Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

L’alba, un manifesto politico

«Non si può tornare indietro, non si può tornare indietro, nemmeno di un minuto, è la regola di questo gioco, puoi tentare di salire di livello, o restare dove sei, come carne da macello, nelle mani del tecnocrate di turno»
(Lorenzo Cherubini in “Manifesto progressista, con note sulla linea Gotor", Editori Riuniti 2015)

2016, la corsa tra i conservatori

Ora che Jeb Bush è quasi ufficialmente in corsa per la presidenza si può dire che è il favorito tra i repubblicani. Non è amato dalla base super conservatrice (in Iowa difficilmente potrà vincere), ma ha soldi e name recognition. I repubblicani, poi, sono soliti scegliere sempre il più veterano è favorito dal'establishment al contrario dei democratici (Bill Clinton e Obama).

A sfidarlo seriamente saranno il senatore Rand Paul, area super conservatrice free market, libertarian e isolazionista, e molto probabilmente il governatore del Wisconsin Scott Walker, una via di mezzo tra Tea Party ed establishment. Queste le tre posizioni in campo. Con possibili sostituti: il governatore del New Jersey Chris Christie o il governatore dell'Ohio John Kasich al posto di Jeb Bush o di Scott Walker, a seconda di che strategia o spazio decideranno di occupare, e Ted Cruz e Marco Rubio, entrambi senatori di origine cubana, a fare il terzo incomodo.

L’editoria è in crisi, ma non per Tyler Brûlé e le riviste di qualità

Tyler Brûlé è un genio. Canadese, columnist del Financial Times, ex inviato di guerra (è stato ferito in Afghanistan), nel 1996 ha deciso di investire i suoi soldi in un nuovo magazine, Wallpaper, riuscendo in poco tempo a farlo diventare uno dei media più influenti nel mondo del design e del lifestyle. Un anno dopo, [...] Continua...

Celebrating Charlie Haden

Il 13 Gennaio, alla Town Hall di New York, c'è questa meravigliosa cosa in onore di Charlie Haden. È gratis.

Pillole di Gommalacca / Altri best of 2014

Come ogni anno la lista dei dischi che ho ascoltato di più è pronta prima di quella del mio amico Dusty Wright, musicista e attivista culturale di stanza a New York. E come ogni anno la lista di Dusty mi fa scoprire dischi che mi erano sfuggiti. Ecco i suoi preferiti del 2014, da cui prendo certamente l'EP di Jake Bugg, Messed up kids. Mi era proprio sfuggito, e dire che il debutto dello scorso anno di questo ragazzino inglese è stata una delle cose più belle del 2013. Poche canzoni ma formidabili anche questa volta.

E poi The War on Drugs, terzo e formidabile album di un gruppo a metà tra il rock classico e l'Americana. Bellissimo disco Lost in the dream, pezzi lunghi un po' Dire Straits, un po' Bob Dylan, in po' Springsteen di Dancing in the dark.

Dalla lista di Dusty scelgo anche il giovane cantautore John Fullbright con Song e il meno giovane Dan Wilson che dopo una carriera dietro le quinte con Adele, Dixie Chicks e molti altri esce con un disco solista alla Randy Newman. Si intitola Love without fear.

E no, il disco di D'Angelo non mi è piaciuto. L'ho ascoltato e riascoltato, e a ogni recensione stellare sempre con più attenzione. No, non mi piace. Preferisco Marvin Gaye.

Qui la playlist su Spotify con questi 4 album.

Qui invece l'ultimo album di Dusty Wright.

Unbroken italian

A differenza del capolavoro American Sniper di Clint Eastwood, Unbroken di Angelina Jolie non è un bel film. Non lo è nonostante la storia di Louie Zamperini sia formidabile; non lo è nonostante la sceneggiatura sia dei fratelli Coen; non lo è nonostante il film sia tratto da un libro di Laura Hillenbrand, un'autrice la cui storia personale di malata di Sindrome da affaticamento cronico da 25 anni, appena raccontata dal magazine del New York Times, sia essa stessa incredibile. Unbroken non è un bel film nonostante il precedente film diretto da Angelina Jolie, In the Land of a blood and honey, sia sorprendentemente bello.

