Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

Che farà Renzi, ora che ha perso

Dopo millecinquecentoquarantasette giorni da Segretario del Partito Democratico, e quasi mille da Presidente del Consiglio, il rottamatore si è autorottamato. Matteo Renzi si è dimesso da capo del PD e dalla settimana prossima, quando si insedierà il nuovo Parlamento italiano uscito dalle urne il 4 marzo, sarà semplicemente il senatore di Firenze, Scandicci, Impruneta, Signa e Lastra a Signa. Naturalmente non ci crede nessuno, ma in realtà nessuno conosce davvero il futuro politico di Matteo Renzi, forse nemmeno lui. Continua...

Le elezioni hanno conseguenze, specialmente queste

In Italia, ogni volta che si vota si dice che è «la peggiore campagna elettorale di sempre». In America sono più epici e preferiscono la formula «l’elezione più importante per la nostra generazione». Entrambe le espressioni sono bolse e retoriche, suonano artificiose, ma nel caso delle elezioni italiane di domani 4 marzo non si può negare che siano vere entrambe. Continua...

Breve manuale per capire chi avrà vinto le elezioni

C’è un’ipotesi reale, possibile e anche probabile, che la sera del 4 marzo, anzi la mattina del 5, avremo non uno, non due, ma tre vincitori delle elezioni politiche. Inoltre è possibile che, nonostante ben tre vincitori, o forse proprio per questo, non ci sarà nessuna maggioranza politica in Parlamento e che si dovrà quindi tornare al voto, ovviamente dopo che il Presidente della Repubblica avrà tentato tutte le opzioni per scongiurare lo scioglimento anticipato delle Camere. Continua...

Uomo morde cane ovvero l’Atlantic assume 100 persone

Quest’anno, l’Atlantic monthly assumerà 100 persone, aumentando lo staff redazionale del 30 per cento. Un magazine che assume 100 persone – metà delle quali giornalisti, le altre addetti a video, podcast e live event – è la classica notizia clamorosa, da uomo-morde-cane, in un mondo editoriale abituato a licenziamenti, ristrutturazioni delle redazioni e tagli dei costi al punto che le chiusure e i ridimensionamenti dei giornali non fanno più notizia come, appunto, il proverbiale cane-morde-uomo. Continua...

Brunori, professione disincantautore

I monologhi sull’incertezza che Dario Brunori sta portando in giro per i teatri italiani fanno molto ridere. Ma oltre alle battute c’è di più (semi citazione pop!). Brunori usa l’ironia come un artificio letterario, anzi come uno schermo, come uno scudo d’acciaio per combattere l’ansia, la sua e quella della nostra epoca. Continua...

Come non scrivere una recensione

Il nuovo libro di Claudio Giunta è formidabile. “Come non scrivere – Consigli ed esempi da seguire, trappole e scemenze da evitare quando si scrive in italiano” andrebbe adottato nell’Amministrazione pubblica, nelle redazioni dei giornali, negli uffici stampa, nelle agenzie di comunicazione. Soprattutto andrebbe imposto per legge a chiunque aggiorni uno status di Facebook o mandi un messaggio di posta elettronica. Continua...

Com’è il nuovo concerto di Jovanotti

Rispetto ai favolosi tour di Jovanotti, Lorenzo Live 2018 è il concerto più concerto che abbia mai fatto. Meno spettacolo, più musica. Meno circo, più raduno rock. Ecco, Lorenzo Live 2018 è un vero concerto rock. Epico e adulto. Poi siccome Lorenzo è Lorenzo non si è limitato a ideare un semplice concerto rock, ma si esibito anche in un formidabile intermezzo da dj e ha regalato al pubblico trovate e diavolerie audiovisive di ogni tipo (la più riuscita mi è sembrata la lettura di un brano di Don Chisciotte, anche se la voce in spagnolo di Miguel Bosè al Forum di Assago suonava identica a quella di Berlusconi). Continua...

