Statement by the Press Secretary on the Visit of Prime Minister Monti of Italy
President Obama will host Prime Minister Mario Monti of Italy at the White House on Thursday, February 9th. Italy and the United States are close NATO allies, and coordinate continuously on a full range of regional and global priorities. The two leaders will discuss the comprehensive steps the Italian government is taking to restore market confidence and reinvigorate growth through structural reforms, as well as the prospect of an expansion of Europe’s financial firewall. Italy is also a founding member of NATO and the President appreciates Italy’s important contributions to international security, within Europe and beyond, including its continuing leadership in the ISAF mission in Afghanistan. President Obama looks forward to consulting with Prime Minister Monti about preparations for the 2012 G8 and NATO Summits that the United States will host in Chicago, as well as discussing developments in the Middle East and North Africa.
Ecco perché Barack Obama non è riuscito a diventare quel presidente post partisan che aveva promesso. I White House memos, raccontati estesamente da Ryan Lizza sul New Yorker di oggi, spiegano le difficoltà incontrate da Obama nel governare l'America
Newt Gingrich ha vinto le primarie repubblicane della South Carolina, superando il 40 per cento dei consensi. Secondo è arrivato Mitt Romney con il 27,8 per cento (una settimana fa era avanti anche di venti punti). Terzo Rick Santorum con il 17 per cento. Il risultato della South Carolina – assieme al clamoroso capovolgimento del [...] Continua...
Let England Shake di Polly Jean Harvey, detta PJ, è uscito esattamente un anno fa. Allora, Gommalacca non l’aveva ascoltato pour cause. Il valido motivo era il seguente: nei suoi venti anni di carriera, la quarantatreenne cantautrice britannica è passata dalle ballate dark al post punk al gothic rock a chissà cos’altro, producendo 7 dischi [...] Continua...
Exit polls unanimi: Newt Gingrich ha vinto le primarie repubblicane in South Carolina. Al secondo posto: Mitt Romney. Tre vincitori diversi, quindi. Santorum in Iowa, Romney in New Hampshire e Gingrich in South Carolina. Il 30 si vota in Florida, dove si prevede battaglia a due Romney-Gingrich. Con questa vittoria di Gingrich, e magari con la buona performance di Mitch Daniels al contro Stato dell'Unione di martedì, potrebbe diventare più realistica la previsione di Bill Kristol fatta in Iowa al Sole 24 Ore: non è finita, i repubblicani sono divisi, scenderà in campo qualcun altro, magari Daniels.
Con un altro colpo di scena, nella notte italiana di ieri, il Partito repubblicano dell'Iowa ha dichiarato ufficialmente che Rick Santorum ha vinto i caucus del 3 gennaio. È il terzo "ufficialmente" di quest'anno. La notte del 3, il partito ha comunicato che Mitt Romney aveva vinto per 8 voti. Due giorni fa, sempre ufficialmente, il riconteggio ha portato Santorum avanti di 34 voti ma con i risultati di 8'seggi perduti. Pareggio quindi. Ieri notte, terzo risultato: ha ufficialmente vinto Santorum.
Romney, intanto, è in difficoltà. Oggi si vota in South Carolina, dove fino a ieri l'altro era in grande vantaggio. Gli ultimi sondaggi lo danno dietro a Newt Gingrich, anche di 9 punti. In un paio di giorni è passato da quasi 3 vittorie su 3, a soltanto una su tre.
Daniele Raineri sul Foglio di oggi racconta, come è giusto che facciano i grandi giornali, il dibattito intellettuale americano sull'Iran, anche per non rimanere sorpresi, poi, quando l'America, magari l'America di Obama, autorizzerà un intervento armato. Sulla rivista dell'establishment americano di politica estera, Foreign Affairs, c'è un mini saggio di Matthew Kroenig, già consigliere del Segretario alla Difesa di Obama, che spiega perché sia arrivato il tempo di bombardare l'Iran, ovvero le centrali nucleari degli Ayatollah. Sullo stesso numero di Foreign Affairs ci sono vari altri interventi, a favore o contro, e c'è un altro articolo dal titolo "The Case for Regime Change in Iran" scritto da James Fly e da Gary Schmitt, due neoconservatori. Schmidt è stato il direttore del famigerato Project for a New American Century e Fly è il direttore di Foreign Policy Inititiative, il centro studi di politica estera neocon che ha preso il posto del Pnac. I due neoconservatori dicono che bombardare i siti nucleari potrebbe essere inutile, oltre che un errore. Il problema è la natura del regime, semmai si deve puntare a cambiare il regime: Go Big, Then Go Home.
Il nuovo fascicolo di Foreign Affairs si apre con una serie di articoli storici, nel senso di scritti nel passato, che dovrebbero aiutare a comprendere meglio le radici ideologiche del mondo moderno e del rapporto tra democrazia e capitalismo. Uno dei primissimi articoli, datato 1923 e a firma del professore della London School of Economics Harold Laski, si intitola "Lenin and Mussolini". L'autore spiega che Lenin e Mussolini sono fenomeni dittatoriali molto, molto, simili. E spiega, siamo nel 1923, che il mondo tratta meglio Mussolini di Lenin perché almeno Mussolini difende la proprietà privata.
Ora che Robert Kagan ha scritto un libro sul mito del declino dell’America, torna utile questo mio lungo articolo per la rivista IDEM, di ottobre. Continua...
C’è chi pensa che nessuno dei candidati repubblicani sia adatto ad affrontare Barack Obama a novembre e che ci sia ancora spazio perché qualcun altro scenda in campo a salvare i conservatori dalla sconfitta e l’America dal secondo mandato di Obama. Bill Kristol, direttore del Weekly Standard e opinionista di Fox News, è il più assiduo sostenitore di questa tesi. Continua...