Non è un bel film, ma chissenefrega. Sono felice che Unbroken abbia raccontato la storia a noi incredibilmente ignota di un ragazzo italiano che, mentre i suoi coetanei italiani facevano i balilla, è diventato un eroe americano e ha contribuito a costruire un grande paese (e, in the process, a sconfiggere il nazi-fascismo).

Grazie quindi a AJ per aver raccontato la storia della brighest generation italiana, quella che in tempi bui e per necessità è emigrata ma che ha fatto vedere agli americani, e in questo caso anche ai giapponesi, di che cosa sono capaci gli italiani.

E poi dicono che i cervelli in fuga sono quelli che vanno ad aprire start-up a Berlino.

Pillole di Gommalacca/The best of 2014

Questi sono i venti dischi che ho ascoltato di più quest'anno.
1) Marissa Nadler - July
2) Avi Buffalo At Best Cuckold
3) Johnny Marr - Playland
4) Bruce Springsteen - High Hopes
5) Thurstone Moore The Best day
6) Bonny "Prince" Billy - The Mindeater
7) Anais Mitchell - XOA
8) Coldplay - Ghost Stories
9) Sisyphus - Sisyphus
10) Damien Rice My favourite faded fantasy
11) Sharon Van Etten - Are we there
12) Jack White Lazzaretto
13) Perfume Genius Too bright
14) Beck - Morning Phase
15) Felice Brothers - Favorite Waitress
16) Counting Crows
17) Conor Oberst - Upside Down Mountain
18) Tinariwen - Emmaar
19) Alcest - Shelter
20) Naomi Shelton Cold World
Sono 21, perché mi ero colpevolemnte dimenticato di Lana Del Rey - Ultraviolence

Qui una selezione nella playlist di Spotify

Che cosa c’è su #IL67

La copertina l'avete già vista: l'ha disegnata per noi Tomer Hanuka, illustratore israeliano noto anche per aver fatto una delle più belle copertine del New Yorker di sempre.

Abbiamo selezionato 100 idee, desideri e utopie per il 2015, illustrate dentro dal nostro Francesco Muzzi e da sette grandi illustratori internazionali, alcuni dei quali autori a loro volta di cover del New Yorker. Hanno scritto per l'Anno che Vorrei Annalena Benini, Andrea Minuz, Nadia Terranova, Paola Peduzzi, Teresa Ciabatti, Arnaldo Greco, Michele Dalai, Michele Masneri, Filippo Bologna, Sofia Ventura, Ester Viola e Francesco Pacifico.

Il Fogliettone è di Guido Vitiello, sul donchisciottismo in politica. Vitiello scrive anche un fenomenale corsivo sui troll, nella sezione Rane (su Rane, in anteprima, Camilla Baresani ha letto il primo romanzo di Nadia Terranova, in uscita a gennaio per Einaudi).

Prima pagina: un reportage dalla Silicon Valley di Francesco Costa, una formidabile intervista a Larry Page e poi anche Arianna Giorgia Bonazzi, Guia Soncini e Francesca Falchi.

Vabbè, un sacco di roba e molto altro. Del resto dovete farvelo durare fino al 20 febbraio.

IL67 esce in edicola venerdì 19 dicembre con Il Sole 24 Ore

La nuova cover #IL67

L'anno che vorrei - 100 idee, desideri e utopie per il 2015

Illustrazione di Tomer Hanuka

In edicola venerdì 19 dicembre con Il Sole 24 Ore

Strano, i talk hanno annoiato

Quando parliamo di crisi dei talk politici non parliamo mai del fatto che negli Stati Uniti, dove sono stati inventati, i talk politici vanno in onda soltanto la domenica. La domenica mattina. Nello spazio di palinsesto da noi dedicato alla Santa Messa e all’Angelus. Si chiamano apposta Sunday Morning Shows. La domenica sera, il lunedì, [...] Continua...