Vita, opere e girotondi di Massimo D’Alema

“Déjà vu” è il nuovo libro di Francesco Cundari, giornalista serio, colto e raffinato. L’editore è Il Saggiatore, la copertina tipografica è bellissima, ottocentesca, malgrado uno strambo baffo Nike che, invece della tradizionale falce, incrocia il martello comunista e forma un nuovo logo che probabilmente vuole suggerire al lettore un messaggio di qualche tipo, magari anti neoliberista, ma che io non ho capito. Continua...

Ascoltare musica like a teen spirit

Il New York Times ha pubblicato una ricerca dell’economista Seth Stephens-Davidowitz secondo cui il periodo in cui i maschi formano i propri gusti musicali è quello tra i 13 e i 16 anni di età, mentre per le ragazze il momento arriva prima: tra gli 11 e i 14. Il momento decisivo, per entrambi, è l’anno in cui se ne compiono 13. Continua...

Toh, nella Lega ci sono i fascisti

Toh, nella Lega ci sono i fascisti. Che grande scoperta! Ma, scusate, l’avete mai ascoltata Radio Padania? Avete mai letto la Padania diretta da Gianluigi Paragone, oggi coerentemente candidato con il movimento dei babbeiacinquestelle, cioè l’altro grande collettore italiano di razzisti e associati? Continua...

Hillary, gli elettori di Trump e le elezioni italiane

I sondaggi elettorali possono essere letti così: quando i partiti progressisti propongono di attenuare le ingiustizie economiche, di valorizzare le diverse culture e di garantire nuovi diritti, provocano su una fascia consistente della popolazione un effetto opposto a quello desiderato. Nell’epoca del rancore e del risentimento, L’età della rabbia di Pankaj Mishra è appena uscito per Mondadori, questo messaggio in teoria neutro, convenzionale e ricorrente, diciamo anche banale, viene interpretato come una parola d’ordine per aumentare le tasse, ridistribuire la ricchezza e aiutare gli immigrati a danno dei locali. Continua...

Dove sono finito?

Sì, non aggiorno il blog da aprile. Da quando è nato il sito di IL: 24ilmagazine.com.
Ciao

Pigasse ha salvato il “Monde”, salverà il mondo dei giornali?

Matthieu Pigasse, nato a Clichy 48 anni fa, ma cresciuto in Normandia, guida le operazioni francesi della banca d’affari Lazard, ama il punk rock, in particolare i Clash, e ha un gran passione per i giornali che gli è stata trasmessa dal padre giornalista. Nel 2009 ha comprato il magazine di cultura musicale Les Inrockuptibles [...] Continua...

Di che cosa parliamo quando parliamo di futuro dei giornali

Ci occupiamo di giornali perché giornali, libera stampa e circolazione delle idee sono elementi fondamentali di una società aperta, evoluta e civile. La crisi globale dell’industria dell’informazione non è soltanto la sofferenza di un settore industriale: è qualcosa di più profondo e per questo siamo andati a vedere come stanno provando a uscire dall’impasse, con [...] Continua...

La nuova copertina #IL80


IL80 Genitori Moderni sarà in edicola venerdì 22 aprile con il Sole 24 Ore. Altri dettagli, qui

articoli

Attacco social al Quirinale

Trump e Putin, amici-nemici

Quello che sappiamo è che il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin si sono incontrati lunedì a Helsinki, in Finlandia. Continua...

La prima volta che ho visto il bel gioco

La prima volta che ho visto il “bel gioco” non si scorda mai: stagione sportiva 1983/84. Avevo quindici anni, nei giorni feriali frequentavo il liceo classico e una domenica sì e una no andavo allo stadio Maroso di Alcamo, provincia di Trapani. Continua...

L’era della geotecnologia

Benvenuti nell’era della geotecnologia. Se il diciannovesimo e il ventesimo sono stati i secoli della geopolitica, ovvero quelli dell’impatto dei fattori geografici sull’azione politica degli Stati, secondo un nuovo studio dell’Atlantic Council di Washington siamo entrati nell’epoca in cui sono i fattori tecnologici – l’intelligenza artificiale, la biotecnologia, la robotica, le telecomunicazioni 5g, le energie rinnovabili – «a determinare il futuro della civiltà umana e l’ordine globale». Continua...

