Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

Le sanzioni di Obama sui russi

Statement by the Press Secretary on Ukraine Continua...

Che fare con Putin

Non possiamo fare niente, è la risposta breve. La colpa è nostra, dell’Occidente, dell’Europa e dell’America di Obama. La risposta lunga è più articolata. Tutto nasce da un errore geopolitico americano, quasi integralmente attribuibile a Obama, ma anche dal pessimismo dietrologico della leadership russa. Continua...

Il nuovo stile paranoico della politica italiana

Cinquant’anni fa, nel 1964, il professore della Columbia University Richard J. Hofstadter scrisse per la rivista Harper’s un saggio così influente e fortunato che ancora adesso non si può fare a meno di citarlo durante le discussioni colte sulla politica americana. L’articolo di Hofstadter, poi diventato un libro, è Lo stile paranoico della politica americana, [...] Continua...

Perché non mi piace il primo mezzo governo Renzi

No, non mi è piaciuta questa squadra di governo. E non per quello che dicono tutti: perché c’è gente troppo giovane, inesperta, senza carisma. No, quella è la parte che mi piace di più: quasi un governo di staff, di donne e uomini preparati e competenti impegnati come un sol uomo ad aiutare il governo del Presidente del consiglio. Quella parte lì mi piace. Continua...

Che cosa c’è su #IL58

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La copertina è dedicata al potere del glamour, una riflessione su quello che è erroneamente considerato un aroma artificiale che insaporisce il nulla e invece è uno scudo protettivo della creatività. Articoli di Francesco Pacifico e schede da un libro di Virginia Postrel a cura di Antonio Sgobba. Il grande Michele Masneri ritrae Wes Anderson, che abbiamo fotografato a Londra, quale simbolo purissimo del glamour contemporaneo.

C'è poi l'esordio italiano di Ferdinando Giugliano, editorial writer del Financial Times, che per una volta invece che indirizzare governi su questo o quel punto dell'agenda globale abbiamo mandato nei sotterranei di Londra a visitare la più grande opera ingegneristica in costruzione in Europa, Crossrail. Sul tema del fare e del costruire ci sono altri articoli e infografiche su un grattacielo romano, sulla metropolitana europea, sui cantieri italiani e sulle villette abusive al mare in Sicilia (Mario Fillioley al suo meglio).

Ci sono Alberto Mingardi contro l'ideologia del chilometro zero, Guia Soncini sulla meravigliosa Matilde Gioli (piace pure alla Soncini, go figure!) e molte altre cose. Segnalazione speciale per la nuova, ampia e ridisegnata sezione moda, per l'intervista larga a... non vi dico chi, e per i consigli gratuiti alle case editrici italiane sui libri che usciranno in America nei prossimi mesi.

Ah, abbiamo cambiato la carta della copertina, ora è una meravigliosa #SoftTouch.

#IL58 esce in edicola venerdì 21 febbraio con il Sole 24 Ore. Resta in edicola fino a esaurimento scorte nei giorni successivi. Si può prendere anche su iTunes, su Zinio e da questo numero anche attraverso l'app del Sole 24 Ore (gratis per i clienti Business Class).

Rifare l’Italia, senza rifare gli italiani (di @andrearomano9 e @giulianode)

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L'articolo di oggi di Aldo Cazzullo sul Corriere si conclude con una frase-chiave di Matteo Renzi (così almeno la definisce Cazzullo): "La sinistra ha sempre voluto cambiare gli italiani. Io voglio cambiare l'Italia".

Mi è ovviamente tornata in mente la copertina di IL di quasi un anno fa, era il maggio del 2013, intitolata "Rifare l'Italia, senza rifare gli italiani". L'articolo principale, ma ce n'erano altri molto interessanti (Piperno, Baresani, Pascale, Pacifico), era un manifesto sul punto citato da Cazzullo e attribuito a Renzi: basta pretese di cambiare gli italiani, piuttosto va cambiata l'Italia.

Gli autori di quella riflessione sono Andrea Romano e Giuliano da Empoli, l'uno poi diventato capogruppo di Scelta Civica e l'altro ex assessore e consigliere di Renzi. Io quell'articolo me lo sono riletto.

Una settimana di pagina99

Premesso che qualsiasi media, anche una cartolina, proponga ai lettori le parole affiancate “Alessandro” e “Robecchi”, quelle dell’indimenticabile autore dei corsivi di Ballarò, per me non esiste, ho comunque guardato con interesse alla nuova iniziativa editoriale di Emanuele Bevilacqua e non solo perché bisogna premiare chi scommette oggi su un nuovo giornale, di carta poi. Com’è dunque pagina99? Continua...

