizzato una tradizione iniziata nel 1978 da Jimmy Carter: le serate musicali alla Casa Bianca. In performance at the White House era nata come un’occasione per portare grandi musicisti classici al cospetto del presidente. Ronald Reagan ha esteso il programma al jazz e a Broadway. I [...] Continua...
Finalmente è uscito il disco di una rock star annunciata e mai sbocciata. Il New York Times di qualche giorno fa ha salutato con enfasi ed emozione la pubblicazione di Texas Guitar Legend di un tal Rocky Hill.
Ma chi diavolo è Rocky Hill?
Il giornale spiega che è un chitarrista blues morto nel 2009 [...] Continua...
Scusate, parliamo di jazz, di piano jazz. Non cambiate colonna, grazie. A novembre uscirà Rio, un nuovo concerto di improvvisazioni solistiche di Keith Jarrett registrato quest’anno nella città brasiliana. Fin dalla copertina vistosamente giallorossa che deve essere stato uno shock per gli austeri art director di Ecm e lo sarà certamente per i fan laziali [...] Continua...
Un tempo la cultura pop immaginava il futuro, ora ricorda il passato. Nel libro Retromania (Isbn, 471 pagine, Euro 26,90), Simon Reynolds sostiene che il rock ha rinunciato a spalancare le porte dell’avvenire per rifugiarsi comodamente nei revival, nelle ristampe, nei remake, nelle reunion, nelle retrospettive. Siamo diventati maniaci del retrò. Reynolds ha ragione. Le [...] Continua...
A un certo punto scatta il momento Kid A. Ogni band che si rispetti sente inesorabile il bisogno di pagare dazio al più influente disco vagamente free rock della scorsa decade, Kid A (2000) dei Radiohead. Anche gruppi come Wilco, pionieri ormai quasi ventennali del genere folk rock denominato “Americana”, non sono riusciti a farne [...] Continua...
This must be the place è una splendida canzone dei Talking Heads e il titolo del nuovo bellissimo e deliziosamente scombinato film di Paolo Sorrentino. Un film immaginifico che affronta il solito tema di tutti i film di Sorrentino, la solitudine umana, con dialoghi divertenti e profondi e una colonna sonora eccezionale. Che sia un [...] Continua...
Un altro formidabile genio, questa volta alla sua struggente opera seconda. Si chiama Gabriel Kahane, 30 anni, nato a Venice Beach ma newyorchese d’adozione, figlio del direttore della Los Angeles Chamber Orchestra Jeffrey Kahane. Il disco si intitola Where are the arms ed è tra i più belli di un anno ricco di ellepì emozionanti [...] Continua...
Sono ormai cinque anni che Damien Rice non pubblica un disco. Non che ne abbia fatti tanti, il cantautore irlandese. Solo due, esclusi i live. Secondo alcuni, Damien Rice in realtà è una bufala, uno che fa rock da Ikea, una musica fintamente raffinata, ma in realtà grossolana e a buon mercato. Ora, va bene tutto. [...] Continua...
Nel giorno della fine, ecco la prima canzone che abbia mai ascoltato dei REM. Begin the begin. Un momento che ricordo perfettamente, come quelli che si ricordano vividamente dov'erano il giorno in cui uccisero Kennedy.
Era il 1986. Io mi trovavo, più provincialmente, a Saronno (Va) con Lifes Rich Pageant appena comprato da Buscemi a scatola chiusa. Ero a casa di Piero, un amico di un amico. Rimasi senza parole.
Le canzoni dei Beatles sono le canzoni dei Beatles. Sono perfette, anche nelle loro imperfezioni. Sono organismi geneticamente immodificabili. Guai a chi le tocca, anche se non le ascoltiamo più da tempo. Sono particolarmente stucchevoli gli omaggi beatlesiani in chiave jazz o, dioliperdoni, salsa o bossa nova. Da soli giustificano la presenza del tasto skip [...] Continua...
Avendo trascorso l’estate ad ascoltare con un colpevole ritardo di ventinove anni uno dei capolavori della musica d’autore italiana, ovvero Il tuffatore di Flavio Giurato, un disco che andrebbe inserito nei programmi ministeriali della scuola dell’obbligo e anche nella manovra economica del governo come contributo di solidarietà a favore del suo geniale autore, ho deciso [...] Continua...
Con buona pace di Raf, di quegli Anni Ottanta alla fine è restato molto. Il quarantaduenne cantautore americano Duncan Sheik, noto per i suoi dischi alla Nick Drake come Phantom Moon e per i successi a Broadway con Spring Awakening, ha pubblicato Cover 80’s, una raccolta di brani del decennio più ingiustamente criticato del secolo [...] Continua...
Ormai è un mese che, su suggerimento di Lorenzo Cherubini, uso Spotify, il formidabile sito di distribuzione musicale. Ne avevo scritto su Gommalacca, pochi giorni dopo averlo provato. Confermo che è davvero notevole. Da quando sono abbonato al servizio premium (10 dollari il mese) sono sommerso di dischi nuovi da sentire e di vecchi da riascoltare. Slurp.
In natura non ci può essere niente di più diverso da Willie Nelson e i Coldplay, eppure il mitico outlaw ha registrato una versione di The scientist dei bedwetters
Uno è del 1944. L’altro è nato l’anno successivo. L’italiano ha compiuto 60 anni. Il più giovane ne ha uno di meno. Il primo è un chitarrista leggendario. Il secondo è l’architetto del southern soul degli anni 60. Il terzo è l’integerrimo alfiere dei cantautori di casa nostra. Il quarto è il miglior chitarrista [...] Continua...
Alla fine il 2011 sarà ricordato come l’anno musicale delle ragazze. Non per merito di Lady Gaga. E nemmeno a causa della morte improvvisa e annunciata di Amy Winehouse. Sul serio. Anna Calvi, Joan as Policewoman, Sarah Jarosz, Amy LaVere, Gillian Welch, Jesse Sykes. Mai come quest’anno sono state loro, queste splendide ragazze e grandi [...] Continua...
Era dai fasti di «stamo a fa’ la colla» delle Calippo girls che la società culturale italiana non si appassionava così tanto ai tormentoni dell’estate. Quest’anno sotto gli ombrelloni cari a Gommalacca è un testa a testa. Il primo è «scialla», un’espressione giovanile romana traducibile in «stai sereno, take it easy», sdoganata da Maria Laura [...] Continua...
Nella pila di cd da segnalare c’è da tempo Mission Bell di Amos Lee, vero nome Ryan Anthony Massaro, cantautore trentaquattrenne della Pennsylvania e di chiare origini paesane. Mission Bell non è un capolavoro, ma un disco piacevole e leggero: calda voce soul, arrangiamenti jazz-folk, atmosfera tipicamente americana. Un perfetto disco da Starbucks, elegante e [...] Continua...
L’Italia è una repubblica fondata sui festival jazz. Non c’è assessore comunale, provinciale o regionale che non abbia finanziato una rassegna di musica afroamericana. Non che l’amministratore in questione sia interessato all’improvvisazione, arte di cui spesso è maestro anche se non proprio nell’accezione jazzistica che vuol dire composizione istantanea. Semmai c’è che il jazz costa [...] Continua...
Concerto molto diverso rispetto a quello di tre giorni fa al San Carlo di Napoli, nonostante Keith Jarrett agli Arcimboldi di Milano non abbia cambiato divisa (pantaloni neri e camicia rossa). Il trio con Jack DeJohnette e Gary Peacock in gran forma ha suonato brani diversi rispetto al San Carlo, tranne uno o forse due. Due set e due bis come a Napoli. Ma per il resto Jarrett è stato meno Jarrett del solito, meno mossette, pochi gridolini, rari canticchiamenti ad accompagnare le sue trasvolate sulla tastiera. Un concerto più morbido e soffuso, notturno e melodico, più da Melody at Night che da grandiosità alla Koln Concert, con meno ostinati, con pochi ritmi ossessivi. L'eccezione è stata una meravigliosa versione alla Jarrett di Summertime e un'elegante improvvisazione free nel finale.
Il pubblico milanese è sembrato parecchio più intimorito da Jarrett rispetto a quello napoletano: per metà concerto non ha avuto il coraggio di applaudire alla fine degli assoli dei musicisti, poi ha cominciato a farlo timidamente e alla fine non si è prostrato in standing ovation come quello partenopeo. In sala mancavano i bodyguard neri che a Napoli, forse per un pregiudizio antropologico, erano pronti a lanciarsi come falchi contro registratori illegali o fotografi non autorizzati (e invece accanto a me, a Milano, c'era qualcuno che registrava col telefonino). Un buon concerto, anche quello di Milano. Stiamo parlando sempre di Jarrett, anche se uno spettatore si è rivolto al Maestro Franco Fayenz lamentandosi di uno scadimento di Jarrett al ruolo di pianista di piano bar. Giudizio irriguardoso, ma sul palco del San Carlo c'era un Jarrett decisamente più in palla
Gran spettacolo, grande davvero, al San Carlo di Napoli. In scena Pagliacci di Leoncavallo, in un elegante e entusiasmante e coinvolgente allestimento circense di Daniele Finzi Pasca a metà tra il Cirque du Soleil e un musical di Broadway, capace comunque di emozionare i puristi.