Facebook resuscita la carta

Un nuovo magazine. Di carta. Edito da Facebook. Sì, avete lette bene, il gigante dei social network che più di ogni altro ha contribuito a colpire e in molti casi ad affossare l’industria editoriale globale, sia in termini di diffusione delle notizie sia di raccolta pubblicitaria, ha appena lanciato una sua rivista cartacea di lifestyle con tanto di direttore, art director e redazione Continua...

La direttiva UE contro i pirati digitali

Mentre tutti chiacchierano, è ancora una volta l’Unione europea, la tanto vituperata Europa dei burocrati di Bruxelles, ad affrontare il tema dei nuovi diritti dell’era digitale. Continua...

Per chi tifo ai mondiali

E, insomma, per chi tiferò ai Mondiali di Russia? Non credo che potrò mai perdonare chi mi ha messo in questa miserabile situazione. Il primo istinto è quello di rinunciare a guardare le partite: far finta di niente, fischiettare, andare sull’Himalaya Continua...

L’antidoto contro il maoismo digitale

Peggio di chi annuncia che lascerà i social network c’è solo chi progetta di espatriare perché un politico sgradito ha vinto le elezioni. Questi ultimi li aveva sistemati una quindicina di anni fa lo scrittore Tom Wolfe quando disse che avrebbe votato George W. Bush non fosse altro che per andare all’aeroporto e fare ciao-ciao con la manina a tutti quelli che dicevano che si sarebbero trasferiti a Londra in caso di rielezione del presidente. Continua...

I mondiali senza l’Italia

Non è un disastro cosmico come uscire dall’Euro, ma i campionati mondiali di calcio senza l’Italia sono come i maccheroni senza il cacio, le torta senza la ciliegina, il cioccolato senza l’acqua. Una specie di umiliazione nazionale, senza possibilità di riscatto. Continua...

Un movimento globale delle donne

Il giorno prima, le rivoluzioni sembrano sempre impossibili. Il giorno dopo, improvvisamente, appaiono inevitabili. A osservare dall’alto il fenomeno #metoo contro le violenze e le molestie alle donne si può ragionevolmente pensare che il mondo occidentale stia assistendo alle epiche battaglie di un nuovo “movimento globale di liberazione della donna”, come iniziano a chiamarlo i giornali americani pronti ad abbandonare l’idea che fossimo entrati, invece, in un’epoca “post femminista”. Continua...

La guerra commerciale di Trump

La guerra commerciale che Donald Trump sta combattendo con la Cina di Xi Jinping è tipicamente novecentesca, con le imposizioni di dazi e tariffe sui prodotti made in Cina. Dall’altra parte, la guerra che Xi Jinping sta combattendo con l’America di Trump è una guerra del XXI secolo. Continua...

Roth a casa Monda

A vederlo da vicino, nei suoi frequenti pranzi a casa di Antonio e Jacquie Monda nell’Upper West Side di Manhattan, Philip Roth non sembrava un uomo burbero, difficile e scostante come me lo ero immaginato da suo devoto lettore. O forse sì. Continua...

Il leggendario e misterioso album del Sessantotto

C’è chi dice che il Sessantotto sia iniziato a Parigi, chi ricorda che la Summer of Love è dell’estate precedente e chi non dimentica che le manifestazioni studentesche alla Cattolica di Milano sono dell’autunno del 1967, così come la battaglia di Valle Giulia, a Roma, precede di un paio di mesi il maggio francese. Ma adesso c’è chi sostiene che il cuore di quel fermento culturale e rivoluzionario diventato noto come “il Sessantotto”, anche se nel 1968 nessuno parlava di “Sessantotto”, sia stata la città di Boston, dove il cantautore irlandese Van Morrison ha ideato uno dei più leggendari, e ignorati, dischi della storia del rock: “Astral Weeks”. Continua...