La nuova copertina #IL58

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Il nuovo numero di IL esce venerdì 21 febbraio con Il Sole 24 Ore

I grandi successi dell’antibushismo

Una delle poche divergenze di politica di sicurezza nazionale tra l'Amministrazione Obama e quella del predecessore George W. Bush è l'Iran. Bush l'aveva inserito nell'asse del male, anche se alla fine del secondo mandato aveva autorizzato i primi contatti segreti con il regime degli ayatollah. Obama invece ha teso la mano, ricevendone in cambio il pugno chiuso. Ora che il dialogo sul nucleare è ripreso, ma con così pochi risultati che il presidente ha appena annunciato di essere pronto a inasprire le sanzioni, il risultato è che l'Arabia Saudita avrebbe deciso proprio per effetto della politica obamiana di dotarsi a sua volta di tecnologia nucleare ovviamente militare. Quindi la corsa nucleare dell'Iran non viene fermata e si avvia quella saudita. Congrats.

Pillole di Gommalacca\Marissa Nadler

Non conoscevo questa cantante di Seattle, Marissa Nadler, nonostante avesse già fatto un bel po' di dischi prima di «July». Disco bellissimo, fin dalla copertina. Non sto qui a descrivere che genere è, anche perché non lo so. So che per me è il miglior disco dell'anno, so far

 

Un metodo da Prima Repubblica, oh yeah

Si leggono molte analisi corrucciate sul modo in cui Matteo Renzi potrebbe arrivare a Palazzo Chigi, non attraverso l’investitura popolare ma grazie a una manovra politica. Ah. I giornali, anche anglosassoni, scrivono che questo di Renzi sarebbe il terzo governo consecutivo «non eletto». Oh, yeah. Continua...

Fallimento della politica iraniana e siriana, again

Insomma Obama, in conferenza stampa con Hollande, ha appena detto che è pronto a rafforzare le sanzioni sull'Iran e a cambiare linea sulla Siria, visti gli scarsi risultati dell'ennesima riapertura di dialogo con entrambi i paesi. Faster, please.

Chi è l’obamiana che ha mandato a quel paese (diciamo così) l’Unione Europea

I russi hanno diffuso un colloquio telefonico tra un assistant secretary (sottosegretario) di Obama e l'ambasciatore americano in Ucraina. I due discutevano la strategia pro Ucraina degli Stati Uniti e a un certo punto il sottosegretario, Victoria Nuland, manda a quel paese l'Unione europea, accusata della solita inefficienza e insipienza. Antica storia su nuova Europa e vecchia Europa. La Nuland dell'amministrazione Obama è la moglie di Robert Kagan, rispettato teorico neoconservatore diventato famoso per il suo saggio (in Italia pubblicato dal Foglio un anno prima che se ne accorgessero gli altri) sugli americani che vengono da Marte e gli europei da Venere. Dieci anni dopo, e con un altro presidente, è cambiato poco, come dimostra anche l'intercettazione della assistant secretary del dipartimento di stato di Obama.

Il despotismo, la pigrizia e l’irrilevanza delle pagine degli editoriali del New York Times

Devastante articolo del New York Observer sull'irrilevanza degli editoriali del NYT e sull'arroganza intellettuale del suo capo Andrew Rosenthal, descritto come un tiranno. A dirlo sono proprio i giornalisti del quotidiano newyorchese che si vergognano della loro redazione degli editoriali. Oltre che con il capo se la prendono soprattutto con Thomas Friedman, definito "una barzelletta", "imbarazzante", "un idiota". Battutacce anche su Maureen Dowd, "scrive lo stesso articolo tutti i giorni dai tempi di Bush padre". Le accuse sono circostanziate e unanimi, anche se anonime. Di certo c'è che gli editoriali sono prevedibili e noiosi e scritti male e che gli opinionisti sono da fin troppo tempo gli stessi.

Pillole di Gommalacca/Alcest

Sono tra quelli che, dopo anni di immersione totale nella musica dei Sigur Ros, a un certo punto non ne ha potuto più. Credo che la parabola sia cominciata a scendere con la storia dello stacchetto 7 del maestro Sabiu a Sanremo. Quindi ho iniziato ad ascoltare con molto scetticismo questo gruppo francese, gli Alcest, noti per tre dischi black metal, ma che ora sono tornati con un nuovo disco registrato in Islanda, negli studi dei Sigur Ros, e prodotto proprio da Birgir Jón Birgisson. I Sigur Ros francesi, no, vi prego.
Be', invece, è un gran disco. Molto più vivo e credibile degli ultimi dei Sigur Ros. Sentite Voix Sereines, Away, Délivrance.

articoli

Qual è la Juve più bella?

Il fegato di Wall Street

Mo che il tempo si è avvicinato

Il nuovo stile paranoico della politica italiana

Come Davide Serra cambierebbe l’Italia

The Money Issue

Bush, ultima bozza

Obama e il mito del declino americano (con Datagate)

The food issue

Non proprio un endorsement di Bill de Blasio

Perché Rohani non ha riconosciuto l’Olocausto

Il mondo è ingovernabile

Prima di fare il Nobel per la pace a Putin

Ma a Renzi conviene dire ciao a Firenze?

La televisione è la nuova letteratura

L’antialvearismo e la funzione civile della letteratura

Quando finirà l’Europa

L’illusione di trovare tutto sul web

Elogio della Super Casta del Palazzo della Casta

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

Libri

SULLE STRADE DI BARNEY

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

in libreria oppure online

 
 

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