Momento clou dell'opera:
Nedda: "Taci, Silvio, è delirio, è follia"
Silvio: "Che addiverrà di me...della mia vita?".
In sala, e al buffett nel foyer, presenti De Magistris e quasi tutta la procura di Napoli impegnata in P4 e Calciopoli. Non è stato registrato nessun arresto né è stato assegnato alcun trofeo a Moratti.
I dischi non li compra più nessuno. Anche perché ormai il posto più agevole per acquistarli è l’autogrill. Dalla gommalacca si è passati al vinile; dal vinile ai cd; dai cd agli mp3. L’oggetto si è prima rimpicciolito, poi è scomparso. I ragazzi scaricano i file dalla rete e ascoltano su YouTube. I più rispettosi [...] Continua...
Il disco del momento è Bon Iver di Bon Iver. Dietro Bon Iver – pronuncia: bon aiver, storpiatura del francese bon hiver (buon inverno) – si nasconde Justin Vernon, trentenne cantautore del Wisconsin, un indie superstar, artista di culto e stranamente anche di buon seguito commerciale. Vernon ha pubblicato numerosi dischi sotto diversi nomi, compresa [...] Continua...
Chi sono gli U2, i Police e i Rem di oggi? Nessuno. Non ci sono. Un tempo il mondo si divideva tra ragazzi che come me amavano i Beatles e i Rolling Stones, Bob Dylan e David Bowie, i Pink Floyd e i Genesis, i Supertramp e i King Crimson, Lou Reed e Bruce Springsteen. [...] Continua...
C’è questa incomprensibile moda dell’ukulele, la piccola chitarrina hawaiana. Che perlomeno si intreccia con il costante flusso di nuove interpretazioni di canzoni dei Radiohead e di Bob Dylan. Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, ha confezionato un disco dal titolo Ukulele songs, canzoni originali e standard degli anni Venti, Trenta e Sessanta che non sarebbero [...] Continua...
Ancora in lutto per la morte di Clarence Clemons (molto bello, oggi, il ricordo di Matteo Persivale sul Corriere), Camillo posta tre meravigliosi video. I primi due mostrano Thurston Moore, di cui Gommalacca ha scritto due domeniche fa, in un’intervista-concerto unplugged registrato tra la camera da letto e la cucina. Continua...
Gli anni Ottanta non sono finiti venti giorni fa con l’elezione di Giuliano Pisapia. Sono finiti già negli anni Ottanta con la musica e soprattutto con la voce di David Sylvian, l’etereo cantante inglese che aveva guidato i Japan. I Japan erano la quintessenza della musica più sofisticata della decade da bere, la versione intellettuale [...] Continua...
A novembre dello scorso anno, su Gommalacca, scrissi dei Black Dub, la band di Daniel Lanois con Brian Blade. Chi li ha visti più volte dal vivo, come il mio amico Dusty Wright (l'ultima volta l'altro ieri, a NEw York), sostiene che siano strepitosi. Questo live in studio del brano Ring the alarm lo conferma.
You know I love you and further more
When it is time to go you got an open door
I can tell your fancy I can tell your plain
You give something up for ev'rything you gain
Since ev'ry pleasure's got an edge of pain
Pay for your ticket and don't complain
Non mi sono mai occupato dei Sonic Youth, il gruppo newyorkchese di acido hardcore punk rock (qualsiasi cosa voglia dire). Il “noise rock” non mi interessa. Troppo “noise”, rumoroso, e forse anche troppo rock. Il loro leader è Thurston Moore, chitarrista leggendario nei circoli indie americani non solo per aver guidato la “gioventù sonica”, ma [...] Continua...
Quando una band decide di intitolare una canzone Oliver Stone e poi di sospirare per tutto il brano, anche con un certo trasporto, il nome del regista americano amante dei complotti, forse è arrivato il momento di chiamare i vigili urbani. Tanto più che un altro pezzo, Cus’s Catskill Gym, è un delicato omaggio a [...] Continua...
Il rischio «boiata pazzesca» era minaccioso e incombente. Quasi inevitabile, probabilmente. Sentite qual era l’idea: un compositore italiano, Daniele Luppi, in coppia con un produttore indie di culto, Danger Mouse (noto per aver mescolato il White Album dei Beatles con la versione black che aveva realizzato il rapper Jay-Z), impegnati in un omaggio musicale alle [...] Continua...
Ogni tanto mi capita di leggere meraviglie su siti o riviste specializzate a proposito di una band di cui non so niente e di cui non avrei mai saputo nulla se non avessi dovuto documentarmi per scrivere Gommalacca. In questi casi cerco altre informazioni, magari qualche frammento di musica oppure, quando gli articoli particolarmente convincenti [...] Continua...
Il più bel nuovo-disco-inglese-degli-anni-Sessanta è uscito il 2 maggio scorso, anno domini 2011, a firma di un gruppo di poco più che ventenni di Seattle, negli Stati Uniti. Chiunque abbia amato i Fairport Convention e il loro folk psichedelico imparentato con il rock barocco dei Genesis e dei Family dovrà correre al primo negozio di [...] Continua...
Alzi la mano chi conosce la differenza tra il country e il bluegrass. Sono musiche cugine, difficilmente separabili, profondamente americane. Miscele di tradizioni diverse, bianche e nere, importate e autoctone. Mettiamola così: il country è più contaminato, il bluegrass più tradizionale; il country può essere elettrico, il bluegrass è sempre acustico; il country è più [...] Continua...
In teoria il jazz è morto da mo. Deceduto, defunto e sepolto già dalla fine degli anni Sessanta. Quel che è rimasto si dice sia noioso o inascoltabile. Polveroso o rumoroso. A volte è vero. Molti jazzisti hanno contribuito a creare questa leggenda funerea, ma il jazz è morto soltanto nella chiacchiera da salotto. Altrimenti [...] Continua...
Aspetto da tempo il nuovo disco di Damien Rice, il cantante che assieme a Sufjan Stevens è la cosa migliore capitata al rock (o come si chiama) negli ultimi dieci anni. Ogni tanto anticipa le nuove canzoni dal vivo. Una più bella dell'altra. Ora, ingrassato e con camicia, barba e chitarra da homeless, ha presentato Wild and Free, col solito testo straziante.
Ho appena scoperto, poi, che ha anche prodotto e scritto cinque della dieci canzoni del debut album dell'attrice francese Mélanie Laurent, quella di Inglorious Basterds. Qui una delle canzoni. Il disco uscirà il 2 maggio.
Un pomeriggio di 9 anni fa, a New York, ero impegnato nella mia attività preferita di sempre: perdermi tra gli scaffali di Tower Records, il rimpianto mega-store di dischi nell’Upper West Side di Manhattan. A un certo punto, quel pomeriggio del 2002, l’occhio mi è caduto su un cd di una sconosciuta band newyorchese. GIANTfingers [...] Continua...
Non vedo l'ora che arrivi il 17 maggio, quando uscirà il disco Rome, omaggio agli Spaghetti western di Danger Mouse e Daniele Luppi, con Jack White e Norah Jones
Qual è lo strumento più immediatamente associabile al jazz? Il sassofono, probabilmente. Anche il contrabbasso. La tromba, di sicuro. E allora ecco tre trombettisti, per quattro dischi. Il primo è Paolo Fresu, uno dei migliori jazzisti italiani. Forse il numero uno. Fresu è compositore, animatore di rassegne sperimentali, ora anche discografico. Contare i cd a [...] Continua...
Qualche tempo fa ho segnalato il video di Secret Window, una canzone scritta e interpretata dal mio amico Dusty Wright. Quel video ha appena vinto il premio miglior "Best Music Video" al Los Angeles Film & Script Festival. Bravo Dusty.
Due anni fa mi sono innamorato di un disco e del suo autore: Sometimes I wish we were an eagle di Bill Callahan. Avete mai ascoltato la rada dolcezza di Too many birds? Be’, fatelo. Un tempo Bill Callahan si faceva chiamare col nome del suo gruppo, Smog. Col suo vero patronimico, questo malinconico cantautore [...] Continua...
Non ha una bella voce, almeno così dicono. Eppure è una di quei timbri familiari, caldi e riconoscibili al primo secondo. L’uso della chitarra, invece, non è mai stato in discussione. Robbie Robertson è uno dei giganti del folk rock angloamericano. Dopo 13 anni di assenza è tornato con un nuovo disco: How to become [...] Continua...
My Favorite Things, le cose che piacciono a me, è uno dei classici della sterminata opera musicale della coppia Rodgers e Hammerstein, i Lennon e McCartney di Broadway. E’ anche la più famosa delle canzoni di Tutti insieme appassionatamente, in originale The Sound of Music, il musical diventato film di successo nel 1965 e vincitore [...] Continua...