La Juventus come antidoto al populismo

Un antidoto al populismo imperante ce l’abbiamo in casa e si chiama Juventus Football Club. Potrebbe sembrare paradossale, quasi disperato, indicare come modello virtuoso per il Paese una società sportiva impegnata nel settore panem et circenses, ma a pensarci bene una squadra di calcio è costretta a convivere con le medesime isterie, paranoie e piagnistei di cui si nutrono i populismi.   Continua...

La dottrina Trump è Trump

Una delle regole della politica estera americana è sempre stata quella di non aprire più di una crisi nucleare nello stesso momento. L’improvviso, ma tutt’altro che imprevisto, attivismo internazionale di Donald Trump ha demolito anche questo pilastro della sicurezza nazionale di Washington, perché nel giro di tre giorni il presidente ha annunciato il ritiro unilaterale dal patto nucleare con l’Iran e che il 12 giugno incontrerà a Singapore il dittatore nordcoreano Kim Jong-un per tentare un accordo di denuclearizzazione della penisola coreana. Continua...

La strategia illiberale di Putin

Un formidabile libro americano, The Road to Unfreedom, scritto dallo storico di Yale Timothy Snyder, esplora la mente di Vladimir Putin e spiega la sofisticata strategia illiberale del leader russo nei confronti dell’Occidente. La tesi del saggio è questa: quando Putin ha capito che, per mancanza di risorse e incapacità di innovare, la Russia non avrebbe potuto tenere il ritmo dell’Occidente, si è convinto di una cosa semplice e cioè che se la Russia non può diventare come l’Occidente, allora bisogna che l’Occidente si trasformi in una specie di Russia. Continua...

Un romanzo che è meglio di un mandato esplorativo

“In Esilio” di Simone Lenzi, in libreria dal 24 aprile per Rizzoli, è un romanzo, forse un memoir, ma in fondo un manuale politologico sulla crisi politica, civile e morale del nostro paese e dei suoi intellettuali, in particolare quelli di sinistra. Chiunque volesse trovare i punti di contatto, anche programmatici, tra i Cinquestelle e un PD derenzizzato in vista della formazione di un eventuale governo di coalizione giallo-rosso, be’, in questo libro ne troverebbe un armamentario mica male, e in bella prosa. Continua...

La grande alleanza contro i populisti

Centristi di tutto il mondo, unitevi! È nata Renew Democracy Initiative, un progetto internazionale per risollevare la pericolante democrazia occidentale, oggi sotto l’attacco concentrico di populismi, autoritarismi e ideologie estremiste. Presieduta dal militante democratico russo Garry Kasparov, noto per un passato da campione di scacchi e un presente da attivista anti Putin, RDI ha presentato un manifesto politico che si rivolge ai centrosinistra e ai centrodestra di tutto il mondo affinché uniscano le forze per combattere i nemici interni ed esterni delle società liberali. Continua...

La stretta di mano di Trump e Macron

La prima cosa da guardare è la stretta di mano. Donald Trump e Emmanuel Macron non potrebbero essere più diversi: basta guardarli uno di fianco all’altro. Ma i due sono entrambi dei consumati mattatori del teatro della politica: Trump con l’esperienza di chi per decenni si è cibato di cronaca rosa e reality show; e Macron con la passione di una vita per la recitazione e la letteratura. Continua...

Chi l’avrebbe mai detto che ci avrebbe protetto l’Europa?

Alla fine ci proteggerà l’Europa. Nessuno si immaginava una conclusione di questo tipo, ma la grande novità di questi giorni è che i tanto vituperati burocrati di Bruxelles si sono dimostrati lungimiranti su una delle questioni decisive della nostra epoca: la protezione dei dati personali da abusi e manipolazioni commerciali, sociali e politiche. Continua...

Libri

SULLE STRADE DI BARNEY

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

in libreria oppure online

 
 

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