CAMILLO


Recensione di
CONTRO L'ONU


Salvo Fallica
IL RIFORMISTA, 18 giugno 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REVIEW
Rocca preferisce la Gad all’Onu
DI SALVO FALLICA

Se si volesse utilizzare una triade concettuale, per sintetizzare il
pensiero di Christian Rocca sulle Nazioni Unite, si potrebbe dire: l’Onu è
superata, è una istituzione in larga parte inefficace, ha fallito su tutti i
fronti. Sì, perché non usa mezzi termini il giornalista siculo di Alcamo per
esprimere la sua posizione sulle Nazioni Unite. Anzi, ci tiene a dire: «Non
è la mia posizione, si tratta di fatti storici». E in quest’ottica cita
autorevoli commenti, anche del fronte democratico per corroborare la sua
tesi. Chi pensa, che il libro sia il frutto di una rielaborazione sic et
simpliciter in chiave neoconservatrice, non coglie la complessità del tema,
né il senso della riflessione di Rocca. E’ evidente che in quanto
giornalista che studia e commenta il pensiero neo-conservatore, ne subisce
anche delle influenze, ma la sua polemica sull’Onu non è leggibile in questi
termini. E non solo perché alcune importanti riflessioni sono riprese dal
fronte democratico, ma perché son collegate ad una ricostruzione storica
sulla quale occorre meditare, qualunque legittima opinione si abbia
sull’argomento. Non a caso, Rocca ama citare una frase che lo stesso Kofi
Annan, ha pronunciato il 24 gennaio scorso: «Dal tempo dell’Olocausto, con
grande ignominia, il mondo ha fallito più di una volta nel prevenire o nel
porre fine a dei genocidi, per esempio in Cambogia, in Ruanda e
nell’ex-Jugoslavia». Insomma, la prosa di Rocca, seppur sviluppata su un
filone polemico, non è animata da pregiudizi e dogmi, ma da una logica
razionale ed argomentativa. Nel gioco libero delle interpretazioni, che è
alla base dell’analisi e del confronto culturale, non pretende di avere la
verità assoluta, ma espone le sue certezze. «Le Nazioni Unite sono fallite.
Bisognerebbe prenderne atto, dirlo chiaramente, non sprecare tempo con
riforme e alchimie istituzionali che non saranno mai approvate e che non
cambieranno di una virgola la sostanza, che è questa: rispetto alle grandi
questioni, come la sicurezza e la pace, l’Onu è un ente inutile, anzi
dannoso. L’Onu non ha mai funzionato». Esempi? Rocca ne fornisce tanti. «In
sessant’anni non c’è stata crisi internazionale importante che abbia visto
Consiglio di Sicurezza e Assemblea Generale protagonisti nel difendere la
sicurezza globale. Una delle rare eccezioni è stata la Corea, negli anni
’50, ma solo perché allora i sovietici boicottavano il Consiglio di
Sicurezza per protestare contro Chiang Kai-shek». «L’Onu non ha fermato,
quando poteva, il genocidio in Ruanda e ha facilitato la carneficina di
civili bosniaci a opera dei serbi». «Ancora oggi l’Onu non riesce a fermare
il massacro nella regione sudanese del Darfur». Rocca riflette su luci ed
ombre. Anche perché «ci sono agenzie, fondi e programmi umanitari che
funzionano». Rocca non si ferma alla parte decostruttiva, si occupa anche
della parte propositiva. E lancia la sua idea che le Nazioni Unite
andrebbero sostituite con una grande Alleanza delle Democrazie. Una
organizzazione internazionale delle democrazie, che dovrebbe mutare in senso
liberale il mondo. Rocca non è un teo-con, è semmai un popperiano. Muove da
posizioni liberali. Ma seguendo un suo percorso liberal-radicale, che nel
metodo critico, risente in maniera positiva della lezione laica di Leonardo
Sciascia. Nel suo mettere in discussione, disincantato e scettico, vi è la
lezione critica di un intellettuale scomodo, forse insuperato del Novecento,
l’intellettuale siculo-europeo di Racalmuto.

Christian Rocca, «Contro l’Onu», Lindau, pagine 150, Euro 13,50