Non so suonare. Non so leggere la musica. Tantomeno scriverla. Addirittura fatico a scrivere di musica perché, come diceva Frank Zappa, scrivere di musica è come ballare di architettura, un’impresa impossibile e senza senso. Senonché ho comprato l’app Garage Band per iPad, un software per musicisti che consente di registrare su più piste le proprie [...] Continua...
Cinque anni fa è uscito un disco fenomenale, Time Without Consequence. Il cantautore di cognome faceva Murdoch. No, non era parente. Alexi Murdoch era solo un ragazzo mezzo scozzese e mezzo greco. Aveva già registrato un mini-ellepi di quattro canzoni, Four Songs, di discreto successo nei circuiti indie. Ma Time Without Consequence, del 2006, era [...] Continua...
Ottomarzo duemilaundici. Questa è la prima volta che la festa delle donne si sovrappone all’indignazione popolare a difesa del corpo delle donne, ma non è detto che sia l’ultima. La competenza di questa colonna, comunque, si limita alla voce delle donne. Forse è un caso, ma in questo momento i dischi più ascoltati sono di [...] Continua...
La riproduzione casuale di iTunes è una di quelle cose per cui la vita è meravigliosa. Se hai la luna storta, manda una vecchia canzone dei Rem o di James Brown o degli Smiths. Se vorresti strozzare qualcuno, partono i Genesis e chissene del mondo esterno. Ci sono giornate che va tutto storto e il [...] Continua...
Gli eventi musicali di questa settimana sono stati tre: il Festival di Sanremo, i Grammy Awards in America, e l’uscita a sorpresa del nuovo disco dei Radiohead. Il Festival di quest’anno non avrebbe meritato nemmeno questa riga se l’attore Andy Garcia non avesse preso in giro Morandi & Co. strimpellando sul palco dell’Ariston un frammento [...] Continua...
Il 24 febbraio, ospiti di Barack e Michelle Obama, un gruppo di artisti americani celebrerà la storica etichetta del soul e del R&B. Tutto si tiene, come si diceva qui.
Gli artisti di “The Motown Sound: In Performance at the White House" sono Smokey Robinson, Natasha Bedingfield, Sheryl Crow, Jamie Foxx, Gloriana, Nick Jonas, Ledisi, John Legend, Amber Riley, Mark Salling, Seal e Jordin Sparks con Greg Phillinganes direttore musicale della serata. Il concerto si terrà alle 6.30 ore di Washington nella East Room.
Mai fidarsi delle anticipazioni. La nuova moda discografica è regalare una canzone due o tre mesi prima dell’uscita ufficiale dell’album. Non è soltanto una trovata di marketing, è una grande cosa. Ma non sempre. Spesso, infatti, l’anticipazione diventa una trappola. Il brano non è detto che sia coerente con il resto dell’album, ma a forza [...] Continua...
Il più grande cantante di soul di cui non avete mai sentito parlare si chiama Charles Bradley. Sessantadue anni, Bradley è l’ultima grande scoperta della Daptone Records di Gabriel Roth, l’etichetta discografica protagonista del mini revival di musica soul in corso negli Stati Uniti. Prima di lui i ragazzi terribili del neosoul di Brooklyn hanno [...] Continua...
La Convenzione di Ginevra dovrebbe vietare i dischi con più di 10 canzoni, ma contenere l’entusiasmo di Lorenzo Cherubini detto Jovanotti è impossibile. Viva tutto non è solo il titolo del libro scritto con Franco Bolelli, è la sua filosofia di vita. Gli piace tutto. Il nuovo disco, Ora, ha 25 canzoni, ma è di [...] Continua...
Non si può dire che gli americani non sappiano sfornare nuove band indipendenti a ripetizione. Avete mai sentito gli Avi Buffalo? Ci arriviamo. Ma, intanto, sappiate che anche noi, volendo, siamo capaci di creare gruppi indie mica male. I Green Like July sono una band nata tra Pavia e Alessandria. Il loro secondo disco, Four-legged [...] Continua...
Quanti cd di blues avete nella vostra discoteca, al netto delle colonne sonore di Roberto Ciotti dei film di Gabriele Salvatores? Pochi, vero? Il blues non si porta più, anche se in giro ci sono ottime rassegne come il Pistoia Blues Festival e il Summertime Blues Festival di Alcamo. Turning Point, il live di John [...] Continua...
Negli ultimi sei mesi Gommalacca ha citato la cantante Sharon Jones almeno un paio di volte, ma non l’aveva mai ascoltata dal vivo. Sharon Jones è la primadonna del mini revival soul in corso negli Stati Uniti ormai da qualche anno. Un fenomeno ancora di nicchia che si incrocia con la parabola politica del primo [...] Continua...
Un’università del Michigan ha inserito nella lista delle parole da non usare nel 2011 "wow factor". Eppure non c’è espressione migliore di questa, wow, per descrivere l’effetto di sbalordimento che il musical Spider-Man – Turn off the dark (Spiderman – Spegni il buio) provoca sugli spettatori del Foxwoods Theatre a Times Square, Manhattan. Fin dalla [...] Continua...
Tre giorni prima di Natale è uscito, soltanto su iTunes, un disco dei Duran Duran. Accidenti. Un colpo al cuore. Nostalgia canaglia. Ok, è vero. A un certo punto i Duran Duran sono diventati una macchietta, una caricatura, wild boys!, ma chi li ha ascoltati in real time nei primissini anni Ottanta sa che i [...] Continua...
Gran finale d'anno, per Sufjan Stevens. Qui si può scaricare il file di 18 minuti di musica per piano solo non entrata nel cd di All delighted people, ma solo nel lato D del vinile
Up on the Housetop, di Sufjan Stevens con Vesper Stamper. Qui il download. E non è la sola, circolano già le anticipazioni del volume 6 di canzoni di Natale. Qui Barcarola.
Lo so che sembro un fanatico (lo sono, in realtà), ma oggi che è Natale dovreste ascoltare il cofanetto di 5 cd di canzoni di Natale che Sufjan Stevens ha composto negli anni per le sue riunioni familiari. Le canzoni sono una più bella dell'altra. Oppure ascoltare soltanto Sister Winter, commuovendovi e buon Natale
Sufjan Stevens
The Age of Adz
Bella figura assicurata, regalando l’ultimo disco di Sufjan Stevens oppure uno qualsiasi dei suoi precedenti, anche scelto a caso. Chi lo riceve ve ne sarà grato per la vita. In caso contrario troncate l’amicizia.
Alexi Murdoch
Time without consequence
Il disco di questo giovane cantautore scozzese è uscito qualche anno fa, ma le sue [...] Continua...
Il download gratuito di Shell Games, brano di Bright Eyes che anticipa il disco in uscita il 15 febbraio 2011. Meno alt-country, più poppettino, sembrano i Cure.
Ci tocca. La lista. Dei migliori. Dischi. Dell’anno. Il primo e il secondo posto sono facili: Sufjan Stevens e Sufjan Stevens. All delighted people e The age of adz. I dischi di Stevens contengono anche le canzoni più spettacolari dell’anno: Djohariah e Impossible soul. Il disco più sopravvalutato è The suburbs degli Arcade Fire. L’occasione [...] Continua...
A David Cameron piacciono gli Smiths, formidabile gruppo anni 80. La scelta del premier inglese prova che la musica è capace di trascendere la politica, l’ideologia, la faziosità. Questo però vale più per chi la ascolta, meno per chi la fa. Cameron è conservatore. Gli Smiths si auguravano la morte di Margaret Thatcher. Malgrado ciò, [...] Continua...
Tra i segnali più evidenti dell’imminente fine del mondo c’è Lady Gaga. Stefani Joanne Angelina Germanotta detta Lady Gaga. Non ho mai ascoltato una sua canzone, almeno intenzionalmente. Non ho mai letto un articolo che la riguardasse. Non ho mai sfogliato nessuna delle tante riviste patinate internazionali che le hanno dedicato la copertina. Non c’è [...] Continua...
Gli album che questa settimana hanno consumato i solchi digitali dell’iTunes di Gommalacca sono tre. Black Dub dei Black Dub è il primo e il più bello. Il dub è la manipolazione elettronica dei suoni nata in ambito reggae negli anni Sessanta e tornata di moda nell’era dell’hip-hop. I Black dub sono la nuova band [...] Continua...
Nashville, Tennessee. Bastano queste due parole per raccontare un genere di musica, il country, a denominazione di origine controllata, anche se spesso ingiustamente liquidato come noioso, poco elegante, di rango inferiore. Non è così. Kurt Wagner, malgrado il cognome prepotente, è uno dei musicisti più timidi e riservati della scena underground americana. Cinquantadueenne, è il [...] Continua...
I Decemberists (purtroppo senza Peter Buck dei REM, ma con Gillian Welch al coro) suonano la Down by the water di cui ha scritto Gommalacca due domeniche fa allo show di Conan O'Brien
Emanuele Riccardi, giornalista dell’Ansa e grande esperto di musica rock, recensisce (invidia, invidia, invidia) il concerto di Sufjan Stevens al Beacon Theater nell’Upper West Side di New York: Continua...