Le magnifiche sorti e…progressiste

Francesco Piccolo scrive magnificamente e da anni, con articoli e saggi e romanzi, cerca di convincere la sinistra italiana ad abbandonare i conservatorismi e le nostalgie del passato. Lo fa in modo garbato e ironico ed è particolarmente efficace perché non mostra mai il risentimento dell’ex né il rancore del pentito. Eppure, se si è d’accordo con lui, non [...] Continua...

Che cosa c’è su #IL66

Ci sono, innanzitutto, articoli di Tony Blair, Bill Clinton, Matteo Renzi e Manuel Valls scritti appositamente, e in esclusiva, per IL in occasione del quindicesimo anniversario della Conferenza di Firenze che nel 1999 lanciò la Terza Via, cioè il network di leader progressisti liberali (c'era D'Alema, allora, in quel quarto d'ora in cui gli è convenuto crederci). Leggeteli, spiegano bene il dibattito di questi giorni. Sul tema "sinistra liberale" ci sono anche gli interventi di Matt Browne, del Center for American Progress di Washington, e di Paul Berman.

La Prima Pagina è un lungo Stato della televisione italiana con molti interventi. Articoli di Arnaldo Greco, Guia Soncini, Giampiero Mughini, Francesco Pacifico, Daniele Manusia, Stefania Carini e, per la prima volta, Teresa Ciabatti.

C'è il ritorno di Andrea Minuz, sul Cinema America. Mentre la nuova sezione Yolo è sempre più imperdibile, con le serie tv, i film e la musica del momento. Con un saggio di Alessandro Piperno sulla sindrome Jack Bauer.

Non perdetevi le Rane, ovviamente. E nemmeno la super moda curata da Elisa Furlan. Ah, c'è anche uno speciale orologi disegnato dalla grandissima Maria Corte.

In edicola venerdì 28 novembre con Il Sole 24 Ore

La nuova cover #IL66

In edicola venerdì 28 novembre con Il Sole 24 Ore

25 anni fa c’era un Muro a Berlino

Domenica 9 novembre è il 25esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, costruito nel 1961 dai comunisti per evitare che i tedeschi dell'Est scappassero verso la libertà e la civiltà occidentale. Sono passati invece 27 anni dal pronunciamento del discorso "Mr. Gorbachev, tear down that wall" con cui Ronald Reagan iniziò a smontare quel Muro dell'oppressione totalitaria. Qui la storia di quel discorso.

Pillole di Gommalacca/ Lily and Madeleine

Ad aprile ne avevamo parlato su IL, a proposito del loro primo disco. Lily and Madeleine sono due sorelle di 18 e 16 anni. Ora è uscito il loro secondo album, Fumes, sempre per la casa discografica di Sufjan Stevens, ed è una deliziosa collezione di canzoni semplici, delicate e perfette.

articoli

Siamo solo all’inizio

L’islamismo jihadista e noi

Jovanotti tutto acceso

Il (semi) capolavoro di Renzi e il più grande errore di Berlusconi dopo aver cacciato Pirlo

L’editoria è in crisi, ma non per Tyler Brûlé e le riviste di qualità

Strano, i talk hanno annoiato

Le magnifiche sorti e…progressiste

Forever Pischelli

Date Palazzo Chigi ad Antonio Conte, date la Nazionale a Matteo Renzi

Criticare Israele si può, ma così è nuovo antisemitismo

Class

Di Conte, Allegri eccetera

A che cosa serve lo Stato

Lo specialista della sinistra

Animal House of Cards

Renzi, Valls e l’ultimo mattone del Muro di Berlino

Non è mica da questi particolari

Qual è la Juve più bella?

Il fegato di Wall Street

Mo che il tempo si è avvicinato

Libri

SULLE STRADE DI BARNEY

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

in libreria oppure online

 
 

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