Nella triste era del bunga-bunga, Gommalacca prova ad addolcire l’agonia politica segnalando al paese quattro giovani cantautrici brave-brave. La prima si chiama Jessica Lea Mayfield. Di lei già dicono che sia una versione femminile di Neil Young. Due anni fa, la Mayfield era uscita con un bel disco, With Blasphemy So Heartfelt, che aveva fatto [...] Continua...
L’elezione di Barack Obama era scritta nel destino di un paese formidabile come gli Stati Uniti. Due anni e mezzo fa, l’allora senatore dell’Illinois tenne a Portland, in Oregon, il suo primo grande comizio politico con un numero di partecipanti da concerto rock. Settantacinquemila persone. Wow.
L’America capì che Obama faceva sul serio, che il [...] Continua...
L’indimenticato Pietro Taricone, in una delle sue fulminanti apparizioni televisive del 2000, aveva parodiato una canzone napoletana neomelodica che ai tempi andava molto forte tra la mala. La canzore era Nu latitante di Tommy Riccio.
Non era un rap partenopeo, ma un malinconico inno alla dura, triste e solitaria vita del contumace: «Nu latitante, nun tene [...] Continua...
Barack Obama ha raccontato che Bob Dylan, alla fine di una breve esibizione alla Casa Bianca, è sceso dal palco, gli ha fatto un cenno con la testa, gli ha stretto scetticamente la mano e non ha voluto farsi fotografare. «Lo adoro per questo: è esattamente come te lo aspetti», ha detto il presidente.
Se qualcuno [...] Continua...
Everett True è un apprezzato critico musicale inglese. Sul suo blog ha pubblicato 50 consigli per aspiranti critici musicali. I suggerimenti andrebbero riportati tutti per intero, parolacce comprese, ma in ottemperanza al consiglio numero 2 («duemila battute vanno bene, quattromila non si possono leggere»), Gommalacca ne riporta soltanto una selezione: «Mai scusarsi di avere un’opinione; [...] Continua...
Questo è l’anno delle cover. La tendenza di omaggiare in modo sistematico le canzoni di qualcun altro è iniziata con Peter Gabriel. Poi c’è stata Bettye LaVette. Forse è mancanza di nuove idee, magari soltanto doveroso omaggio ai padri della patria rock. In alcuni casi, il risultato è formidabile. Peter Gabriel è uscito con Scratch [...] Continua...
Qual è l’assolo di chitarra più bello della storia del rock? Quello dei Lynyrd Skynyrd in Freebird? O dei Led Zeppelin in Stairway to Heaven? Oppure i Pink Floyd in Comfortably Numb, i Dire Straits in Sultans of Swing, gli Eagles in Hotel California, i Police in So lonely? Magari un brano a caso di [...] Continua...
Ecco come Barack Obama racconta su Rolling Stone l'incontro con Bob Dylan alla Casa Bianca:
"Here’s what I love about Dylan: He was exactly as you’d expect he would be. He wouldn’t come to the rehearsal; usually, all these guys are practicing before the set in the evening. He didn’t want to take a picture with me; usually all the talent is dying to take a picture with me and Michelle before the show, but he didn’t show up to that. He came in and played “The Times They Are A-Changin’.” A beautiful rendition. The guy is so steeped in this stuff that he can just come up with some new arrangement, and the song sounds completely different. Finishes the song, steps off the stage… comes up, shakes my hand, sort of tips his head, gives me just a little grin, and then leaves… That was our only interaction with him. And I thought: That’s how you want Bob Dylan, right? You don’t want him to be all cheesin’ and grinnin’ with you. You want him to be a little skeptical about the whole enterprise".
Sì, d’accordo. Ci sono gli Abba e gli Europe. I Cardigans e i Roxette. Qualcuno magari sa anche che il cantautore indie José González è più svedese che argentino. Ci sono formidabili jazzisti, in Svezia. Il pianista Bobo Stenson, innanzitutto. I suoi dischi in trio non possono mancare in una discoteca degna di questo nome. [...] Continua...
Vijay Iyer. Il nome è impronunciabile, ma è il più straordinario talento del jazz contemporaneo. Suona il pianoforte. Trentanove anni, di origini indiane, nato e cresciuto nello stato di New York. Il suo disco dell’anno scorso, Historicity, è stato uno dei belli in assoluto, forse il più bello. Ora è uscito un suo cd solistico, [...] Continua...
Tornano gli anni Settanta, ammesso che se ne siano mai andati. Il New York Times fa notare che James Taylor è in tour assieme a Carole King, che il disco inedito di Jimi Hendrix è entrato in classifica, che Roger Waters dei Pink Floyd fa il tutto esaurito con The Wall, che Elton John lotta [...] Continua...
Le quattro parole più terrificanti da sentire in uno studio di registrazione sono quelle che ogni tanto pronuncia il batterista di una rock band: «Ho scritto una canzone». La Convenzione di Ginevra dovrebbe severamente vietare all’uomo addetto alle percussioni di scrivere canzoni e di cantarle. Abbandonare rullanti, piatti e bacchette per occupare il centro del [...] Continua...
Sei giorni dopo l'uscita del suo nuovo e strepitoso mini ellepì, super Sufjan Stevens annuncia che il 12 ottobre esce il nuovo vero disco. Si intitola The age of adz (da leggere odds). Dall'unica canzone trasmessa qui in streaming sembra Sufjan Stevens dopo un trattamento alla Kid A dei Radiohead. Molta elettronica. Evvai. Qui per ordinarlo.
PS.
E' uno straziante capolavoro anche questo.
La Gommalacca del primo agosto si chiudeva con una specie di invocazione mistica a proposito di un nuovo disco di Sufjan Stevens: «Lo aspettiamo fedeli, ma impazienti, da cinque anni». Detto, fatto. In settimana, a sorpresa, Sufjan Stevens ha pubblicato un mini ellepì dal titolo All delighted people composto da otto lunghe canzoni per sessanta [...] Continua...
La prossima volta che Time volesse dedicare una copertina al “grande romanzo americano”, come ha fatto la settimana scorsa con l’ultimo libro dello scrittore Jonathan Franzen, dovrebbe fare una semplice ricerca d’archivio e ripescare la sua cover del 27 ottobre 1975. La stessa cosa dovrebbe fare il suo concorrente Newsweek. Stessa ricerca, stessa data. Quel [...] Continua...
Al quarto, quinto e sesto ascolto il nuovo disco degli Arcade Fire non migliora. The suburbs resta piatto, noioso, senza una canzone che rimanga in mente. Il disco però ha scalato la classifica americana degli album più venduti. All’uscita si è piazzato al primo posto. La seconda settimana è stato superato da Eminem, ma i [...] Continua...
Due dischi jazz, ma non solo jazz. Il primo esce il 17 agosto. Si intitola Chamber Music Society. L’autrice, musicista e cantante si chiama Esperanza Spalding. Capigliatura afro-chic, bellezza travolgente, tacchi a spillo. Origini nere da parte di padre. Gallesi, ispaniche, native american da parte di madre. Nata e cresciuta in un ghetto di Portland, [...] Continua...
Il bravo recensore oggi avrebbe dovuto scrivere degli Arcade Fire. Sono il gruppo indie canadese che ce l’ha fatta, che è diventato un fenomeno pop da tutto esaurito, che finisce in prima pagina sul New York Times al momento del lancio di un nuovo disco. Ligio al dovere, il bravo recensore ha comprato The suburbs [...] Continua...
Forse sarà iPadised, ma finché ci sarà il New Yorker la carta stampata sarà al sicuro. Il numero della settimana scorsa del New Yorker spiega, da solo, la grandezza del settimanale diretto da David Remnick. Tutti parlano del gran pezzone di George Packer sul Senato americano, e a ragione. Ma il ritratto breve di Rebecca Mead sul quel fuori di testa di Iggy Pop è fantastico. Ma vi consiglio il ritrattone di quello strafattone di Gil Scott-Heron (autore di The revolution will not be televised)
In anteprima il nuovo singolo del prossimo disco di Antony and the Johnsons. E' un EP di 5 canzoni, con cover di Bob Dylan e Beatles. In attesa del nuovo disco vero, con Bjork, in uscita il 12 ottobre.
Detroit è Motown, la città dei motori e della musica. Imprenditori come William Durant, Henry Ford, Walter Chrysler e Berry Gordy hanno trasformato la città fondata nel Settecento dai francesi in Motor city, la capitale delle automobili GM, Ford e Chrysler, ma anche nel centro vitale della musica soul con l’etichetta Motown. La città è [...] Continua...
La canzone del sole è di Battisti-Mogol. Ma non possiamo trascurare O Sole Mio, autentico inno nazionale. Ci sono poi Raggio di sole di Francesco De Gregori, Basta ‘na jurnata ‘e sole di Pino Daniele, giù giù fino a Sole rosso e Due ragazzi nel sole dei Collage.
I brani della musica pop e rock [...] Continua...
E’ vero, «il rock and roll non morirà mai». Ma se negli anni Novanta non ci fossero stati i Radiohead a risollevarne le sorti non saremmo più così certi della profezia di Neil Young. Ok Computer, anno domini 1997, è il disco più importante dell’ultimo decennio perché ha creato il nuovo suono del rock, mescolando [...] Continua...
Non bisognerebbe mai incontrare i propri miti. Il rischio di rimanere delusi è altissimo. Qualche giorno fa ho conosciuto David Byrne durante le Conversazioni di Capri. Sarebbe stato meglio di no. Amo i Talking Heads e il loro art rock che ha fatto da colonna sonora alla scena di downtown Manhattan a cavallo tra gli [...] Continua...
I lettori della Domenica del Sole non credo siano tra i più attenti telespettatori del Festival di Sanremo. Peccato. Si sono persi molto, moltissimo, nell’ultima edizione. Non esagero se dico che sul palco dell’Ariston, quest’anno, si è sentita la migliore musica degli ultimi tempi. Sì, la più bella. Non fraintendete. Non sono impazzito. Non parlo [...] Continua...
Prende corpo la seconda gamba del progetto di Peter Gabriel. Dopo l'uscita del disco di cover, cominciano gli autori delle canzoni da lui coverizzate a interpretare brani di Peter Gabriel. E' appena uscito, su iTunes, "I don't remember" trattata da David Byrne alla Talking Heads.
Sulla mia rubrica Gommalacca, la domenica sul Sole, ho scritto di Neil Young e, tra le altre cose, del suo prossimo disco. Il produttore Daniel Lanois, come scrive il Post, s'è fatto parecchio male in motocicletta. Neil Young, intanto, ha annunciato che nel suo tour nelle zone del Golfo del Messico suonerà un suo vecchio brano, Vampire blues, da On the beach (1974) che praticamente parla di BP:
“Well, I’m a vampire, baby / Suckin’ blood from the Earth / Well, I’m a vampire, baby / Sell you twenty barrels worth”)
E’ difficile trovare uno più prolifico di Neil Young. Sforna dischi a getto continuo. Nuovi, ristampe, cofanetti. Pesca dal suo gigantesco archivio e pubblica in cd, dvd, blu-ray qualsiasi cosa abbia scritto, cantato e filmato. L’ultimo disco, “Fork in the road”, è uscito meno di un anno fa, ma non è dei suoi migliori. Anzi, [...] Continua...
I Band of horses avevano fatto un paio d'anni fa un bellissimo disco, Cease to Begin’s, secondo me non confermato con il cd successivo. Qui, su un taxi nero di Londra, cantano una versione unplugged di una delle loro canzoni più belle, Ode to LRC.
Dammi tre parole – cuore, sole e amore – ed è fatta. No, non è fatta. Magari fosse così facile scrivere una canzone d’amore. «Non esistono leggi d’amore», cantava Marco Ferradini, ma in realtà non esiste nemmeno una ricetta per costruire una canzone d’amore. «Basta essere quello che sei», diceva il poeta di Teorema. Solo [...] Continua...
Amanda Palmer Plays the Popular hits of Radiohead on Her Magical Ukulele è il titolo dell'album di cover dei Radihoead. Ascoltatela qui in streaming, oppure pagando 40 cents per Idioteque
In occasione del quarantennale di Bitches brew di Miles Davis, un birrificio americano ha prodotto una birra scura e forte. La Sony, non contenta di aver appena fatto un mega cofanetto con circa 70 cd di Miles, il 31 agosto mette sul mercato il convenientissimo cofanetto dei cofanetti deluxe al costo di 1,999.99 dollari.
La colonna sonora del movimento americano dei diritti civili, più del folk e delle canzoni di protesta, era la musica soul di Sam Cooke e di Marvin Gaye. Le loro canzoni, da «Change is gonna come» a «What’s going on», sono state uno strumento di integrazione sociale e culturale nel profondo sud. Il fenomeno soul [...] Continua...
Neil Young è ancora capace di scrivere belle canzoni di Niliang. Le ha presentate nel suo tour solitistico a Washington, forse faranno parte del nuovo disco prodotto da Daniel Lanois
Il 7 giugno esce in America un disco di Tom Jones (sì, è vivo e lotta insieme a noi) che somiglia alle produzioni di Rick Rubin degli ultimi dischi di Johnny Cash. Il disco si intitola Praise & Blame. La bellissima cover di Dylan è "What good am I" (da Oh Mercy). Qui si può sentire e scaricare.
A giorni esce un disco di Keith Jarrett e Charlie Haden. Si intitola Jasmine. Registrato a casa di Jarrett, nel 2007. Melodia allo stato puro. Non c'è da aggiungere altro.
Ho trovato sul blog Casa Codiglio due documenti straordinari.
Il primo è il video (diviso in due parti) che Peter Gabriel in versione extra terrestre realizzò con Carlo Massarini di Mister Fantasy sulla sua esperienza a Sanremo 1983.
Nella prima parte c'è PG che attonito ascolta le improbabili canzoni e si aggira per il circo sanremese. Nella seconda c'è la sua famosa Shock the monkey con volo sul pubblico appeso a una liana e rientro di schiena contro il monitor di scena.
Il secondo documento è l'incredibile esibizione di tal Sibilla di una canzone scritta da Battiato il cui ritornello faceva "Uru belev sameach"
Stasera ci sono i Baustelle a Milano e nel weekend scorso (a parte vedere Cella 211 e cantare Grazie Roma) non ho fatto altro che sentire il loro nuovo disco, I mistici dell'Occidente.
Al primo ascolto mi aveva deluso, parecchio. Poi tutti mi hanno detto di ascoltarlo con più attenzione e in effetti avevano ragione loro. E' molto bello, è molto suonato, ben prodotto (dall'uomo dei Rem) e non ha paragoni con nessun altro disco italiano di questi tempi. Ci sono un paio di canzoni simil Rem: San Francesco (del periodo di Reveal) e La canzone della rivoluzione (del periodo di Fables of the Reconstruction, con tocchi dei fratelli Righeira). Il primo pezzo, Indaco, pare una cover baustelliana dei Pink Floyd (peccato solo il finale con il flauto che avrebbe voluto essere tanto Genesis e Jethro Tull, ma pare Inti Illimani). Fantastica la title track che, come dice il Corriere, pare Fabrizo De André che suona per Sergio Leone. Le mie preferite, però, sono Il sottoscritto, Follonica e L'estate enigmistica
Il mio amico Roberto Masotti, gran fotografo musicale, ieri mi ha fatto vedere un film del 1944 girato dal grande fotografo Gjon Mili nel suo studio. E' una jam session guidata da Lester Young.
Musica a parte, non è possibile superare l'eleganza estetica di queste inquadrature.
Damien Rice è l'autore di alcuni dei dischi più belli degli ultimi anni. Aspettiamo il suo nuovo disco con impazienza, anche senza la sua compagna e coautrice Lisa Hannigan.
In giro ci sono due sue nuove, stupende, canzoni, dove si fa accompagnare dalla bella Julia Dubsky.
La prima canzone è Under the tongue.
La seconda è "What if I'm wrong" unplugged e in video
E' uscito un live di Bill Callahan, autore di uno dei miei dischi preferiti del 2009. Si intitola Rough Travel For A Rare Thing. E' uscito soltanto in doppio ellepi e in Mp3. Registrato in Caifornia è il tour countreggiante con quattro violini che ho visto qualche mese fa al Poisson Rouge del Village.
"It wasn't", leggo su Wittgenstein. Si è suicidato Mark Linkous, cioè gli Sparklehorse. Li abbiamo visti assieme, Luca e io, nel 2001 a New York. Allora scrissi che "Gli Sparklehorse intanto sono uno. Cioè il nome è di un gruppo, ma il leader, Mark Linkous, è l’unico componente fisso. "It’s a wonderful life" (Capitol compact disc) è il loro ultimo disco. Un capolavoro assoluto. Lui veste un cappellone da cowboy, e la sua musica è un pop rock di misteriosa bellezza, dilatato e gotico. Gli Sparklehorse sono gli U2 nati in Virginia, le loro melodie sono quelle che avrebbero cantato i Beatles negli anni Settanta, quelle che canterebbero oggi i Cure. Ma gli Sparklehorse sono anche un po’ Neil Young e un po’ Tom Waits. Il gioco dei paragoni è quasi sempre inutile, ma con questa musica dolce eppure nera e fragile fragile stupirete gli amici".
Poi ne abbiamo scritto a lungo, qui, qui, qui e altrove. Addio.
Torna in tv (Raisatextra), in versione originale e in versione nuova che mi fa già molta paura, Mr. Fantasy, il mitico programma di Carlo Massarini e Paolo Giaccio.
(grazie a Casa Codiglio)
Temevo la catastrofe, dopo le ultime imbarazzanti performance di uno dei miei idoli adolescenziali. L’ultima volta che l’ho visto in concerto, a Milano, Peter Gabriel mi era sembrato Carlo Verdone in Iris Blond. I segnali di una ripresa, in effetti, c’erano. Ma quando ho saputo che avrebbe fatto un disco di cover (Paul Simon, David Bowie, Lou Reed, Arcade Fire, Radiohead, Neil Young e altri) mi è venuto un colpo e ho pensato alla catastrofe. Invece il disco, Scratch my back, è bellissimo. Non ci sono strumenti rock, ma archi e fiati. Le canzoni risultano diverse dagli originali, sembrano di PG, del PG vero, non del dj di Iris Blond.
Ho ascoltato la canzone di Simone Cristicchi: be’, è davvero bella, divertente e dissacrante con quel “meno male che c’è Carla Bruni” a fare il verso (su Raiuno!) a meno male che Silvio c’è. La cosa migliore del festival, by far. Continua...
Da fan di Sanremo, dico che questa è la peggiore edizione degli ultimi decenni, sia per le canzoni orrende sia per la Clerici sia per i tempi morti dello show. Mai sentita una serie di orrori come quest’anno. Continua...
Oggi a Milano è stata una giornata simil newyorchese. Di mattina sono andato al Manzoni a vedere il più acclamato dei giovani pianisti americani Vijay Iyer (su Camillo acclamato più volte circa ottoannifa). Iyer ha presentato in prima mondiale per i gloriosi Aperitivi in concerto di Gianni Gualberto la sua ambiziosa opera Holding it down. Non male, malgrado la trita retorica pacifista.
Di sera, invece, sono andato al Blue Note a sentire uno strepitoso Joshua Redman con il suo nuovo gruppo James Farm.
Luca Sofri, esponente della vecchia Europa, è andato a vedere il concerto di Glen Hansard, folk irlandese.
Tra i dischi più belli dell’anno scorso avrei dovuto inserire anche Veckatimest dei Grizzly Bear. Un po’ me ne ero dimenticato, un po’ mi ricordavo che il primo brano mi infastidiva ogni volta che mi ripromettevo di ascoltarlo bene, visto che a New York ne parlano tutti bene. Negli ultimi giorni l’ho ascoltato moltissimo e in particolare il meraviglioso brano numero 10, While You Wait For The Others.
In questa famosa foto di Herman Leonard del 1948 si vede Duke Ellington sorridere felice come un bambino in prima fila, mentre ascolta Ella Fitzgerald cantare. Ho tenuto sulle labbra lo stesso sorriso ebete per tutto il giorno. Stamattina, infatti, mi è arrivata questa strepitosa registrazione inedita di Ella, live al club Crescendo tra il 1961 e il 1962, che la Verve ha appena pubblicato in quattro cd dal titolo Twelve nights in Hollywood.
"She's never been better", ha scritto il Los Angeles Times
Non ho perso un frammento, ieri sera, delle quattro ore di concerto trasmesse da Hbo. C'erano tutti, tranne sua maestà Dylan naturalmente, in questo meraviglioso carrozzone della Rock 'n roll Hall of fame. Sembrava una puntata di Anima mia, con dei settantenni che facevano la mossa e signori spelacchiati che facevano i coretti. Gli U2 con Springsteen e Mick Jagger. Stevie Wonder con chiunque. Crosby, Still, Nash & James Taylor. Paul Simon e Art Garfunkel. Lou Reed con i Metallica. Sting non mi ricordo più con chi, e così via. Nessuno, nemmeno per sbaglio, sotto i quaranta.
Tre, però, le cose di grande livello: U2 più Springsteen più Patti Smith che cantano Because the Night (anche se è stata più emozionante la sola Patti Smith quest'estate davanti ai faraglioni di Capri); Jeff Beck che ha fatto una fantastica versione blues di "A Day In The Life" e, soprattutto una meravigliosa versione elettrica di The ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen, una delle sue più belle canzoni di sempre, accompagnato da Tom Morello, lo straordinario chitarrista dei Rage against the machine.
Deve essere l'anno dei "brothers". Dopo i Felice Brothers, che secondo me hanno fatto il miglior disco dell'anno, arrivano anche i fratelli Avett dalla Nord Carolina con questo "I and Love and You". C'è chi dice facciano un "post civil war rock", ma è più azzeccata la definizione di "blue grungegrass", insomma un blue grass un po' grunge, ma melodicamente rockettaro. Prodotto da Rick Rubin.
(Qui il video, qui per ascoltare il disco)
Luca segnala l’uscita del bel disco di cover di Micah P Hinson. La storia che "sembra quasi impossibile" è questa: Tre anni fa sono stato invitato a vedere un concerto del fidanzato di una amica di una mia amica, a New York. Lui era Micah P Hinson e il concerto in effetti è stato bellissimo. Poi siamo andati a cena. Micah P Hinson dava del "sir" a chiunque, retaggio di un’antica gentilezza del sud. Poi ci siamo visti ancora e siccome la mia amica di professione fa la regista e lavora spesso con un altro mio amico produttore di documentari, tra un bicchiere di vino e l’altro, ho buttato lì: ma perché non fate un bel documentario su Micah? L’hanno fatto, girando in tournee in Spagna e a Roma, tra Ponte Sisto e Campo de’ Fiori. Micah suonava per gli amici eccetera. Senonché c’è stato un colpo di scena: si è scoperto che Micah aveva un’altra fidanzata in Texas e una volta colto in fallo ha preso i bagagli, è scomparso per sempre e quella bella canzone "Oh Silvia" naturalmente non è stata pubblicata nei dischi successivi. Seems almost impossible è il titolo di una canzone di Micah, ma anche dell’ancora più imperdibile documentario. Quando se lo comprerà qualcuno per farcelo vedere?
Devo a Stefano Pistolini, e alla sua ottima rubrica musicale sul Foglio, due dei dischi più belli degli ultimi mesi:
Bill Callahan, Sometimes I wish we were an eagle: immaginatevi i Lambchop.
The Felice brothers, Yonder is the clock: immaginatevi Bob Dylan and The Band
Il disco che non riesco a togliere dal lettore cd è il nuovo dei Decemberists, il gruppo di Portland, Oregon, che mescola indie-rock a folk e progressive britannico. Come il disco precedente "The crane wife", anche "The Hazards of Love" è un concept album che racconta in diciassette canzoni collegate una all'altra la storia di una donna di cui in realtà non ci frega niente. Ci frega un'altra cosa: musicalmente, questi sono i nuovi Pink Floyd, capaci anche di fare i Coldplay non fighetti. Niliang ha sempre ragione, a prescindere. E Luca Sofri ha sempre torto quando a ogni nuovo disco di niliang scrive che non vale niente, perché signora mia un tempo sì che niliang era figo. Purtroppo, stavolta ha ragione Luca: questo "Fork in the road", anch'esso concept album sul tema delle automobili a emissione zero, è il più inutile degli ultimi suoi dischi. Certo ci sono sempre alcune belle canzoni alla niliang (Off the road e Light a candle), così tipicamente nilianghiane che pare di averle già sentite.
Il disco degli Steeldrivers era nella cinquina, ma non ha vinto il Grammy, ieri sera. Però, con quello di Jamey Johnson, è il più bel disco country dell'anno scorso (io l'ho sentito soltanto nel 2009).
A fine dicembre, assieme a Cataldo Intrieri, ho scritto un lunghissimo articolo sulla canzone di Sam Cooke, "Change's gonna come", che quaranta e rotti anni fa ha anticipato la vittoria elettorale di Barack Obama. Ora è uscito un mini disco, con questa copertina obamiana, che contiene le canzoni più politiche di Cooke, compresa una bellissima versione di "Blowin' in the wind".
"Change's gonna come" è famosa nella versione di Otis Redding, oltre che in quella originale, ma sono meravigliose le interpretazioni di Aretha Franklin (nel suo secondo disco) e della Band di Robbie Robertson e Rick Danko. Segnalo, però, anche l'imperdibile versione strumentale che ha fatto di recente Bill Frisell in uno dei suoi ultimi dischi, "Hystory, mistery".
E' uscito a settembre, ma io l'ho comprato un paio di settimane fa. Il secondo disco di Jenny Lewis, Acid tongue, è formidabile. Alt country e Americana, ma anche Joni Mitchell, rockettaro e soul. L'avessi ascoltato prima, l'avrei certamente messo tra i migliori del 2008. Ai primi posti.
Questo è uno degli acquisti più inutili e quindi più belli che abbia fatto negli ultimi tempi. E' l'edizione del cinquantenario di Kind of Blue, il cosiddetto "disco perfetto" di Miles Davis (e Bill Evans) con Coltrane e gli altri. Kind of blue l'abbiamo sentito in tutte le salse, così come le alternate takes. In teoria questo cofanetto è inutile, in pratica è imperdibile. Ci sono due cd (disco originale, più gli altri pezzi), un bel vinile blu e spesso (con la copertina originale), un dvd con un documentario di making of e un concerto di quell'anno, un bel poster, una serie di memorabilia tra cui gotografie della session ben stampate e una copia delle note di copertina scritte a mano da Bill Evans, e un librone fotografico con tre saggi.
Viva la Vida dei Coldplay mi aveva deluso, tranne un paio di cose. Ma l'Ep "Prospekt March", fatto con gli scarti di Viva la Vida e appena uscito, è molto molto bello.
Non c'è bisogno che ripeta ogni volta quanto i Bad Plus siano la cosa migliore capitata al jazz da qualche decennio a questa parte, ma questo loro nuovo disco (uscito stranamente solo in Europa) lo riconferma. Stavolta c'è anche Wendy Lewis a cantare versioni stralunate e melodicamente confusionarie di brani dei Nirvana, dei Pink Floyd, dei Wilco, dei Flaming Lips e dei Bee Gees.
Difficile ascoltare un disco più bello di questi due cd di rarità recenti di Bob Dylan. E' appena uscito il volume numero 8 della sua serie bootlegs. Si intitola "Tell Tale Signs". Quanti album ha fatto Dylan: 30 o 40? Più gli otto volumi in doppio cd di meravigliosi scarti, spesso migliori degli originali, che farebbero la fortuna di qualsiasi nuova band.
Sarà perché ce l'ho dentro il lettore cd e non ho voglia di cambiare disco, sarà perché mi ricorda i bei tempi che furono, ma da una ventina di giorni non smetto di ascoltare il nuovo, ma in realtà vecchissimo, progetto collettivo di Peter Gabriel dal titolo "Big Blue Ball" uscito, appunti, una ventina di giorni fa. Registrato e prodotto in 15 anni, insieme con una quantità industriale di musicisti di tutto il mondo (tra cui Sinéad O’Connor, Billy Cobham, Joseph Arthur), il disco di PG è probabilmente il miglior disco di PG degli ultimi tempi. C'è tutto il PG classico degli anni 80-90, world music non ancora fastidiosa, ma anche progressive rock virato pop. Insomma è un gran bel disco.
Si intitola così la canzone di una band americana, i Creacky Boards, convinta di aver subito un furto dai Coldplay. L’attacco, in effetti, è identico. Il problema è che è uguale anche a un pezzo di Joe Satriani.
I due video: Continua...
A parte il nuovo disco di Brad Mehldau, con la meravigliosa versione di Wonderwall degli Oasis, il cd jazz che sto ascoltando di più in queste settimane è "Season of changes" di Brian Blade & The Fellowship band.
A me questo disco retro-soul di Duffy piace moltissimo. Lei è una reincarnazione di Dusty Springfield ed è priva di tutte quelle rotture di scatole (maledizione, riabilitazione, droga, carcere) legate a quella noiosa di Amy Winehouse
Berlusconi torna al governo, Travaglio dice di nuovo cose avventate in tv, gli indossatori fanno ridere come ai bei tempi, Clinton torna a vincere e (il 27 maggio) esce un nuovo e bellissimo disco di Al Green.
La più interessante casa discografica do mundo non è più la Ecm, ma la Nonesuch: valgano, da sole, le recenti uscite di The Punch Brothers, Brad Mehldau, Jonny Greenwood, The Black Keys, la colonna sonora di Sweeney Todd e le prossime di T-Bone Burnett, Bill Frisell
Film
Questo non è un paese per vecchi, There will be blood, American Gangster, Two days in Paris, Sweeney Todd, The Savages, The diving bell and the butterfly, Before the devil knows you're dead, We own the night, Knocked Up. Attori
Daniel Day Lewis (There will be blood), Philip Seymour Hoffman (Charlie Wilson's War, The Savages, Before the devil knows you're dead), Josh Brolin (Questo non è un paese per vecchi, American Gangster e in più è marito di Diane Lane). Migliore colonna sonora originale
Jonny Greenwood, cioè i Radiohead, "There will be blood" Dischi
Ben Harper and the Innocent Criminals "Lifeline", Joe Henry "Civilians", Betty Lavette "The Scene of the Crime", Sharon Jones & the Dap Kings "100 days, 100 nights", Mavis Staples "We'll never turn back", Viktor Krauss "II", Band of Horses "Cease to begin", Great Northern "Sleepy Eepee", Midlake "Oak and Julian", Wilco "Sky blue sky", Orgone "The killion floor". (Lo so, per la prima volta non ho messo Neil Young in lista. Il disco è bello, ma non dei suoi migliori, anche se la canzone "Ordinary People", da sola, meriterebbe di stare in lista) Jazz
The Bad Plus "Prog", Manu Katché "Playground", Robert Glasper "In my element", James Brown "Jazz", Floratone "Floratone" (Poco jazz, lo so, mi sono certamente perso molte cose) Battute dell'anno
"A questo monologo ho lavorato un anno e mezzo", Daniele Luttazzi.
"Ma non è che la trasmissione di Luttazzi è stata sospesa a causa dello sciopero degli autori televisivi americani?", letta sul blog American Beauty
Il più obsoleto verso della vecchia/nuova e splendida canzone di Neil Young "Ordinary people" (qui la perfetta ed essenziale recensione del New Yorker) dice "Lee Iacocca people", come se oggi in Italia qualcuno cantasse "la gente tipo Cesare Romiti". In ogni caso, ieri Lee Iacocca ha detto che alle primarie democratiche sosterrà Bill Richardson.
E' da un po' che non cito Wolfang's Vault, ma nelle due ultime settimane sono arrivati alcuni concerti fantastici, tra cui uno del 1978 di Peter Gabriel a New York.
Il mio spacciatore di apparecchi hi-fi mi ha raccontato che mai come questo Natale ha venduto tanti giradischi, in controtendenza rispetto alle mille luci degli mp3, degli iPod, delle Playlist e del libro di Luca Sofri dedicato alla fine ideologica della forma disco. Non so se sia una vera tendenza del 2007, certo è che [...] Continua...
Non c’è guerra senza canti di protesta. Non c’è conflitto armato senza folk music. Non c’è situazione emotivamente intricata senza Neil Young, mister-sempre-la-stessa-meravigliosa-canzone (a volte in versione acustica, a volte elettrica). “Living with war” è il disco registrato a sorpresa dal cantautore mezzo canadese e tutto americano. Uscirà a giugno, ma se ne parla già [...] Continua...
Pubblichiamo battute e canzoni tratte dal film "Team America". Gli autori sono Trey Parker e Matt Stone, i due inventori di "South Park", libertari di destra, politicamente scorretti, dissacratori e carnefici ha scritto ieri il Foglio del fighettismo di sinistra che si prende sul serio. La storia di "Team America" è un trattato sulla politica [...] Continua...
Una premessa arrogante. Se non vi piacciono i Genesis, quelli veri, cioè quelli di Peter Gabriel e con il nanetto pelato relegato giustamente alla batteria, sono affaracci vostri, non è colpa mia se avete vissuto una adolescenza difficile. Siete dunque gentilmente pregati di voltare pagina, non ho tempo da perdere e voi avrete certamente di [...] Continua...
Anche se a me mi non si potrebbe dire, io lo dico lo stesso: Elisa a me mi piace da morire. A dirla tutta: sono pazzo di Elisa. A me mi piace tutto di Elisa. Ok, ve lo avevo detto anche di Alanis Morissette. Verissimo. Infatti anche Alanis a me mi piace da matti, ed [...] Continua...
Quello lì che vedete sulla copertina non è Kurt Cobain. Gli somiglia ma non c’entra niente. E’ David Sylvian, il musicista più distante che ci possa essere dal leader dei Nirvana ma allo stesso tempo la via più diretta per raggiungere il nirvana dei sensi. Se la musica di Cobain era ruvida, volutamente sporca e [...] Continua...
Sinceramente non tuo
di EquiVoci
Prendete le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi, sapete cosa? buttatele nel mare nero o nell’acqua azzurra, acqua chiara o dove l’acqua è più blu o magari dai capelli verderame. Non importa. È chiaro e trasparente il mio punto: il Lucio Battisti migliore è quello misconosciuto, quello invenduto, quello non [...] Continua...
E’ settembre, primavera verrà. Tocca al jazz. Alt, non scappate. Il jazz non è noioso. Ve ne siete già andati? Peggio per voi. Il jazz può essere molto divertente e affascinante. Mi sa che ve ne siete già andati. Siete ancora lì? Sono pronto a scommettere che se Capital fosse multimediale vi farei ricredere. Se [...] Continua...
Questo è un articolo rischioso. Provare a interpretare Neil Young (niliang). Peggio: il pensiero politico di niliang, proprio oggi che è uscito il suo nuovo disco, "Greendale". Roba da matti, ma [...] Continua...
E’ il disco dell’anno. No, forse di più. E’ il disco degli ultimi due. Esagero, forse cinque anni. Ve lo dico e vi prego di credermi. Io non l’ho ancora ascoltato.
Greendale di Neil Young (niliang) non è ancora uscito, lo trovate appena tornate dalle vacanze. Fidatevi, però. Sono andato a vedere niliang al Madison Square [...] Continua...
The Delgados. Chi diavolo sono, direte voi? Me lo chiedo anch’io. Mai sentiti nominare. Sarò ignorante, oppure ormai un anziano trentacinquenne, ma io non li conosco. Ho chiesto in giro: notizie dei Delgados? Del-che? Solo uno mi ha detto che ne aveva sentito parlare: sono bravi no? Sono bravi, sì. Ma bravi bravi. Sono scozzesi, [...] Continua...
La guerra è finita, cantate in pace. E così anche uno degli effetti collaterali della campagna militare è svanito in un battibaleno, come neanche la guardia repubblicana di Saddam. Crollato il feroce regime, speriamo che i cantanti abbiano finalmente messo giù i megafoni e portato su i microfoni. Si torna a cantare, si smette di [...] Continua...
Bella idea. Proprio una bella idea. Complimenti vivissimi. Sapete che vi dico? Sono stato un fesso a proporre un articolo su "The Dark Side of the moon". I Pink Floyd. Il loro disco più conosciuto. E ora che scrivo? Sapete già tutto, no?.
D’accordo c’è la notizia. I giornali, in fondo, servono a questo. Qual [...] Continua...
FEAST ON SCRAPS (Warner Music)
Sappi che di questo articolo potrebbe non fregarti niente. Puoi evitarlo, però. Basta girare pagina. Szuaap, ed è fatta.
Rimani? Guarda che fai ancora in tempo, puoi tornare da quella bella figliola che c’è in copertina. Facciamo così, il dovere lo sbrigo subito: è uscito un dvd di Alanis Morissette con [...] Continua...
Ecco la mia classifica. Sono 35 canzoni, quattro in più di Nick Hornby, Emmebi, Labranca, Mantellini (non male la sua). Un numero uguale a quello della lista di Luca Sofri (in realtà ne ho una in più di lui, ché quella di Barbra Streisand non vale).
Regole: non sono in ordine di importanza, ma messe a caso. Non c'è il jazz, troppo difficile (ma se Emmebi fa la lista, ci provo anch'io). C'è un solo brano per ogni cantante o gruppo (avrei messo tutto Peter Gabriel, tutti i Genesis, tutti i King Crimson, tutto Neil Young, tutti i Radiohead specie Kid A, caro Luca Sofri). Non c'è il Triangolo di Renato Zero perché mi vergogno. Non ci sono i Deacon Blue perché li avete già messi voi. Non ci sono i Church, i Cult, i Traffic, gli Yes, Dylan, gli Spandau, i Prefab Sprout, gli Area però avrei voluto inserirli. Non c'è neanche Born to be alive di Patrick Hernandez né Ramaya cuccuccu Ramaya di Afric Simone.
1) Dancing with the moonlight knight dei Genesis
2) Tomorrow degli U2
3) If dei Pink Floyd
4) W l'Italia di Francesco De Gregori
5) Paranoid Android dei Radiohead
6) Paint it black dei Rolling Stones
7) Nowhere man dei Beatles
8) Una qualsiasi dei Sigur Ros
9) Rio dei Duran Duran
10) Can't Get There From Here dei Rem
11) Girlfriend in a coma degli Smiths
12) Lady don't mind dei Talking Heads
13) Wave di David Sylvian
14) Heroes David Bowie
15) Perfect Day di Lou Reed
16) Comes a time di Neil Young
17) No Self Control di Peter Gabriel (e un po' anche Self Control di Raf)
18) Bobby Jean di Bruce Springsteen
19 Come sail away degli Styx
20) It's a wonderful life degli Sparklehorse
21) Dum Dum Girl dei Talk Talk
22) In France They Kiss on Main Street di Joni Mitchell
23) Epitaph dei King Crimson
24) Manchester da Hair
25) The Logical Song dei Supertramp
26) Someone, Somewhere in Summertime dei Simple Minds
27) Be my number two di Joe Jackson
28) Vienna degli Ultravox
29) Lavender dei Marillon
30) In between days dei Cure
31) So Lonely Police
32) Timida Molto Audace di Lucio Battisti/Pasquale Panella
33) Water of Love dei Dire Straits
34) New Frontier di Donald fagen
35) Photos of Ghost della Pfm
Luca Sofri mi ha detto di lasciar perdere. <Non ci provare>, mi ha suggerito. E’ assolutamente inutile spiegare come siano questi Sigur Ros, è tempo sprecato stare lì a fare il solito gioco dei paragoni, somigliano a questi, sono influenzati da quegli altri: non serve a niente. Sono i Sigur Ros e basta. Una cosa [...] Continua...
Se avete comprato <The Rising> di Bruce Springsteen e siete rimasti delusi perché vi è sembrato completamente diverso da come ve lo avevano raccontato, questo disco di Steve Earle fa per voi. Earle è un Boss minore, però più incazzato, più tosto, più proletario, più rivoluzionario. Ma non è questo il punto. "Jerusalem" è il [...] Continua...
Il nuovo disco, il secondo, dei Coldplay è ok, ma si meriterebbe soltanto un paio di righe se non ci fossero da stabilire le regole del "Secondo Disco Ideale". Le regole ve le dico dopo, se non mi perdo prima. Intanto le due righe. A Rush of Blood to the Head non è un capolavoro, [...] Continua...
Questa è una confessione. No, di più. Non so neanche che cosa sia, in realtà. Diciamo che è un articolo difficile. Mettiamola così: il mio mito è sempre stato Peter Gabriel. Lui, Peter Gabriel. Gli altri sono sempre venuti dopo. La prendo alla lontana, lo so. Ma non posso fare altrimenti, è una questione delicata. [...] Continua...
September songs
Le canzoni ispirate
all’11 settembre
IL FOGLIO, 27 agosto 2002
D’accordo, c’è Bruce Springsteen. Ma non è l’unico cantante ad aver scritto testi ispirati all’11 settembre. Springsteen, a differenza degli altri, ha dedicato un’opera completa al sentimento ferito dei suoi compatrioti, ma il primo a cimentarsi con "l’indicibile cantabile" è stato Paul McCartney. L’ex Beatles era [...] Continua...
A voler essere cattivi si potrebbe cominciare dalle parole. E dire: un disco che inizia con la frase <For in truth, it’s the beginning of nothing>, <per la verità, questo è l’inizio di niente>, non promette bene.
I testi di Heathen, cioè del nuovo disco di David Bowie, confermano la premessa, e certo non si [...] Continua...
La mia versione è questa. Neil Young lo ha fatto apposta. Ha scritto una brutta canzone, per scelta. Non c’è altra spiegazione. "Let’s roll" non è piaciuta a nessuno. "Let’s Roll" è la canzone che ha scritto per i passeggeri di quel volo 93 che l’11 settembre si schiantò su un campo della Pennsylvania anziché [...] Continua...
ELISA – Asile’s world (Sugar)
La prima volta è stato difficile. E infatti non c’è riuscito. Codardia. La seconda, preso il coraggio in mano, l’appassionato di musica è entrato in negozio. E guardandosi le spalle e con circospezione ha chiesto il disco. Sperando che nessuno lo riconoscesse. Non aveva mai comprato un disco sanremese. Questa è [...] Continua...
Ci sono dischi che non entrano in classifica, ci sono canzoni che le radio non trasmettono, ci sono album che vendono niente, ci sono cd che è come se fossero usciti mai. Sono dischi di cui non si sente mai parlare. Un po’ anche per colpa loro: i nomi sono difficili, i titoli impronunciabili, il [...] Continua...
Dovrei parlarvi di Ron, Pino, Fra’ & Fiorella, i nostri Crosby, Still, Nash & Young (scherzo) ma, qui, seduto davanti alla tastiera, con il loro doppio cd sparato a tutto volume, mi viene di parlare d’altro. In realtà non potrei. Mi sono impegnato con Capital a scrivere di R, P, F & F. Il "quartetto", [...] Continua...
Signor direttore – Forse non c’era da lamentarsi se i cantanti italiani sono rimasti afoni dopo l’11 settembre. In fondo è stato un bene. Ci siamo risparmiati un bel po’ di melassa dai pionieri del "mio nome è mai più" e dai balilla del "si può dare di più". Poi, ieri, le radio hanno trasmesso [...] Continua...
I will fight for the right to live in freedom, combatterò per il diritto di vivere in un paese libero. Questo è il ritornello semplice (ed efficace) della nuova canzone, bella, di Paul McCartney, scritta il giorno successivo alle stragi di New York e Washington e cantata il 20 ottobre al Madison Square Garden, proprio [...] Continua...
LUCIANO BERIO – Voci – Kim Kashkashian, viola; Robyn Schulkowsky, percussioni. Radio Symphonieorchester Wien, condotta da Dennis Russell Davies. (Ecm new series)
Kim Kashkashian suona la viola su una partitura di Luciano Berio ispirata a melodie folk siciliane. La composizione (32 minuti) è affiancata da cinque originali canzoni popolari siciliane registrate con mezzi di fortuna negli [...] Continua...
Questa non è una classifica, il jazz non va mai in classifica. Questa non è una top ten, il jazz non si è mai posto il problema di arrivare alla top ten, né ci arriverà mai. Questo è un elenco di compact disc e punto. Non sono i dieci dischi che ogni amante della buona [...] Continua...